Edo mi sta piacevolmente abituando ai suoi brevi resoconti delle osservazioni condotte al Parco. Pubblico volentieri questa sua nuova nota, e approfitto per suggerire ai lettori e frequentatori del Parco di vigilare sui lavori di "adeguamento" del circuito dell'autodromo che grazie ai tagli di alberi previsti minacciano le sempre più labili tracce di natura da quelle parti. Io non ho ancora avuto il tempo (e, forse inconsciamente, la voglia) di andare a verificare di persona.
Il povero Bosco Bello ha già cessato di essere "bello" da alcuni anni... speriamo che almeno rimanga ancora "bosco" :-((
Alberto
EdoParco, 9 agosto 2008
Ora di osservazione: 16.15- 17.00
LUOGO DI OSSERVAZIONE: zona centrale del bosco ubicato fra la facciata posteriore della villa Mirabellino e il pratone che va a lambire la cascina Frutteto, in prossimità di una piccola radura.
Torno nel bosco in cui si è già svolta la mia osservazione del 2 agosto in uno splendido pomeriggio estivo, caratterizzato da un cielo limpidissimo e da una temperatura sopportabile con leggera brezza.
Si sente distintamente il tambureggiare del picchio, ma questa volta non riesco a vederlo.
Aspetto interessante è che in questo bosco sono presenti sia il picchio rosso maggiore, sia il picchio verde.
Anche oggi è uno scoiattolo rosso a dare spettacolo:si muove agile nel sottobosco e non sembra affatto disturbato dalla mia presenza ( peraltro cerco di restare immobile).
E’ una zona, questa, che sembra frequentata con regolarità dagli scoiattoli.
L’interesse naturalistico è notevole anche per la presenza dei due picchi e di numerosi passeriformi.
mercoledì 20 agosto 2008
sabato 2 agosto 2008
Agosto, la natura non va in ferie...
Ricevo, e con piacere giro a voi tutti, le annotazioni che l'amico Edo ha riportato dopo una passeggiata nel Parco. Un luogo del cuore, la magia che si cela anche dietro l'osservazione di specie comuni. Ringrazio Edo e, con il suo scritto, mi congedo da voi per una quindicina di giorni.
Buon Parco a tutti
Alberto
2 agosto 2008
LUOGO DI OSSERVAZIONE: zona centrale del bosco compreso tra la facciata posteriore di villa Mirabellino e la facoltà di agraria in prossimità di una piccola radura.
ORA DI OSSERVAZIONE: 16.00 – 17.00
Per me questo bosco è una sorta di luogo del cuore ed oggi mi sorprende ancora.
Quando arrivo sembra del tutto deserto.Mi colpisce il sorprendente rigoglio della vegetazione e la ricchezza del sottobosco.Quest’estate l’acqua non è certo mancata.
In alto, fra le fronde, scorgo un codibugnolo e, contemporaneamente,si sente la risata del picchio verde.Riesco ad individuarlo: è posato su un tronco, ad una trentina di metri dal mio punto di osservazione.Tiene il becco leggermente aperto,probabilmente per il caldo.Si lascia osservare per alcuni minuti, poi scompare fra le fronde; bellissima ed inconfondibile la livrea in cui il verde è il colore dominante.
Vedo anche un colombaccio ed un vivacissimo picchio rosso maggiore che volteggia fra i rami.
Il vero spettacolo, però, lo garantiscono due splendidi scoiattoli.Si rincorrono nel sottobosco, compiono evoluzioni fra i rami.Uno di loro mi passa a breve distanza, stringendo qualcosa fra i denti che non riesco precisamente ad individuare.E’ di taglia molto piccola e mi fa pensare ad un individuo giovane.
L’altro appare significativamente più grande.
Me ne vado a malincuore dopo un’ora.
Mi sarebbe piaciuto rimanere più a lungo.
Edo
Buon Parco a tutti
Alberto
2 agosto 2008
LUOGO DI OSSERVAZIONE: zona centrale del bosco compreso tra la facciata posteriore di villa Mirabellino e la facoltà di agraria in prossimità di una piccola radura.
ORA DI OSSERVAZIONE: 16.00 – 17.00
Per me questo bosco è una sorta di luogo del cuore ed oggi mi sorprende ancora.
Quando arrivo sembra del tutto deserto.Mi colpisce il sorprendente rigoglio della vegetazione e la ricchezza del sottobosco.Quest’estate l’acqua non è certo mancata.
In alto, fra le fronde, scorgo un codibugnolo e, contemporaneamente,si sente la risata del picchio verde.Riesco ad individuarlo: è posato su un tronco, ad una trentina di metri dal mio punto di osservazione.Tiene il becco leggermente aperto,probabilmente per il caldo.Si lascia osservare per alcuni minuti, poi scompare fra le fronde; bellissima ed inconfondibile la livrea in cui il verde è il colore dominante.
Vedo anche un colombaccio ed un vivacissimo picchio rosso maggiore che volteggia fra i rami.
Il vero spettacolo, però, lo garantiscono due splendidi scoiattoli.Si rincorrono nel sottobosco, compiono evoluzioni fra i rami.Uno di loro mi passa a breve distanza, stringendo qualcosa fra i denti che non riesco precisamente ad individuare.E’ di taglia molto piccola e mi fa pensare ad un individuo giovane.
L’altro appare significativamente più grande.
Me ne vado a malincuore dopo un’ora.
Mi sarebbe piaciuto rimanere più a lungo.
Edo
venerdì 4 luglio 2008
I merli di Fausto
Fausto dimostra un raro trasporto nell'osservazione della natura e dei suoi spettacoli. Qualche giorno fa mi ha mandato del materiale - un breve testo ed alcune foto - che raccontano di un bel rapporto tra due famiglie, di specie decisamente diverse. I miei complimenti a Fausto, e a voi la lettura nella sezione "Corso di birdwatching".
martedì 1 luglio 2008
Nuova uscita ex-corsisti
Il tempo vola ed eccomi, senza quasi essermene accorto, a scrivere su questo sito dopo una ventina di giorni di silenzio. Poco male, il Parco in
questo periodo non offre entusiasmanti novità, almeno sul fronte faunistico. Ho nel cassetto parecchie chicche per i tempi "morti", ma ahimè poco tempo per dedicarmi alla scrittura.
Teniamo viva l'attenzione però con un report dell'uscita che abbiamo effettuato sabato scorso con gli ex-allievi del corso di birdwatching all'oasi dell'Alberone (vedi sezione "Corso di birdwatching)
Prossimamente, ad opera dei corsisti, troverò il tempo di pubblicare alcuni emozionanti scatti di Fausto che ha documentato l'evoluzione di una nidiata di merli, ed alcuni commenti sonori all'uscita di sabato scorso catturati da Enrica con i suoi potenti mezzi.
A presto
Teniamo viva l'attenzione però con un report dell'uscita che abbiamo effettuato sabato scorso con gli ex-allievi del corso di birdwatching all'oasi dell'Alberone (vedi sezione "Corso di birdwatching)
Prossimamente, ad opera dei corsisti, troverò il tempo di pubblicare alcuni emozionanti scatti di Fausto che ha documentato l'evoluzione di una nidiata di merli, ed alcuni commenti sonori all'uscita di sabato scorso catturati da Enrica con i suoi potenti mezzi.
A presto
domenica 8 giugno 2008
Rondini: una non ce la fa!
Doverosa nota di cronaca: Enrica ha assistito ieri al crudele epilogo di molte lotte fratricide. Uno dei pondinotti della cascina Frutteto è caduto (o è stato spinto da un fratello) giù dal nido. Al termine di un volo di alcuni metri il poveretto, ancora decisamente inetto, ha trovato pronta la gatta che non si è lasciata scappare il facile boccone.
Si potrebbe argomentare sul comportamento dei genitori che, frustrati dall'incertezza tra il tentativo di salvare il piccolo e la consapevolezza di essere potenziali prede a loro volta (e quindi di non poter portare a termine lo svezzamento degli altri piccoli) hanno sostato posati sulla colonna a mezza altezza tra il nido ed il pavimento.
Proprio ieri leggevo, sull'ultimo numero di "Parchi e Riserve" a casa dei suoceri, un interessante articolo di etologia scritto dal prof. Bogliani, che faceva alcune considerazioni sul diverso comportamento dei genitori nei confronti di un predatore in funzione dello "stato di avanzamento" della covata.
Istintivamente, questi sono portati a misurare la loro audacia sull'investimento energetico già profuso e sulle probabilità di portare a buon fine la stagione riproduttiva. In altre parole, un nido con uova appena deposte ed all'inizio della stagione viene abbandonato più facilmente dai genitori davanti al pericolo, perchè tutto sommato lo sforzo fatto è stato modesto, ed è meglio rinunciare ad una difesa "a tutti i costi". Quando la stagione avanza (e quindi c'è meno tempo per fare altre covate) ed i piccoli sono in fase di svezzamento, le energie profuse dai genitori per la loro difesa sono più elevate, ed è sempre più necessario dare il tutto per tutto.
Anche questa è natura...
Si potrebbe argomentare sul comportamento dei genitori che, frustrati dall'incertezza tra il tentativo di salvare il piccolo e la consapevolezza di essere potenziali prede a loro volta (e quindi di non poter portare a termine lo svezzamento degli altri piccoli) hanno sostato posati sulla colonna a mezza altezza tra il nido ed il pavimento.
Proprio ieri leggevo, sull'ultimo numero di "Parchi e Riserve" a casa dei suoceri, un interessante articolo di etologia scritto dal prof. Bogliani, che faceva alcune considerazioni sul diverso comportamento dei genitori nei confronti di un predatore in funzione dello "stato di avanzamento" della covata.
Istintivamente, questi sono portati a misurare la loro audacia sull'investimento energetico già profuso e sulle probabilità di portare a buon fine la stagione riproduttiva. In altre parole, un nido con uova appena deposte ed all'inizio della stagione viene abbandonato più facilmente dai genitori davanti al pericolo, perchè tutto sommato lo sforzo fatto è stato modesto, ed è meglio rinunciare ad una difesa "a tutti i costi". Quando la stagione avanza (e quindi c'è meno tempo per fare altre covate) ed i piccoli sono in fase di svezzamento, le energie profuse dai genitori per la loro difesa sono più elevate, ed è sempre più necessario dare il tutto per tutto.
Anche questa è natura...
sabato 7 giugno 2008
E una nota sul laghetto...
...che accompagna le mie giornate in ufficio!
Si tratta di un microambiente artificiale autodepurante graziosamente abbellito, nella sua componente vegetale, dalla sapienza dei tecnici della Frutteto, e che la fauna autoctona ha rapidamente conquistato. Dalla fine di aprile, il laghetto è tutto un gracidar di rane tanto rumorose quanto invisibili. Ci è voluta non poca pazienza e diversi appostamenti per riuscire, alla fine, a catturare l'immagine di una di queste, in piena attività canora, appoggiata ad una foglia di ninfea!
Pausa pranzo movimentata
Avendo il privilegio di poter trascorrere alcune pause pranzo nel giardino della cascina Frutteto,
ho potuto godere, ieri, di scente alquanto interessanti. Tra uno sfrecciar di storno ed il canto di un picchio verde, i cieli del parco sono stati solcati da una pletora di rapaci in bella mostra. Due GHEPPI si sono fatti ammirare in varie acrobazie aeree ad alta quota mentre un terzo, cosa non consueta, era impegnato nel prato a nord della cascina all'inseguimento di una cornacchia. Più tardi, una banda di sette cornacchie si vendicava scacciando una malcapitata POIANA a pochi metri sopra la mia testa. La poveretta è stata "accompagnata" fuori dal parco attraverso i giardini della Villa Reale.
Ma una curiosa novità è, per me, l'aver sentito, in serata, il canto di una UPUPA che si accompagnava allo scroscio d'acqua del laghetto artificiale della cascina...
Ma una curiosa novità è, per me, l'aver sentito, in serata, il canto di una UPUPA che si accompagnava allo scroscio d'acqua del laghetto artificiale della cascina...
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