Visualizzazione post con etichetta BOL. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BOL. Mostra tutti i post

mercoledì 8 dicembre 2021

Fresco di (più o meno) stampa: il nuovo numero del BOL (Bollettino Ornitologico Lombardo) è in rete

Caricato sul nostro blog l'ultimo numero (2 del 2021) del Bollettino Ornitologico Lombardo (BOL). Lo potete leggere e scaricare, seguendo il link posto qui a fianco.

"Cominciamo con un paio di numeri l'anno", così i più chiosavano durante le prime riunioni del comitato di redazione - disemm - allargato della nostra rivista. Il ritmo è quello: un paio di uscite annue. Non già nelle (migliori) edicole o librerie - anche se la qualità meriterebbe cotanto destino -, bensì in rete. E con la fine dell'anno, puntuale, ecco il 2° numero per il 2021.

Al solito, un giro per vari angoli della nostra regione.
Davide Aldi ed Alessandro Pavesi ci portano nel Mantovano, segnalandoci l'accertata nidificazione delle rondine montana, proprio nel centro storico della città virgiliana, ennesimo capitolo di un ormai consolidato inurbamento della specie, ad accompagnare una sua espansione nei settori padani. 

Sempre Aldi e Pavesi - insieme a Lorenzo Maffezoli e Davide Meggiorini - ci raccontano delle prime nidificazioni accertate di una specie che suscita sempre brividi ornitologici: l'occhione. Gli scenari - va quasi da sé - son sempre mantovani.

"con i gabbiani non smetti mai di imparare, come un libro con pagine infinite, dove alcuni dubbi rimangono come le pagine", dice L'Enrico Viganò. E se lo dice lui, grande esperto di un gruppo odiamato da qualsivoglia o quasi sbinocolatore... Protagonista del suo articolo è una visitatrice ormai consolidata per l'area lariana: la gavina siberiana, riapparsa proprio in questi giorni presso quel Ramo (maiuscola d'obbligo) del Lago di Como. Enrico ci racconta - pagine da manuale - come riconoscere la siberiana. Roba da leggere e portarsi poi sul campo.

Paola Bressan, per l'occasione, abbandona l'amato - da lei - gufo di palude per parlarci del gufo reale e della sua situazione in provincia di Varese, tra dati storici e indagini del presente. Con lei, una serie di coautori, tutti targati Gruppo Insubrico di Ornitologia: Lorenzo Colombo, Milo Manica, Roberto Aletti, Walter Guenzani, Luca Giussani.

Da un estremo all'altro della nostra Lombardia: con Carlo Chiari ci portiamo nell'area bresciana. Per la precisione al Parco delle Cave di Buffalora e San Polo. Il tema è di quelli particolarmente amati da chi scrive, che ama perdersi tra e scorrere elenchi e affini: un elenco di specie, appunto relativo al sito summenzionato.

E c'è spazio, per finire, per presentare una sontuosa pubblicazione: "Gli Uccelli delle Province di Como e di Lecco – Elenco commentato delle specie", una produzione CROS. Con la firma di autori di tutto rispetto: Gaia Bazzi, Piero Bonvicini, Roberto Brembilla, Enrico Viganò. A presentare il volume, non poteva essere che il nostro direttore Fabio Saporetti.

Buona lettura.
Di seguito, l'indice del volume.

DAVIDE ALDI, ALESSANDRO PAVESI – Accertata nidificazione di rondine montana Ptynoprogne rupestris
nel centro storico di Mantova 59

ALESSANDRO PAVESI, LORENZO MAFFEZOLI, DAVIDE MEGGIORINI, DAVIDE ALDI – Prime nidificazioni accertate di occhione Burhinus oedicnemus in provincia di Mantova 62

ENRICO VIGANÒ – La gavina siberiana (Larus canus heinei) sul lago di Como: suo riconoscimento
rispetto alla specie nominale (Larus canus canus) 68

LORENZO COLOMBO, PAOLA BRESSAN, MILO MANICA, ROBERTO ALETTI, WALTER GUENZANI, LUCA GIUSSANI –
Il gufo reale Bubo bubo in Provincia di Varese: dati storici e ricerche recenti 86

CARLO CHIARI – Checklist degli Uccelli del PLIS “Parco delle Cave di Buffalora e San Polo”, Brescia 101

GAIA BAZZI, PIERO BONVICINI, ROBERTO BREMBILLA, ENRICO VIGANÒ - Gli Uccelli delle Province
di Como e di Lecco – Elenco commentato delle specie. Recensione 

Matteo Barattieri

sabato 27 novembre 2021

Non solo Parco: "Che mosaici quelle aree agricole: un progetto targato BOL (Bollettino Ornitologico Lombardo)"

 

Che mosaici quelle aree agricole: un progetto targato BOL

4 province interessate, 34 operatori coinvolti - binocolo e taccuino anzi scheda dedicata alla mano -, 134 punti di rilevamento, 112 specie censite: snocciolate in un amen, cifre di tutto rispetto. A lanciare il progetto il buon Fabio Saporetti, motore primo del nostro BOL. A rispondere siamo in tanti, 3 di noi a fare da coordinatori a livello provinciale.

Lavoro sul terreno sia, lanciamo la scorsa primavera. A sbinocolare, come detto, in tanti. Niente rapaci o altre specie in grado di solleticare l'immaginario collettivo. Niente, o quasi, scenari con qualche patente di nobiltà o, allargando lo sguardo, con qualche nota di esotismo. Nossignori: ci si muove su aree agricole, magari vicino a casa. "In tempi di covid, ci si accontenta", dirà il solito sputasentenze. Totalmente fuori strada: il progetto nasce dall'esigenza di analizzare la situazione delle specie - di volatili, va da sé - che frequentano le aree agricole. Specie - ormai quasi un mantra, ripetuto ad ogni convegno di settore - che soffrono in maniera più che sensibile, in taluni casi addirittura drammatica, i pesanti effetti legati ad un'agricoltura sempre più intensiva. 

Il lavoro ha un taglio ben preciso. L'attenzione viene rivolta a settori che presentano una configurazione a mosaico, ovvero: "habitat eterogenei, caratterizzati da alternanza di prati, coltivi e filari boscati e/o parcelle forestali, urbanizzazione rada, che si alternano a colture foraggere, orticole e frutticole", parole e musica di Capitan Saporetti.

La figura riportata qui sotto illustra molto bene la tipologia ambientale oggetto del lavoro.



Siamo, nella fattispecie, a Cislago (VA). L'ortofoto è presa dal portale cartografico della Lombardia www.geoportale.regione.lombardia.it

Oltre a quella di Varese, il lavoro tocca altre tre province: Como, Lecco, e Monza e Brianza.


La mappa - elaborata dal summenzionato Fabio Saporetti - mostra i 134 punti di censimento. Come si nota, l'area a sud della fascia prealpina - quella più interessante per gli scopi della ricerca - è stata avvolta da una rete piuttosto pervasiva.

Il lavoro di preparazione - come vuole prassi consolidata - prende i suoi adeguati tempi. E si fissa il mese di partenza: marzo 2021. La scelta dei punti è operazione, pro parte, a più mani: al primo corposo elenco fissato da Capitan Saporetti, si aggiunge qualche ulteriore voce su suggerimento dei coordinatori provinciali. Ogni punto andrà coperto per 4 volte, con cadenza mensile, fino al giugno compreso. Il protocollo è un classico: 10 minuti di ascolto e, va da sé, osservazione in ogni punto. Ci si mettono anche altri protocolli, quelli covid. Ma l'ubicazione - per lo più vicina a casa - dei siti di osservazione aiuta. E c'è chi - una volta tanto - è favorito dalla abitudine a valersi delle due ruote a pedali; con quelle si può coprire qualsivoglia area.

Allodola, averla piccola, saltimpalo, tortora selvatica, quaglia: queste alcune delle specie obbiettivo. Il loro inserimento nella scheda di rilevamento provoca immaginabile soddisfazione. In non pochi casi, saltan fuori, i taxa di interesse, in siti sulla carta poco vocati. E si scoprono luoghi di indubbio valore, magari mai particolarmente toccati - pur, quasi, sotto casa - dalle nostre specole. Su tutte, per lo scrivente, San Nazzaro, in quel di Bellusco, area che ha anche non trascurabili connotazioni storiche.

Le indicazioni per i rilievi prevedono anche di raccogliere dati ambientali, per la precisione sulle colture presenti, come recita la scheda di campo riportata qui sotto.



Per l'ultima uscita, quella di giugno 2021, il rilevatore deve allargare il raggio di azione: van segnalate le colture su un raggio più ampio, pari a 400 metri.

Fabio Saporetti dà vita alle prime elaborazioni statistiche e cartografiche. Roba di lusso: ne esce un testo ricchissimo di materiale. E siamo, come si dice, solo agli inizi. Questo blog seguirà le evoluzioni del progetto, con ovvio rispetto e tutela dei dati raccolti e del lavoro a tavolino. Sarà, la nostra, una cronaca spicciola, una sorta di diario di bordo.
E, intanto, ci si prepara alla futura stagione di rilevamento, targata primavera 2022.

Matteo Barattieri