venerdì 24 gennaio 2020

Cormorani monzesi: diamo i numeri




Quanti cormorani frequentano il nostro territorio monzese?
Possiamo contarne qualche unità, che agiscono soprattutto tra Parco e Giardini della Villa Reale; nel dettaglio, li troviamo lungo il Lambro e al Laghetto della Villa Reale.

Ma non tutti sanno che esiste un contingente che si raduna, nel periodo invernale, in un sito della nostra zona. Convergono lì, da più punti, al tramonto. Trascorreranno la notte, sugli alberi, per poi disperdersi all'arrivo dell'alba. Si tratta di una strategia usuale per molte specie di uccelli. Stare assieme è buona cosa: ci si difende meglio dai predatori e, magari, dal freddo. E, è dimostrato, per alcune specie - corvidi - ci si scambiano informazioni sui luoghi dove trovare cibo.

Da qualche anno, effettuo un conteggio al dormitorio collocato dalle nostre parti. I numeri ottenuti finiranno in una banca dati ufficiale e mondiale: l'IWC (Internationale Waterbirds Census). Anzi, per i cormorani si tratta proprio del dato più attendibile. Durante le giornate, questi animali si muovono molto, a differenza di altri acquatici come le anatre. C'è quindi sempre il rischio di raccogliere dati doppi.

Oggi 24 gennaio 2020, conteggio effettuato. Ore 17.15: 39 cormorani presenti. Lo scorso anno, erano 35.

Non aspettatevi che divulghi l'ubicazione del dormitorio dei cormorani. La località rimane nota solo agli addetti ai lavori. Purtroppo, questi pennuti sono perseguitati.

Il dato, come detto, sarà raccolto dalla referente per la Lombardia. Che lo inserirà nella pubblicazione stesa annualmente, riguardante i censimenti degli uccelli acquatici svernanti.

alla prossima
Matteo Barattieri

sabato 18 gennaio 2020

IWC 2020: conteggio uccelli acquatici svernanti al Parco

Ed eccomi puntuale per il tradizionale conteggio acquatici svernanti nel nostro Parco.

Tradizionale ed ufficiale, soprattutto. La sigla citata, IWC, è un classico acronimo: International Waterbirds Census. Il censimento viene svolto a livello mondiale. Il periodo: gennaio, quest'anno dall'11 al 24.
Contare gli acquatici? A cosa serve? Fornisce una fotografia delle popolazioni a livello planetario. Purtroppo, serve anche a stabilire le quote degli abbattimenti per i cacciatori. Ovviamente, solo per le specie cacciabili.

Ogni rilevatore si specializza su una o più zone, in genere - va da sé - vicine a casa.
Dopo una bella pedalata con annesse sbinocolate il giorno 11 gennaio tra Mandello e Lecco, eccomi a battere le zone d'acqua del nostro Parco. Il 16 gennaio.



Si parte, copione consolidato, dal Laghetto della Villa Reale. I gabbiani comuni non si vedono, a parte una piccola avanguardia di 6 individui in volo sopra il summenzionato specchio d'acqua: appariranno tra le 8.30 e le 8.36. In tutto 52 soggetti, visibili in foto.

Il Laghetto della Valle dei Sospiri non mostra anatre e affini.
Dice: ma come fai ad essere sicuro di non fare conteggi doppi, gli uccelli volano? Vero. Ma, e in particolare in questa fase dell'anno, anatre e compagnia cantante rimangono abbastanza fermi. Fanno eccezione due categorie: cormorani e gabbiani. Vengono contati ugualmente. Ma il censimento ufficiale che li riguarda viene svolto nei dormitori ovvero nei luoghi che utilizzano di notte per riposare. li si conta al tramonto, quando - magie e misteri della natura - vanno a raccogliersi, provenendo da varie zone.

Il Lambro: lo percorro, come sempre, camminando lungo la sponda idrografica destra.

Poca roba. Le temperature alte non provocano grandi movimenti dalle zone più fredde.

Diamo una occhiata ai totali:
Germano reale: 125
Anatra germanata (sono i germani col piumaggio pasticciato, frutto di incroci negli allevamenti): 9
Gallinella d'acqua: 11
Airone cenerino: 6
Anatra mandarina: 11 (7 maschi, 4 femmine)
Oca cigno: 2
Cormorano: 4
Gabbiano comune: 55
Oca domestica: 4

Il tutto finirà poi in una banca dati mondiale. Della quale esiste una sezione lombarda. A coordinare il tutto la sempre brava - e paziente: noi rilevatori a volte tardiamo nell'invio dei nostri risultati - Violetta Longoni (Università di Pavia).

Alla prossima
Matteo Barattieri

mercoledì 25 dicembre 2019

E la Roggia Pelucca è di nuovo in azione

24 dicembre 2019

E rieccola, la Roggia Pelucca.
Le piogge dei giorni scorsi hanno riattivato il Fontanile.

Lo storico corso d'acqua è da tempo inattivo. Traeva la sua alimentazione da un Fontanile, sito all'interno dell'area data in concessione al golf. Il nome - Pelucca - deriva da una località a Sesto San Giovanni, che fu punto di arrivo del ramo principale della Roggia. L'abbandono di decenni ha comportato, da tanti anni, il prosciugamento del sistema di acque.
Il tracciato è comunque ancora perfettamente conservato nel Parco.







A partire dagli anni '90, tuttavia, la Roggia riesce a dare ancora segnali di vita. Quando piove in modo intenso e per periodi prolungati, la falda acquifera sotterranea si ricarica e riesce a rifornire la nostra Pelucca.

Per noi appassionati di Parco, è quasi un imperativo andare a controllare, ogni volta, fin dove arriva l'acqua.
In questa foto, il punto di arrivo delle acque, ieri 24 dicembre 2019.




La cartina mostra il punto.



Passi successivi? Saremo pronti a seguire il progressivo ritiro del fluido.


Non è tutto.
Ormai regolarmente, sul prato vicino alla Roggia, si forma una piccola pozza, quando le piogge sono abbastanza consistenti. Il prato bagnato: un gioiello per il naturalista, che si trova, in pieno Parco, a sognare di lande lontane dove acquitrini e erbe più o meno parzialmente sommerse dominano l'orizzonte.

La mappa sottostante mostra l'ubicazione della pozza, oltre al punto di arrivo della Pelucca. Sempre il 24 dicembre.






Il 25 dicembre, un controllo delle acque ha mostrato la presenza di qualche forma di vita animale: larve di chironomidi. I chironomidi sono insetti affini a mosche e zanzare.


Matteo Barattieri

giovedì 5 dicembre 2019

Serata Gianni Brera: un grazie a tutti

Serata Gianni Brera: un grazie a tutti

"Quando fate la prossima?", hanno chiesto in tanti alla fine della serata, ieri 4 dicembre 2019. Successo di critica e pubblico, come si dice. E ci ha fatto piacere.
Ci hanno fatto piacere, sì, l'interesse e la partecipazione di chi è venuto a celebrare il centenario della nascita del Gioann Brera. Li ringrazio tutti.

E un grazie va ai miei compagni di viaggio per una sera. A Marco Pirola e Carlo Gaeta per le note su Brera e le interessanti e divertenti divagazioni sul mestiere del giornalista. A Renato Ornaghi per le sue versioni in dialetto di brani beatlesiani. A Michele Fierro per averci prestato la sua voce per le letture di brani breriani.
E un grazie speciale e di cuore va all'Eugenio Galbiati, per la squisita cortesia ed ospitalità.

E un grazie, va da sé, al Gioann Brera, per me e per tanti maestro inarrivabile.

Matteo Barattieri

martedì 17 settembre 2019

Anche il Parco di Monza al Convegno Italiano di Ornitologia 2019

Ci sarà anche il Parco al prossimo Convegno Italiano di Ornitologia (CIO XX).

Settimana prossima a Napoli: 25-29 settembre 2019.

Presentiamo un poster sui nidificanti. Frutto delle attività svolte negli anni, e dei censimenti effettuati quest'anno.

Potete scaricare il pdf del poster da questo blog.
Oppure direttamente da qui

Poster Convegno Ornitologia 2019

La grafica è pessima, e me ne assumo le responsabilità.

Un grazie a tutti i miei collaboratori.

Matteo Barattieri




lunedì 2 settembre 2019

E PER SEDILE UN MOTORE A SCOPPIO

E PER SEDILE UN MOTORE A SCOPPIO

Correvano gli anni ’80. Il tema autodromo scaldava gli animi, più o meno come oggi. Anzi, forse di più, con i due schieramenti – pro e contro – ben attivi.

La sponda autodromista – l’altra sponda, per noi sostenitori del vecchio Parco – organizza un convegno sul tema. La platea è tutta per il circuito, e per la sua permanenza a vita sotto i cieli monsciaschi. E con la platea, anche la teoria dei relatori, moderatore compreso. La sequenza degli interventi è risaputa agiografia ed ecumenico panegirico, condito dei più triti stereotipi. “Gloria e lustro per il territorio”, “Tradizione sportiva”, “L’immagine di Monza nel mondo” “Monza nota nel mondo per….”, fino alle ammorbanti note su un indotto tuttora da dimostrare.

Ma ci vuole – tributo alla, anzi maldestro conato di una par condicio ancora là da venire – anche un intervento dall’altro versante.
“E adesso sentiamo la voce di una persona contraria….”, annuncia il moderatore. Sul palco viene chiamato Virginio Bettini. Da Nova Milanese, il personaggio è gloria locale: docente universitario e uno dei massimi esperti al mondo di ecologia urbana; nel cv, anche un mandato come parlamentare europeo. Tra i primi lavori svolti, proprio un saggio sulla decadenza del nostro Parco e sulla presenza devastante della pista.

Da buon brianzolo, il Bettini mica le manda a dire. E a schiettezza di favella, aggiunge anche una faccia tosta che va oltre la chutzpah ebraica. E che lo spinse ad avvicinare una Sharon Stone d’annata in un ristorante californiano. Ricavandone, il giorno dopo, un invito a pranzo a casa della summenzionata diva. “Purtroppo, c’era anche marito”, commenterà gustosamente il nostro.
Il moderatore annuncia il nome del Bettini e la sua qualifica come esponente verde. Dai convenuti partono bordate di fischi e insulti. Il conduttore prova a calmare la canea per 2-3 volte. Niente da fare: in ogni occasione sono improperi, che coinvolgono anche la malcapitata genitrice dell’ecologista.

Alla fine, il pubblico si calma. Il Bettini mica perde imperturbabilità. “Dirò solo poche parole”, esordisce il prof. Che così prosegue “Voi siete il portato della civiltà contadina cui han messo sotto il fondoschiena” – il vocabolo usato sarebbe un poco meno castigato – “un motore a scoppio”.
La frase non fa in tempo ad arrivare al suo capolinea. Dalla folla si alzano in tanti, e inferociti. L’inseguimento termina fuori dalla sala. Dove il Bettini troverà la propria macchina in fiamme.
Mani mica tanto anonime gli faranno pervenire una vettura nuova di zecca il giorno dopo, a compensare danni ed offese.

Matteo Barattieri

sabato 31 agosto 2019

30 agosto 2019: Venne il giorno del Canapino Maggiore e della Calopsitta

Foto di Roberto Brembilla


30 agosto 2019

Venne il giorno del canapino maggiore....





Leonardo Siddi osserva un canapino maggiore al Parco. La foto, di Roberto Brembilla, mostra le caratteristiche del volatile.
Prima segnalazione registrata per la specie.

Osservazione fugace: l'animale si è dileguato subito. Purtroppo, coi migratori è così.
Di sicuro, ci sfuggono molte cose. Siamo pochissimi e dovremmo essere lì 24 ore su 24. Al Parco, i migratori spesso si fermano giusto qualche istante. Impossibile. Dovremmo essere in UK o negli USA, dove l'osservazione degli uccelli è sport nazionale.

... e della calopsitta
Attirati dalla osservazione del Leonardo, io e il Marco Casati ci siamo precipitati al Parco. Il simpatico Marco, con tanto di carrozzina e bimba neonata: certe abitudini vanno apprese fin da piccole. Il nostro abbandona dopo poco il campo. E una calopsitta (un pappagallo) svolazza in zona Cascina Frutteto: prima osservazione per il Parco.  Chi si contenta....


Matteo Barattieri