sabato 27 dicembre 2008

Gallinella d'acqua: i dati del 2002


Proseguiamo la pubblicazione degli appunti di Edo relativi alle presenze della gallinella d'acqua nel corso del 2002. Valgono in linea di massima le considerazioni fatte sul 2001, ma è comunque interessante scorrere i dati inviatici da Edo e compararli con l'anno precedente. Si scoprirà, ad esempio, che nei mesi invernali del 2001 si sono raggiunte (per giunta nel solo sito di San Giorgio, a cui si riferisce l'indegna foto di tre gallinelle in alimentazione che ho scattato ieri mattina) consistenze numeriche decisamente più elevate del 2002, nonchè delle stime riportate sul volume "Gli uccelli del Parco di Monza" curato dall'associazione ARCA riferite ad un censimento condotto nel 1992-1993. Una stagione particolarmente rigida, che ha indotto più animali a scendere verso sud e a fermarsi nel nostro Parco? Questa è una delle ipotesi (non ho a disposizione, putrtoppo, i dati metereologici) anche se non la sola.
Ma lasciamo ora la "parola" a Edo, ed ai suoi interessanti dati, con l'impegno di un futuro approfondimento del tema.



Monitoraggio della gallinella d’acqua nel corso del 2002
Completo l’invio di dati sulla presenza della gallinella nel parco di Monza con l’anno 2002 in cui sono state effettuate 14 uscite.
Potrebbe essere interessante ricordare che ho utilizzato della schede preparate da Matteo estremamente dettagliate in cui si annotava l’ora in cui iniziava l’osservazione, le condizioni del terreno, le condizioni meteorologiche, la localizzazione e qualche nota di comportamento riguardante gli esemplari monitorati.
Anche nel corso del 2002 le osservazioni si sono svolte preferibilmente il sabato pomeriggio.


12-01-02
S. Giorgio 15 ad.
Roggia Mulini Asciutti 2 ad.
Sponda sn Lambro a valle del ponte Cavriga 3 ad.

02-02-02
S. Giorgio 15 ad.
Roggia Mulini Asciutti 4 ad.
Lambro a valle del ponte Cieco 2 ad.

23-02-02
S. Giorgio 0
Roggia Mulini Asciutti 4 ad.

09-03-02
S. Giorgio 6 ad.
Roggia Mulini Asciutti 4 ad.

23-03-02
S. Giorgio 7 ad.
Sponda sn Lambro a valle del ponte Cieco 2 ad.

06-04-02
S. Giorgio 7 ad.
Sponda sn Lambro a valle del ponte Cieco 3 ad.

27-04-02
S. Giorgio 4 ad.
Sponda sn Lambro a valle del ponte Cieco 3 ad.

22-06-02
S. Giorgio 2 ad.

29-06-02
S. Giorgio 2 ad.

03-08-02
S. Giorgio 2 ad.

17-08-02
S. Giorgio 2 ad.

31-08-02
S. Giorgio 2 ad. + 1 juv

05-10-02
S. Giorgio 8 ad.

23-11-02
S. Giorgio 13 ad.

NOTA: ad = adulto; juv = giovane

Come si vede è sempre evidente la ripresa numerica autunnale ed il sostanziale equilibrio numerico del periodo tardo primaverile ed estivo.
Va tenuto presente che un certo numero di esemplari potrebbe sfuggire all’osservazione ed il numero complessivo potrebbe quindi essere più elevato in tutte le aree esaminate.
Molto importante dal punto di vista naturalistico l’osservazione del 22-6-2002 durante la quale, nel tratto di Lambro immediatamente a valle del ponte Cieco, viene osservato un MARTIN PESCATORE a volo radente sul Lambro. L’animale si posa su un ramo della riva sinistra per poi involarsi, poco dopo, verso il ponte Cieco.
La riva sinistra del Lambro appena a valle del ponte suddetto appare di un certo interesse naturalistico e andrebbe adeguatamente tutelata.

mercoledì 24 dicembre 2008

18 dicembre 2008 Nel bosco bagnato – Lungo la Pelucca piena d’acqua


Esistono ambienti che più di altri affascinano tanto l’animo del naturalista quanto quello del poeta, figure in realtà molto meno distanti di quanto non si creda. “Le pagine del Lorenz (il famoso etologo n.d.r.) sono pura letteratura…”, così una mia professoressa degli anni liceali, una che viveva di Dante, e che del sommo autore ci rendeva tutti appassionati in tempi in cui seguire le letture della Divina Commedia era moda ancora là da venire. Ambienti che toccano sensibilità diverse, si diceva. Tra essi, il bosco bagnato, anzi immerso nell’acqua occupa ruolo di primo piano. In occasione di piogge persistenti o, va da sé, torrenziali alcuni boschi del nostro Parco vengono invasi dall’acqua. Come rinunciare a cotanta visione? Ritagliata un’oretta, faccio una puntata alla ricerca di immagini e scenari.

La Roggia Molinara, attraversata la Cascina Molini di San Giorgio, rientra nel Lambro. Nell’ultimo tratto incontra una derivazione dal Lambro, un segmento di canale il cui letto è normalmente asciutto. Questo segmento viene invaso dal fiume quando piove abbondantemente e va curiosamente ad alimentare la Molinara. Si viene così a formare una sorta di lanca improvvisata, che fa viaggiare la fantasia verso lande quali il Parco del Ticino. È verso questa parte di Parco che dirigo il mio interesse. il sottobosco è immerso in un velo d’acqua.

Pioggia, umidità: l’uomo della strada le associa, da riflesso condizionato, a repentina crescita di funghi. Su un platano sono spuntati bei corpi fruttiferi: quando si arriva a questo stadio, ci dicono i forestali, per la pianta c’è poco o niente da fare; le ife del parassita all’interno del tronco hanno ormai invaso irrimediabilmente il legno.

Vado a memoria, non mi sembra di aver visto in tempi recenti questi funghi; devono essere sbucati giusto in questi giorni. Me lo conferma una pattuglia di Guardie Ecologiche Volontarie – GEV, secondo comodo acronimo –, che dedica un breve sopralluogo al malcapitato platano.

S’hemm da fach: è la legge della natura, bellezza. La pianta è anche segnata con apposita vernice: a breve capitolerà sotto le motoseghe.

Mi muovo lungo il segmento di canale di cui sopra. In questo punto si immette nella Molinara.

Nella fanghiglia depositata ai bordi, qualche gallinella ha lasciato le proprie orme.

I simpatici volatili fanno la spola, come da osservazioni di impronte in caso di spazzolate di neve, tra il prato della Cascina Mulini di San Giorgio e il vicino Lambro, proprio a ridosso della Molinara.

È da qui che parte l’acqua del Lambro per andare poi a riversarsi nella Molinara.

Alcuni sacchi di sabbia attenuano la forza della corrente, a protezione del letto.


La massa liquida rientrerà poi nel fiume. Il tutto viene buono per attenuare l’intensità delle piene. L’immissione della Molinara nel vecchio Lambro avviene attraverso una tubatura. Non tutta l’acqua però riesce a passare: una frazione invade, ebbene sì, il bosco, rallentando la propria forza.




Termine tecnico parlerebbe di laminazione di piena. Per evitare che l’acqua permanga troppo nel bosco, la sponda del fiume è stata rotta.

Poco lontano da qui, il paesaggio era un tempo impreziosito dalla Roggia Pelucca, uno dei pochi esempi di fontanile a nord della Bassa Pianura. L’origine dei fontanili rimonta all’XI-XII secolo. Probabilmente, furono inizialmente scavati con l’intento di bonificare le aree paludose e acquitrinose e in seguito vennero sfruttati per scopi agricoli, divenendo così caratteristici elementi del paesaggio padano, soprattutto lombardo. Il fontanile ha una struttura molto semplice: si compone di una testa a forma grosso modo circolare dalla quale si diparte un canale, l’asta. Nella zona della testa vengono infisse le cosiddette botti, delle strutture cave in legno a forma, appunto, di botte che favoriscono la fuoriuscita dell’acqua dal terreno, sfruttando falde in cui l’acqua è in pressione. Le botti possono anche essere fatte in cemento, oppure possono essere realizzate utilizzando tubi in ferro.

Oggi, il sistema della Pelucca – la prima porzione è tutta all’interno del campo da golf – è costituito da un'asta principale che parte dalla testa più grande e che incontra, un’asta secondaria proveniente da una testa più piccola. Un tempo c'era una terza testa: venne interrata e sostituita da un laghetto che abbelliva il campo da golf, successivamente, a cavallo tra gli anni '80 e i '90, a sua volta interrato. Il sistema è in realtà da tempo inattivo per l'assenza di qualsiasi forma di gestione; col tempo i fontanili tendono ad interrarsi. Il golf non ha mostrato negli anni alcun interesse per questo prezioso monumento della nostra storia.

Negli ultimi anni tuttavia non sono mancate le sorprese. In occasione di piogge consistenti la Pelucca ha ripreso a buttare acqua: è accaduto nel corso degli inverni 1993-'94, 1996-'97, 2000-'01, 2002-'03, e nel 2002 – in precedenza l'ultimo evento si era avuto nel 1976. In questi casi il serbatoio sotterraneo di alimentazione si riempie talmente da traboccare; l'acqua arriva a percorrere più o meno lunghi tratti nel letto della Roggia. Stai a vedere che quest’anno….

Le due aste sono piene d’acqua, che scorre, nel disinteresse dei più.

Qui l’asta principale.

Qui il ramo secondario (a destra nella foto) si immette nel principale.


Un progetto, coordinato e realizzato dalla Cooperativa REA, aveva cominciato delle operazioni di recupero del manufatto. Purtroppo non si prospettano tempi favorevoli: non sono previsti finanziamenti per proseguire e completare l’opera.

Nel letto ci sono dei tubi, posti curiosamente lungo l’asta. Ma questa è un’altra storia…

L’acqua non supera la Fasanera (attuale ristorante). A poco a poco si asciugherà tutto, la Pelucca assumerà aspetto più usuale.

lunedì 8 dicembre 2008

Amarcord: ovvero, qualche dato datato su uno dei nostri animali preferiti!


Si chiama Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus o, se preferite, gainera), e frequenta il Parco tutto l’anno, con popolazioni che variano nelle stagioni a causa degli spostamenti migratori e le dispersioni post-riproduttive. Vive in stretto rapporto con il Lambro, le sue rogge e la vegetazione ripariale. Ha un aspetto caratteristico (uniformemente scura, con colori che vanno dal blu al marrone, con l’eccezione di zone chiare sulle ali e nel sottocoda, ed un becco rosso dalla punta gialla) e una dieta molto variabile: “pascola” in acqua e sul terreno raccogliendo ciò che trova, dai germogli ai piccoli pesci, crostacei, insetti, vermi.

Graziosa e timida, ha sempre attirato la nostra simpatia, tanto da farci accarezzare l’idea di qualche studio dedicato. Nel frattempo, c’è chi ha avuto la pertinacia di annotare negli anni tutte le osservazioni condotte su questo animale. Si tratta di Edo che, appassionatosi alla vicenda, ha dedicato alla gallinella molte delle sue passeggiate al Parco negli ultimi anni e, su nostra sollecitazione, ha cominciato a mettere a sistema i dati raccolti. Proponiamo di seguito, senza la pretesa di fornire un lavoro scientificamente ineccepibile ma come esempio del rigore che sempre dovrebbe accompagnare l’attività sul campo, una summa delle sue annotazioni dell’anno 2001, con mille complimenti ancora al bravo Edo per la puntualità, la costanza e l’entusiasmo messo in questo lavoro.

Torneremo presto sull’argomento con nuovi dati, curiosità e spiegazioni!



Ricerca sulla gallinella: alcuni dati

Sollecitato da Alberto e Matteo riprendo le schede di osservazione di cui mi sono servito per monitorare la presenza della gallinella d’acqua nel parco di Monza.

Nel corso del 2001 sono state effettuate 13 osservazioni che si sono svolte in tutte le stagioni dell’anno e con condizioni climatiche e meteorologiche assai diverse.

Il monitoraggio si è concentrato in punti precisi del parco, in particolare si è preso in considerazione il prato a sud della cascina molini S. Giorgio, molto frequentato dalle gallinelle come luogo di pastura.

Altri luoghi monitorati con una certa frequenza sono stati la roggia dei mulini asciutti, la riva sinistra del Lambro a valle del ponte cieco, i tratti del Lambro immediatamente a valle del ponte Cavriga e del ponte dei Bertoli.

In altri punti le osservazioni sono state del tutto casuali.

Il lavoro si è svolto il sabato pomeriggio.

Oltre a contare il numero di animali presenti nei punti indicati si è anche cercato di descrivere il loro comportamento e l’eventuale interazione con altre specie.


Data

Sito

Numero di individui

24-2-01

S. Giorgio

25


ROGGIA DEI MULINI ASCIUTTI

6


Lambro a sud del ponte delle Catene

2

11-3-01

S. Giorgio

24

31-3-01

S. Giorgio

13

14-4-01

S. Giorgio

8

16-6-01

S. Giorgio

1

23-6-01

S. Giorgio

1

7-7-01

S. Giorgio

3

11-8-01

S. Giorgio

1

18-8-01

S. Giorgio

4

25-8-01

S. Giorgio

5 (2 adulti e 3 giovani)

8-9-2001

S. Giorgio

7

17-11-01

S. Giorgio

18

30-12-01

S. Giorgio

14


È interessante constatare come, durante l’estate, il numero di individui in pastura sul prato a sud della cascina S.Giorgio subisca una significativa contrazione, probabilmente legata al periodo riproduttivo (e all’assenza degli esemplari svernanti provenienti dal nord Europa, n.d.r.).

Come si vede è evidente la ripresa numerica autunnale.

Nel prato a sud della cascina è stata osservata l’interazione della gallinella con la cornacchia grigia. Le due specie normalmente si ignorano, ma in presenza di pulcini la gallinella diventa aggressiva.

A proposito di altre specie interessanti osservate è significativo il fatto che in data 11-8-01 venga osservato un Martin Pescatore a volo radente sul Lambro, circa 300 metri a valle del ponte Cavriga.

In data 8-9-01, un Martin Pescatore viene osservato, questa volta posato su un ramo, alla roggia dei mulini asciutti


Edo

domenica 23 novembre 2008

Nel mondo degli insetti: lo Scarabeo Rinoceronte

Pubblichiamo con molto piacere a partire da oggi, una rubrica, a cura di Marco Cuconati, sugli insetti più interessanti che è possibile osservare nel Parco di Monza. Ringraziamo ancora una volta Marco per la preziosa collaborazione, e lasciamo senza ulteriori indugi la parola allo Scarabeo Rinoceronte.








Oryctes nasicornis (Linnaeus, 1758)

(Scarabeo rinoceronte)

Dimensioni: 25-40 mm
Foto da: http://zoology.fns.uniba.sk/poznavacka/Insecta2.htm


Lo scarabeo rinoceronte è un coleottero che appartiene alla famiglia dei Dinastidi, che comprende tra i suoi rappresentanti alcuni dei coleorrììteri più grandi del mondo, come il Dynastes hercules, lungo fino a 18 cm diffuso nell’America meridionale
Il nostro, più modestamente, arriva a 4 cm, ma con ciò rimane un grosso coleottero della nostra fauna con elitre chiare e lucide bruno-marrone, testa e torace più scuri. Il maschio, inconfondibile, presenta robuste protuberanze sul torace ed un lungo corno sul capo, ridotto ad un piccolo tubercolo nella femmina.

Le larve sono biancastre con zampe e capo arancioni e corpo piegato a C, come quelle di un maggiolino, ma più grandi. Si sviluppano nel terreno nutrendosi di radici oppure nei tronchi marcescenti di salici, querce, faggi e altre latifoglie. Il ciclo di sviluppo richiede circa 15 mesi.
Distribuzione e habitat: lo Scarabeo rinoceronte è presente nell’Italia continentale ed isole. Si rinviene spesso al suolo o lo si osserva mentre vola al crepuscolo, nei boschi e nei parchi. Di notte è spesso attratto dalle luci artificiali.
Periodo di attività: gli adulti si osservano da maggio ad agosto, poi muoiono. Durante la loro breve vita si nutrono di linfa che fuoriesce dalle ferite accidentali dei tronchi.

Nel Parco di Monza non è raro rinvenirlo nel periodo adatto, anche se spesso si tratta di esemplari morti, schiacciati o resti del pasto di qualche predatore
Lo scarabeo rinoceronte è un bel caso di dimorfismo sessuale, cioè di differenza tra nella morfologia tra il maschio e la femmina non direttamente legata alla funzione riproduttiva.

domenica 16 novembre 2008

26 ottobre e 16 novembre 2008: echi di autunno al Parco



Foto: Gaetano Nava, Matteo Barattieri



Un paio di uscite autunnali nel nostro Parco.



Il 26 ottobre percorro un itinerario, partendo dalla zona della Valle dei Sospiri. Autunno: stagione sempre invitante per muoversi nelle nostre lande.

Per non perdere le vecchie abitudini, decido di fare contestuamente, per dirla in burocratese, una sorta di transetto. In parole povere: percorrendo i sentieri, segnerò le specie di uccelli incontrate.




E' pieno di pettirossi: qui un esemplare fotografato alla Vasca Volano (Agrate Brianza, MI) da Gaetano Nava.



Si fan sentire dappertutto: ai pettirossi che abitano il Parco per tutto l'anno, si aggiungono in questo periodo esemplari che vengono dalle montagne e che trascorreranno qui l'inverno.


L'autunno porta mica solo un po' di pettirossi: proprio qui alla Valle dei Sospiri trovo 3 tordi bottacci. I tordi attraversano, in migrazione, il nostro Parco nel periodo ottobre-novembre. Si muovono, piuttosto irrequieti come da tradizione, tra i rami degli alberi, nelle parti alte. Nel periodo ottobre-novembre di quest'anno è stato registrato un sostenuto passaggio di tordi nel nostro paese.


Sbinocolando tra gli alberi, trovo anche un bel buco di picchio.


Dal Ponte delle Catene punto il binocolo verso il Lambro: a monte si vedono 6 anatre mandarine. Più tardi ne vedrò passare 15-20 in volo da queste parti.

Attraversato il Ponte, mi porto nel Prato Mapello; è quel prato localizzato a ridosso della sponda sinistra del fiume. Dedico un poco di tempo alle piantumazioni che recentemente hanno interessato anche questa parte di Parco.

Le piantine sembrano in buone condizioni. Una breve carrellata:


qui un pioppo....


...qui un acero.




Arrivo poi in zona Pineta. Anche qui le nuove piantumazione sembrano godere di discreta salute.



Oggi 16 novembre ho tagliato il Parco da San Giorgio alla zona di Cascina Frutteto. Niente di particolare sul fronte ornitofauna, ma alcuni dettagli meritano due righe.


Poco distante dalla recinzione del golf, area Pelucca, su un sentierino trovo, a poca distanza l'una dall'altra, ue borre. Sono state schiacciate e disgregate dal passaggio di pedoni e, soprattutto, ciclisti. Ma le loro fattezze sono ancora ben visibili.





Viste le dimensioni e l'aspetto untuoso, sono con buona probabilità di allocco. Le ossicine visibili sono di micromammiferi (topolini e affini).


In zona Fasanera (oggi Ristorante Saint Georges Premiere) sbinocolo tra gli alberi. Il ciuffo di platani che vedete nella foto e i retrostanti alberi che fanno da cornice al ristorante erano usi ospitare colombacci svernanti, di solito 15-20. Oggi, niente. Negli ultimi 2-3 anni, in effetti, il contingente di colombacci autunnali e invernali è andato assottigliandosi.



Nei prati antistanti la vecchia Fasanera provo a cercare la presenza di tordi: niente da segnalare.


Mi sposto nella zona della Frutteto. Qui, nei boschi, era un classico osservare in questo periodo tordi, cesene, e qualche frosone. Per il momento dobbiamo aspettare: il caldo di queste settimane incide anche sui movimenti dei migratori. In uno dei boschi di questa parte di Parco, trovo però un gradito dettaglio. Le foto mostrano un paio di giovani piantine di carpino.


























Interessante, anzi: corna di satanasso! Per dirla alla Carson e soci. Il carpino costituisce, insieme alla quercia, la specie base dei nostri boschi padani. Purtroppo, entrambe le essenze soffrono da parecchio tempo: malattie, disturbi antropici, inquinamento, presenza di specie esotiche importate dall'uomo...... Le gravi condizioni dei boschi rendono loro la vita difficile. Riuscire a rinnovarsi - ovvero dar vita spontaneamente a nuove piante - è per loro impresa non facile. Vedere qualche nuovo virgulto è sempre spettacolo gradito.

domenica 12 ottobre 2008

A proposito di gallinelle...


Edo, prezioso ed assiduo frequentatore del Parco, segue in particolare le sorti della simpatica gallinella d'acqua, uccello acquatico dall'inconfondibile becco giallo e rosso. In questo report relativo ad una uscita fatta ieri, Edo ci anticipa una sintesi dei dati che ha pazientemente raccolto negli anni sulla presenza della gallinella nel parco.


SCOIATTOLI ROSSI, GABBIANI E GALLINELLE
11 ottobre 2008

E’ un sabato pomeriggio ideale per un giro al parco in bicicletta: cielo sereno e temperatura estremamente mite in un inizio autunno che sembra l’ultimo scampolo d’estate.
Dal grande prato che fiancheggia il retro della cascina Frutteto arrivo nel bosco situato alle spalle della villa Mirabellino.
Sul sentierino che conduce al centro del bosco, prima della radura già descritta nelle precedenti osservazioni, SORPRENDO DUE SCOIATTOLI ROSSI, entrambi nel sottobosco, uno a sinistra e l’altro a destra del sentierino.
Si fanno annunciare dal tramestio che proviene dal fitto della vegetazione.
Osservo la rapida risalita di uno dei due esemplari su un grosso tronco e poi la veloce corsa su un ramo a circa 20 metri d’altezza: un vero folletto dei boschi.

Sono circa le 17.30 quando attraverso il pratone dell’ex ippodromo.
Rimango sorpreso dal volo di UN FOLTO STORMO DI GABBIANI.

Sul prato a sud della cascina molini S.Giorgio sostano dieci GALLINELLE D’ACQUA che dividono lo spazio con alcune cornacchie grigie.
Ne osservo un'altra che si nutre sul greto sassoso del Lambro appena a valle del ponte dei Bertoli; è quasi circondata da un numeroso gruppo di GERMANI REALI.
Anche sulla riva della roggia dei Mulini Asciutti c’è una gallinella che si nasconde fra la fitta vegetazione della riva.

Nel 2000 e nel 2001 ho monitorato con una certa regolarità la presenza di questi simpatici uccelli nel parco.
Il prato della cascina molini S.Giorgio vede una costante presenza, particolarmente numerosa nel periodo autunnale ed invernale: mi è capitato di osservare fino a 30 esemplari.
Durante la primavera e l’estate la presenza diminuisce, forse anche per la dispersione legata al periodo riproduttivo…ma su questo aspetto Matteo ed Alberto potranno essere più precisi.

Sono le 18.00 quando, a monte del ponte delle Catene, osservo due coppie di ANATRE MANDARINE che nuotano tranquille; altra specie estremamente interessante che trova nel parco una preziosa area di rifugio.

EDO

Nota: Edo fa riferimento alle variazioni stagionali della popolazione "monzese" della Gallinella. Queste variazioni sono per lo più da imputarsi al fenomeno migratorio, che vede in inverno in Italia la presenza di contingenti di gallinella che nidificano in nord Europa.

mercoledì 1 ottobre 2008

Cambio di stagione


Un’altra estate ci lascia, presentando il nuovo autunno. Non te ne accorgi in città, se non perché fa un po’ più freddo la mattina e la sera, e perché l’atmosfera è un po’ più triste.
In realtà, l’autunno è tutt’altra cosa. Stagione calda nei colori e dinamica nelle forme, sia per la flora che per la fauna. Gli uccelli sono in piena migrazione (decine di migliaia, sopra le teste dei monzese, stanno transitando ormai da agosto per guadagnare i siti di svernamento; alcuni si fermano per brevi soste, altri per tutto l’inverno), altri animali sono impegnati a far scorte di grasso per affrontare il generale inverno (che ahimè, visti i climi a dir poco miti degli ultimi anni, ha perso ormai molte stellette, riducendosi al massimo a caporal maggiore). Nelle piante caducifoglie la clorofilla sta lasciando il posto ad antociani e carotenoidi (o, più poeticamente, le foglie ingialliscono o si arrossano) prima di cadere in quelle meravigliose piogge variopinte dei giorni ventilati.
La nostra galleria di immagini si arricchisce oggi di alcune suggestioni colte da Susanna al Parco, che pubblico nella sezione "luoghi". Facendo i complimenti al suo occhio e alla sua sensibilità, mi mordo le mani per il poco tempo che il lavoro mi lascia, in questi giorni, per passeggiare e, semplicemente, lasciarmi stupire.