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domenica 4 aprile 2021

(Non) aprite quella grotta ovvero quattro passi nell'Antro di Polifemo


Esiste la claustrofobia, malessere che affligge non pochi, ma esiste (anche) il sottile piacere che rimanda all'infanzia: l'attrazione - lasciamo le interpretazioni psicanalitiche a chi mastica nel settore - per anfratti e affini.
La memoria del sottoscritto - al rintocco, ahimè, di molte primavere - raccoglie dirette esperienze; in realtà non così tante, a dispetto dei tanti lustri alle spalle.
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Well, I was borned a coal miner's daughter
In a cabin, on a hill in Butcher Holler
We were poor but we had love
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Tra le altre, anche una escursione - con alcuni alunni di una terza media, che accompagnavo in gita - nelle gallerie sotterranee (in asciutta per lavori di manutenzione) dei Bächle, torrentelli del centro storico di Freiburg nel Baden.

E' il 3 aprile. Reduce da una escursione in bici alla ricerca del picchio nero per le lande della Brianza Comasca, mi arriva una comunicazione via Whatsapp. Il tono sarebbe drammatico: l'ambasciatrice teme efferato atto di teppismo. Niente di tutto questo, tranquillizzo la mia interlocutrice e altri collegati: lavori di restauro. 


Protagonista è l'Antro di Polifemo, una grotta creata artificialmente come elemento significativo dei Giardini della Villa Reale. L'epoca: l'inizio dell'800. I Giardini assumono l'attuale e definitiva configurazione, secondo lo stile cosiddetto all'inglese. La grotta o Antro rimanda alla mitologia e a significati iniziatici analizzati da alcuni autori. Ma l'anfratto venne chiuso. Quando? Bella domanda, da girarsi a chi di dovere: l'esplorazione rivelerà alcuni dettagli interessanti.
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That's the one thing that daddy made sure of
He shoveled coal to make a poor man's dollar
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Mica piccolo l'Antro, è il mio commento a caldo. Chiamo a raccolta i fotografi; mica tanto per il desiderio di condividere emozioni e gioie ma per bieco calcolo: gli eroi dell'obbiettivo possono essere forieri di utili istantanee. Il Mario Maino parte di volata. Fonata, la Linda Iungo esibisce classica giustifica: impegni famigliari, la diss. E il Massimo "Mafolo" Rizzoli?

L'ingresso della grotta.
Foto: Massimo "Mafolo" Rizzoli.

"Guarda, in questi giorni niente da fare: sono impegnato". Con durata di un amen, il nostro invia un breve messaggio: mi preparo e arrivo.
In attesa del Mafolo - arriverà poi in divisa da centauro, e senza il naso (finto) rosso d'ordinanza -, io e il Mario procediamo con le osservazioni di campo.

La grotta è in Ceppo Lombardo, tipica roccia locale, esattamente come avviene per il Giardino Anglo-Cinese che borda il Laghetto. E anche la procedura di costruzione ricalca in pieno quanto fatto per il summenzionato giardino. Giustapposizione di massi, tenuti assieme da cemento che con maestria rimane nascosto alla visione. Entrando, tornano in mente le stampe del passato che ritraevano questo angolo di Parco, ignoto ai più.
La sequenza di immagini qui sotto è del nostro Mario.






La volta che sovrasta il visitatore è a pietre a forma tabulare, messe in posto in verticale. La galleria parte con un accenno di gomito, poi si mantiene con andamento appena curvilineo. 
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My daddy worked all night in the Van Lear coal mines
All day long in the field a hoin' corn
Mommy rocked the babies at night
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Come avviene per la Grotta dell'Orso - nella quale sono entrato un paio di volte -, l'interno dell'Antro non presenta tracce di umidità. Tenuta stagna, insomma. Niente percolazioni di acque: progettisti e manovalanza sapevano il fatto loro. Sul fondo, qualche testimonianza di frequentazioni poco civili: tolle, bottiglie di vetro e di plastica. Una latta di una nota marca di carne in scatola presenta una data di scadenza degna di nota: risale al 1991. Ci sono legni carbonizzati: segni di bivacco.




Intanto, Mafolo ci ha raggiunto.
Entrambi notano i buchi visibili all'esterno. Questa area era parte del recinto dei daini, che tanti monzesi con qualche lustro in più ricordano bene. 

Nella istantanea del Mario, i fori nel Ceppo sono indicati con frecce.


I buchi servivano per i sostegni di un riparo. Gli ungulati avevano a disposizione anche la grotta? Non saprei: non ci avevo fatto caso all'epoca. Anche i miei degni compari non sanno pronunciarsi sul tema.





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Daddy loved and raised eight kids on a miner's pay
Mommy scrubbed our clothes on a washboard ever' day
Why I've seen her fingers bleed
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Visti i reperti sopra citati, e considerato che il recinto venne smantellato nel corso degli anni '80 se non vado errato, probabilmente qualcuno approfittò della spelonca per attività poco ortodosse. Ma non solo.
Una mandibola di volpe si materializza sul pavimento della grotta. Le foto sono ancora targate Mario Maino.



Poco prima del fondo - il tetto si abbassa più o meno bruscamente -, trovo anche resti di pasto di roditori: nocciolini rotti e mangiati. 



Si è anche formata qualche rada muffa di grotta sullo scarso materiale organico presente.


Il sito non pare interessare gli odierni frequentatori dei Giardini. Noi, speleologi per un paio di ore, proviamo ad ipotizzare il destino del luogo, oggetto, come sappiamo, di lavori di sistemazione.
"Una volta messo in ordine, credo, sarà chiuso con una grata", ipotizzo. Non possiamo certo pensare di lasciarlo nella mani del potenziale teppista. 
Recuperiamo armi e bagagli, e riponiamo le lampade frontali. 
Aggiungo una tacca in più all'elenco dei siti (sotterranei o meno) del nostro Parco, e una mandibola di volpe in più alla collezione di reperti. 
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In the summertime we didn't have shoes to wear
But in the wintertime we'd all get a brand new pair
From a mail order catalog
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Finisce mica qui. A breve, seguiranno ulteriori notizie su questo luogo.
Il mio quaderno di campo dedicato al Parco, intanto recita: "la grotta, misurata con la bindella, è lunga circa 12 metri".
Chiosa fotografica finale riservata a Mario Maino.



Colonna sonora (country): Coal's Mine Daughter, voce e testo di Loretta Lynn; parlando di cavità (più o meno) sotterranee, un classico... 

Matteo Barattieri

domenica 6 dicembre 2020

30 novembre - 6 dicembre 2020 Una settimana al Parco

 
La copertina spetta, diritto acquisito, alla neve. Non propriamente Generale Inverno. Ma la contenuta spolverata, immediatamente smorzata nelle sue intenzioni dalla pioggia, ha fatto la sua parte.
La data è il 2 dicembre. Qualcuno dei nostri fotografi ga mett la sciresa (per gli allofoni, "mette la ciliegina" su una torta ideale).

Massimo Rizzoli (Mafolo, in arte) conferma la sua affezione per il Laghetto. Assenti ormai cronici i cigni, è un gabbiano comune a far la sua porca figura. L'istantanea è un gioiellino.


Werner Klopf mostra le caratteristiche della nevicata: fiocchi grossi ovvero poche speranze, commenterebbe l'appassionato fondista che è in noi e che spera di rinnovare fasti sciistici del passato.


Anche l'immagine di Werner è stata scattata al Laghetto. E stimola la memoria del sottoscritto a riprendere belle storie di neve, e di neve monsciasca. Ma sa diss? Presto, su questi schermi.

Venendo a cose meno poetiche, è la settimana del rally. La manifestazione sportiva ha carattere internazionale. Un comunicato dell'autodromo ricorda come la gara abbia i crismi dell'ecosostenibilità, parola che vuol dire tutto e niente. Metteranno a dimora, quelli dell'autodromo un centinaio di piante nel Parco. Peccato, però, che si dimentichino che i boschi e le altre aree verdi della zona loro data in concessione non siano propriamente un modello di buona gestione. Gestione che spetta, per contratto, proprio ad ACI Sias, che ha in affitto il circuito.

E la Villa Reale? L'uscita di Navarra - presidente dell'ente privato (Nuova Villa Reale) che aveva in gestione il corpo centrale della Villa e che ha chiesto la rescissione del contratto col Consorzio Parco - di settimana scorsa non ha avuto seguito. 
Navarra, ricordiamo, ha lanciato l'ultimatum: entro 15 giorni, il Consorzio Parco e Villa Reale deve versare a Nuova Villa Reale 8 milioni e rotti, quale sorta di compensazione per i danni economici subiti dalla citata società, e dovuti a carenze del Consorzio. Poi, a gennaio, Nuova Villa Reale restituirà le chiavi della Reggia: la rescissione del contratto, chiesta da Navarra un anno fa, sarà compiuta. Il Cittadino (settimanale monzese) dedica due pagine ben fatte al tema. Scopriamo così una sentenza dell'ORAC (Organismo Regionale per le Attività di Controllo, una sorta di ANAC, versione regionale e lombarda) che a novembre stabiliva che il Consorzio deve trovare le risorse economiche per dare a Navarra quanto richiesto. Tali risorse potranno essere reperite tra gli enti che compongono il Consorzio. La Regione, si scopre, avrebbe stanziato 4 milioni di euro.  
La partita è ancora aperta. Al momento, nessuna dichiarazione da parte del Conorzio e del suo presidente, il sindaco di Monza.

Matteo Barattieri

domenica 29 novembre 2020

23-29 novembre 2020 Diario della settimana


Istantanee e notizie dal nostro Parco.

Il martin pescatore è sempre molto gettonato. La foto (25 novembre) è di Mario Maino, uno dei nostri inviati speciali sul campo. 


Arrivano i primi sasselli. 25 novembre 2020. Ancora Mario Maino con una bella immagine: notare il piumaggio. E la caratteristica fascia di color rosso sotto l'ala. La zona? Un classico: l'area della Cascina Cernuschi, dove i sasselli sono spesso imbrancati con gli storni in questa fase dell'anno.


Foto di copertina? Potrebbe essere questa di Massimo Rizzoli, in arte Mafolo. Massimo fa del Parco un laboratorio per esperimenti e giochi con l'obbiettivo. 

Ecco il commento di Mafolo alla sua immagine del 24 novembre: "Buon mattino Amici. Appena rientrato dal nostro splendido parco. Oggi foto da sdraiato per osservare la luce e le ombre. Alcune foto per voi...  anche degli esperimenti. Sec. 1,30 f. 22  14mm.  ISO 64". Le note tecniche ci vogliono: il nostro gruppo di tifosi del Parco svolge anche funzioni di servizio. 

Ma il nostro Parco finisce sui giornali per due notizie non da poco. 

E' il 26 novembre quando esce una comunicazione ufficiale dell'ANAC. Su sollecitazione del bravo Marco Fumagalli (consigliere regionale lombardo 5Stelle), ANAC chiede al Consorzio Parco e Villa Reale e a Infrastrutture Lombarde (ente emanazione della Regione che ha gestito l'appalto per i lavori di restauro del corpo centrale della Villa Reale) documentazione relativa alla gara di appalto appena citata. Il termine è perentorio: 14 giorni. Potrebbe finire in niente: un semplice controllo. Ma non si escludono sorprese. Una nota: Infrastrutture Lombarde non esiste più in realtà. Da qualche tempo, è stato sostituito da un altro ente.

Il 27 novembre, Navarra (presidente di Nuova Villa Reale, società che ha in concessione il corpo centrale della Villa Reale e che nel dicembre 2019 ha chiesto al Consorzio il recesso del contratto e il pagamento di una penale) lancia un ultimatum: il Consorzio Parco e Villa Reale ha tempo 15 giorni per pagare la penale di oltre 8 milioni di euro. Il 15 gennaio, Navarra restituirà le chiavi della Villa al Consorzio. La faccenda, però, non è così semplice. Ci chiediamo, in tanti, quali appigli legali possa avere Navarra. E, soprattutto, tanti per non dire tutti vorrebbero qualche risposta da parte del sindaco di Monza, presidente del Consorzio.

Si avvicina il rally di Monza. Dall'inizio della settimana e fino al 6 dicembre, il circuito è chiuso al pubblico per la gara, che si svolgerà settimana prossima. Rimangono accessibili le zone del Roccolo e della Gerascia. Le foto mostrano balle di paglia piazzate lungo il Viale Mirabello.



Il picchio nero, intanto, fa sentire la sua voce. Per la stagione riproduttiva manca ancora tempo ma fa piacere sapere che il nostro vecchio amico è sempre con noi.

Matteo Barattieri