martedì 6 aprile 2021

6 aprile: Parco chiuso

Oggi, 6 aprile 2021, Parco chiuso

Matteo Barattieri

Antro di Polifemo: indizi...

Augusto Crippa ha inviato ieri e oggi alcune interessanti note al sottoscritto.
Ecco la nostra corrispondenza.
Scrive Augusto (5 aprile 2021):
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Buongiorno, ho letto l'articolo del 4 Aprile su TRACCE DI NATURA E STORIE DEL PARCO
e mi sono ricordato che una decina di anni fa ho visto una volpe sulla  la collinetta sopra
questo questo antro, che si è infilata in una cavità, forse la tana, probabilmente comunicante
con la cavità così ben documentata.
Segnalazione forse confermata dalla mandibola ritrovata
""""

mia risposta del 5 aprile:

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Grazie per la segnalazione!!! 
Caspita!! 
Rimane però il dubbio. All'interno, non sembra ci siano vie di comunicazione con l'esterno. 
Le indagini proseguono. 
Grazie ancora per questa preziosa notizia. 
Un caro saluto. 
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replica di Augusto, 6 aprile
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Volevo precisare che questa "tana", proprio sulla sommità della collinetta, aveva all'ingresso un diametro di circa mezzo metro, 3 o 4 anni fa
è stata chiusa, forse per ragioni di sicurezza.
Saluti
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il mistero si infittisce

Matteo Barattieri









domenica 4 aprile 2021

(Non) aprite quella grotta ovvero quattro passi nell'Antro di Polifemo


Esiste la claustrofobia, malessere che affligge non pochi, ma esiste (anche) il sottile piacere che rimanda all'infanzia: l'attrazione - lasciamo le interpretazioni psicanalitiche a chi mastica nel settore - per anfratti e affini.
La memoria del sottoscritto - al rintocco, ahimè, di molte primavere - raccoglie dirette esperienze; in realtà non così tante, a dispetto dei tanti lustri alle spalle.
Well, I was borned a coal miner's daughter
In a cabin, on a hill in Butcher Holler
We were poor but we had love
Tra le altre, anche una escursione - con alcuni alunni di una terza media, che accompagnavo in gita - nelle gallerie sotterranee (in asciutta per lavori di manutenzione) dei Bächle, torrentelli del centro storico di Freiburg nel Baden.

E' il 3 aprile. Reduce da una escursione in bici alla ricerca del picchio nero per le lande della Brianza Comasca, mi arriva una comunicazione via Whatsapp. Il tono sarebbe drammatico: l'ambasciatrice teme efferato atto di teppismo. Niente di tutto questo, tranquillizzo la mia interlocutrice e altri collegati: lavori di restauro. 


Protagonista è l'Antro di Polifemo, una grotta creata artificialmente come elemento significativo dei Giardini della Villa Reale. L'epoca: l'inizio dell'800. I Giardini assumono l'attuale e definitiva configurazione, secondo lo stile cosiddetto all'inglese. La grotta o Antro rimanda alla mitologia e a significati iniziatici analizzati da alcuni autori. Ma l'anfratto venne chiuso. Quando? Bella domanda, da girarsi a chi di dovere: l'esplorazione rivelerà alcuni dettagli interessanti.
That's the one thing that daddy made sure of
He shoveled coal to make a poor man's dollar
Mica piccolo l'Antro, è il mio commento a caldo. Chiamo a raccolta i fotografi; mica tanto per il desiderio di condividere emozioni e gioie ma per bieco calcolo: gli eroi dell'obbiettivo possono essere forieri di utili istantanee. Il Mario Maino parte di volata. Fonata, la Linda Iungo esibisce classica giustifica: impegni famigliari, la diss. E il Massimo "Mafolo" Rizzoli?

L'ingresso della grotta.
Foto: Massimo "Mafolo" Rizzoli.

"Guarda, in questi giorni niente da fare: sono impegnato". Con durata di un amen, il nostro invia un breve messaggio: mi preparo e arrivo.
In attesa del Mafolo - arriverà poi in divisa da centauro, e senza il naso (finto) rosso d'ordinanza -, io e il Mario procediamo con le osservazioni di campo.

La grotta è in Ceppo Lombardo, tipica roccia locale, esattamente come avviene per il Giardino Anglo-Cinese che borda il Laghetto. E anche la procedura di costruzione ricalca in pieno quanto fatto per il summenzionato giardino. Giustapposizione di massi, tenuti assieme da cemento che con maestria rimane nascosto alla visione. Entrando, tornano in mente le stampe del passato che ritraevano questo angolo di Parco, ignoto ai più.
La sequenza di immagini qui sotto è del nostro Mario.






La volta che sovrasta il visitatore è a pietre a forma tabulare, messe in posto in verticale. La galleria parte con un accenno di gomito, poi si mantiene con andamento appena curvilineo. 
My daddy worked all night in the Van Lear coal mines
All day long in the field a hoin' corn
Mommy rocked the babies at night
Come avviene per la Grotta dell'Orso - nella quale sono entrato un paio di volte -, l'interno dell'Antro non presenta tracce di umidità. Tenuta stagna, insomma. Niente percolazioni di acque: progettisti e manovalanza sapevano il fatto loro. Sul fondo, qualche testimonianza di frequentazioni poco civili: tolle, bottiglie di vetro e di plastica. Una latta di una nota marca di carne in scatola presenta una data di scadenza degna di nota: risale al 1991. Ci sono legni carbonizzati: segni di bivacco.




Intanto, Mafolo ci ha raggiunto.
Entrambi notano i buchi visibili all'esterno. Questa area era parte del recinto dei daini, che tanti monzesi con qualche lustro in più ricordano bene. 

Nella istantanea del Mario, i fori nel Ceppo sono indicati con frecce.


I buchi servivano per i sostegni di un riparo. Gli ungulati avevano a disposizione anche la grotta? Non saprei: non ci avevo fatto caso all'epoca. Anche i miei degni compari non sanno pronunciarsi sul tema.






Daddy loved and raised eight kids on a miner's pay
Mommy scrubbed our clothes on a washboard ever' day
Why I've seen her fingers bleed
Visti i reperti sopra citati, e considerato che il recinto venne smantellato nel corso degli anni '80 se non vado errato, probabilmente qualcuno approfittò della spelonca per attività poco ortodosse. Ma non solo.
Una mandibola di volpe si materializza sul pavimento della grotta. Le foto sono ancora targate Mario Maino.



Poco prima del fondo - il tetto si abbassa più o meno bruscamente -, trovo anche resti di pasto di roditori: nocciolini rotti e mangiati. 



Si è anche formata qualche rada muffa di grotta sullo scarso materiale organico presente.


Il sito non pare interessare gli odierni frequentatori dei Giardini. Noi, speleologi per un paio di ore, proviamo ad ipotizzare il destino del luogo, oggetto, come sappiamo, di lavori di sistemazione.
"Una volta messo in ordine, credo, sarà chiuso con una grata", ipotizzo. Non possiamo certo pensare di lasciarlo nella mani del potenziale teppista. 
Recuperiamo armi e bagagli, e riponiamo le lampade frontali. 
Aggiungo una tacca in più all'elenco dei siti (sotterranei o meno) del nostro Parco, e una mandibola di volpe in più alla collezione di reperti. 
In the summertime we didn't have shoes to wear
But in the wintertime we'd all get a brand new pair
From a mail order catalog
Finisce mica qui. A breve, seguiranno ulteriori notizie su questo luogo.
Il mio quaderno di campo dedicato al Parco, intanto recita: "la grotta, misurata con la bindella, è lunga circa 12 metri".
Chiosa fotografica finale riservata a Mario Maino.



Colonna sonora (country): Coal's Mine Daughter, voce e testo di Loretta Lynn; parlando di cavità (più o meno) sotterranee, un classico... 

Matteo Barattieri

venerdì 2 aprile 2021

E SE PARLASSIMO DI ANTROPOCENTRISMO UMILE? CONSIDERAZIONI SPARSE TRA AMBIENTE E FILOSOFIA di Edo Melzi

Ho letto con estremo interesse il bell’articolo di Mauro Banfi, ospitato in questo blog, sull’antropocentrismo come idea sballata. Mi permetto di intervenire nel dibattito sul tema in oggetto, avendolo approfondito un po’ qualche anno fa e avendo condiviso questa riflessione con Bianca Montrasio (presidentessa del Comitato per il Parco di Monza), che mi ha dato un aiuto fondamentale in questa ricerca.  Se mettere l’essere umano al centro presuppone un atteggiamento arrogante e dispotico, da parte di quest’ultimo, che si sentirebbe autorizzato a spadroneggiare sul mondo, quasi fosse un titano a cui tutti devono sottomettersi…se così fosse…l’antropocentrismo andrebbe cancellato e nessuno ne sentirebbe la mancanza. Ma c’è un’altra opzione in cui l’essere umano è un viaggiatore “leggero”, una creatura curiosa di scoprire e di scoprirsi senza danneggiare o rovinare alcunchè. Questo atteggiamento “umile” appunto, termine da recuperare in tutte le sue potenzialità, consentirebbe alla persona di sperimentare rispettando, di ricercare progredendo, di incontrare l’altro come occasione di confronto. C’è un filone interessantissimo e poco conosciuto della filosofia contemporanea che pone al centro della sua ricerca proprio l’ambiente, i suoi diritti e le sue esigenze. Tali filosofi parlano di ecocentrismo, prospettiva che metterebbe sostanzialmente tutti gli esseri viventi, essere umano incluso, sullo stesso piano. L’antropocentrismo umile, invece, lascia l’essere umano in una posizione di centralità, ma cambia radicalmente il suo rapporto con il mondo escludendo qualsiasi atteggiamento di dominio o di possesso incontrollato. Qui la persona è soggetto riflessivo che non altera alcun equilibrio naturale.

Che dire poi della virata ecologica e ambientalista delle tre religioni monoteiste, come segno dei tempi che caratterizza la nostra epoca? Non a caso Papa Francesco dedica un’enciclica intera ai temi ambientali ed al concetto di ecologia integrale. La “Laudato sì” ha la stessa importanza storico- teologica che ebbe la “Pacem in Terris” di Giovanni XXIII nell’ormai lontanissimo 1963 o la “Populorum progressio” di Paolo VI nel 1967.

Forse la prospettiva di un rinnovato umanesimo sta proprio in un antropocentrismo umile…atteggiamento ancora tutto da realizzare, visto come sono andate le cose fin qui!

Edo Melzi


Una brutta notizia: il solito teppista?

 Una brutta notizia: il solito teppista?
FOTO: Linda Iungo
Le foto sono della nostra Linda Iungo. Ritraggono un biacco, rinvenuto morto nel Parco, questa settimana.
Il dato è comunque di interesse: la presenza della specie è da sempre confermata. Ma osservare questi animali non è frequente. 
Il biacco è tra i serpenti più facilmente osservabili, non solo per le loro dimensioni: è animale molto attivo.
La presenza dei serpenti è sempre una buona notizia: sono indicatori positivi dello stato di salute di un ambiente. In questo caso, però, la notizia non appare così buona. Dalle foto, sembrerebbe che il solito imbecille teppista ha colpito a morte il povero rettile. 




Niente di più sbagliato: non solo la specie è rigorosamente protetta ma è anche innocua. Può mordere, certo: ma è un morso molto molto poco dannoso. Questo serpente non è nemmeno velenoso.
L'invito per tutti è a rispettare serpenti e, più in generale, i rettili.
Matteo Barattieri


Notizie (buone) dal Lago di Sartirana

 Notizie dai nostri amici su al Lago di Sartirana.
Lascio la parola alla nostra agente a Merate.
Ecco cosa scrive oggi (2 aprile 2021) la brava Elena Calogero
"" "" ""
Una buona notizia! Ieri c’e’ stata la presentazione del nuovo piano di gestione della Riserva di Sartirana in commissione ambiente Merate. Idrogea ha presentato il
documento completo ma ancora discutibile (siamo in fase di VAS)che andra’ a determinare la gestione nei prox 10 anni. 
Gran parte delle proposte del
Comitato sono state inserite, proposte che avevo prima condiviso
con Legambiente e wwf ai tavoli di lavoro che abbiamo costruito in questo ultimo anno.  Ma soprattutto e’ stato recepito il punto di partenza per
costruire il nuovo percorso di tutela della Riserva per il quale mi sono spesa fino allo sfinimento mio e dei miei
interlocutori (i tecnici di regione lombardia direzione agricoltura e direzione ambiente che da un anno coinvolgo costantemente)
Si parte dalle normative regionali e non piu’ dalle abitudini consolidate dei cittadini. 
Sono felice. 
Il lavoro e’ ancora tanto, ma appassionante e i risultati ottenuti mi danno una carica e una motivazione aggiuntiva.
Elena Calogero
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Grazie alla brava Elena e grazie a tutti quelli che stanno lavorando per la tutela di questa Riserva.