giovedì 24 aprile 2008

Un po' di confusione: botta e risposta sui lavori al Parco


Scrive Cristina:

Ieri mattina, ho accompagnato una classe in un percorso sul lungo Lambro. Il percorso era già stato effettuato con altre tre classi, nell' arco di due mesi, con l'obiettivo di osservare flora e
fauna. L'area prescelta era il tratto di lungo Lambro che va da Villasanta al Viale Cavriga, scelto perchè ancora molto 'naturale' : sentieri stretti, un pò di sana flora spontanea
disordinata e indispensabile alla privacy degli animali... Insomma, anche un modo per far capire ai bambini di essere 'ospiti', di muoversi in un habitat che non è solo modellato sulle loro esigenze,
ma anche su quelle di altri abitatori, indisensabili alla sua sopravvivenza. Ieri, la sorpresa : tutto il percorso era stato ripulito e ripiantumato, il sentiero allargato, e 'arricchito' di cassette di plastica, scatoloni e vasetti vari (residuo della piantumazione)...
Ora, non voglio fare la reazionaria conservatrice a tutti i costi, e al di là del mio sgomento per l'umanizzazione dell'area, cerco di spiegarmi che questi arbusti saranno un giorno utili agli animali
(sono per lo più piccole drupacee)...ma non si poteva fare un intervento meno invasivo, un pò meno capillare e drastico? Non è importate preservare qualche area allo stato 'brado', sottratta al jogging, al biking selvaggio e alle orde di fruitori festivi? Aree piccole e isignificanti certo, magari vicine a sentieri frequentati così da non 'derubare' i cittadini di troppo spazio... Se qualcuno ha notizie più illuminanti su questa piantumazione, per favore, le condivida anche con me! Non voglio giudicare senza conoscere. Resta un pò di malinconico sconforto!
Per la cronaca (e la gioia dei bambini), nella nostra passeggiata siamo stati accompagnati dal volo di un airone,dallo scorazzare di Germani e Anatre Mandarine,apparizzioni di leprotti, dal canto del Picchio Verde, del Picchio Muratore e delle Cornacchie, attivissime ieri nel ripulire il Lambro, ingrossato e veloce, da ogni sorta di rifiuti umani!
Le rive limacciose, ci hanno permesso di individuare impronte di Anatridi, Aironi, Arvicole, Ricci, Lepri e Donnole.
Aspetto illuminanti notizie da chiunque ne abbia!
Cristina


Matteo Barattieri, uno degli autori di questo blog, prontamente risponde:

A me queste reticelle di protezione per le nuove piante piacciono molto perchè sono ben visibili.
Ergo: si riesce a prevenire eventuali danni da parte dei visitatori.
L'intervento di piantumazione in realtà non è drastico, ma ben calibrato. Il Piano di Assestamento Forestale prevede che nel Parco si agisca a particelle, a turno. Ciò significa che via via si fanno abbattimenti e piantumazioni in piccoli settori. Se il lavoro appare drastico, ciò è dovuto all'assenza di manutenzione dei boschi negli scorsi decenni.
Il lavoro svolto è capillare, nel senso che va ad agire su piccola scala. Le particelle sottoposte ai lavori sono infatti di piccola estensione, in questo modo si evita l'eccessivo impatto sull'area boscata.
Altre cose
Le aree intorno al Lambro soffrono molto. Motivo: la presenza di essenze esotiche (Robinia e Reinutria su tutte) che soffocano la nostra vegetazione autoctona. Inoltre, manca una vera vegetazione fluviale. Ma questo è un altro discorso: l'alveo del Lambro è infatti sospeso, ovvero comunica poco con le sponde. Inoltre, i boschi oggetto dell'intervento erano davvero conciati, prossimi a morte, per la mancata rinnovazione. Il termine rinnovazione si riferisce alla naturale crescita di nuove piantine autoctone.
Spero che la mia risposta possa fugare i dubbi
Altra cosa. Impronte di "donnole"? Sicura? Non è animale, la donnola, così scontato e comune nel Parco. Raccomanderei di essere sempre molto critici nelle proprie osservazioni. La lepre stessa non frequenta molto le rive del Lambro (vado a memoria).
Matteo

martedì 22 aprile 2008

Scoiattoli rossi


Con questa bella immagine di uno scoiattoloo rosso "a tavola" trasmessami da Susanna, inauguriamo una galleria di immagini (qui a fianco) realizzate dagli abituali frequentatori del Parco. Approfitto per ricordare che chiunque può lasciare liberamente commenti ai post pubblicati. Se volete pubblicare post, documenti o foto può farlo madando una mail all'indirizzo a.confalonieri@tin.it.

lunedì 21 aprile 2008

Prime rondini al nido


Oggi, intorno a mezzogiorno, la prima delle coppie di rondini che abitualmente nidificano in cascina (Frutteto) ha occupato il nido. Ancora vuoti e da risitemare gli altri nidi...

Ma non è neve....






Questo è un messaggio da Susanna! (forza gente, fate come lei...)


Ciao a tutti! Questa domenica mattina c'era una nevicata di aglio orsino al parco, così ho fatto un giro ed ho fatto qualche foto. Al laghetto, il solito affascinante gioco tra le varie specie di anatidi e cornacchie, tra le tartarughe ormai ben sveglie. Dietro il pratone della villa reale mi è passato a pochi metri un leprotto, ma è scappato prima che riuscissi a capire se era un coniglio o no. Buona notizia, mi pare, visto che l'anno scorso la specie era scomparsa, credo per un virus. Ma, soprattutto, nello stesso luogo ho pescato tre scoiattoli rossi che facevano le acrobazie mangiando, io credo, samare di olmo. Una delizia, ed ho pensato di mandarvi alcune immagini.
Buona settimana, Susanna

sabato 19 aprile 2008

Se vedete un'anatra su un albero...

...non siete diventati pazzi!! Si tratta probabilmente di un'Anatra Sposa, specie dalla colorazione sgargiante (almeno il maschio) importata dall'America e osservabile in natura come aufuga (ovvero fuggita da un allevamento). Nel Parco si è progressivamente diffusa a partire dal laghetto della Villa Reale, e non è ora infrequente trovarla nella valle dei Sospiri, lungo il Lambro o, con mia sorpresa, nei dintorni della Scuola Agraria.
Giovedì, nel corso della pausa pranzo, ho fatto una camminata intorno alla cascina Frutteto e ho potuto osservare tre delle famigerate anatre svolazzare lì intorno. Appena possibile posterò qualche foto.
A voi le segnalazioni!

giovedì 17 aprile 2008

Enrica e il picchio verde

Con l'entusiasmo che sempre la contraddistingue, Enrica ha accettato la sfida di raccogliere informazioni sul picchio verde nel Parco di Monza. Riporto qui sotto il commento che ha mandato poc'anzi al blog. Brava!! Il suggerimento è di sceglierti un percorso da battere periodicamente (basta un giro intorno alla Scuola, pur breve), magari a diverse ore del giorno, stando attenta ai richiami e ai movimenti di questi animali. Registrerai sul tuo quaderno da campo le osservazioni, cercando di dettagliare, per ogni contatto, le "coordinate" dell'evento. Manda pure le tue osservazioni come commento a questo post (ti chiedo di essere generica nei racconti, per evitare di dare troppi dettagli su eventuali siti di nidificazione, che è giusto rimangano occulti ai più); io e Matteo ti aiuteremo invece volentieri a "elaborare" i dati che raccoglierai, e a dare un significato ai comportamenti curiosi che ti capiterà di osservare.
Ne approfitto per stimolare tutti quanti a fare cose simili.... il laghetto della Villa Reale, per esempio, è una buona scuola per un birdwatcher che vuole cimentarsi in censimenti... altri saranno interessati a seguire determinate specie... avantui con i suggerimenti.
Forza Enrica, e coraggio a tutti quanti!!!

Ecco il commento di Enrica:
ieri pomerigio, qui alla Scuola, ho incontrato Alberto che mi ha incentivato a raccogliere notizie sul PicchioVerde. Tra uno scroscio e l'altro sono uscita, anche perchè sentivo il canto molto vicino a me ma,...purtroppo non sono riuscita a vedere aslcun esemplare. Da oggi sarò armata di binocolo e macchina fotografica e spero di essere più fortunata.Se avrò notizie le pubblicherò sicuramente. ciao a tutti

mercoledì 16 aprile 2008

Le foto di Osvaldo

Osvaldo Tita è un assiduo frequentatore del Parco di Monza. Da sempre appassionato di natura, da qualche anno si è avvicinato al mondo del birdwatching. Accompagnandosi, nelle sue escursioni, con un cannocchiale ed una macchina fotografica digitale, ha collezionato parecchi scatti - molti di notevole qualità - che utilizza come documenti per aiutarsi (ed aiutare) ad approfondire la conoscenza delle specie di uccelli presenti nel nostro polmone verde. Su nostra richiesta, ci regala ora (qui a fianco) una selezione di foto, tutte rigorosamente scattate nel Parco. Complimenti, Osvaldo!!