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domenica 14 novembre 2021

Quel Roccolo dell'800 alla Fasanera

Breve puntata, ancora, nel mondo dei roccoli.
Le mappe dell'800 mostrano un altro impianto, collocato nella parte nord del Parco. Vediamo. Riconosciamo la tipica struttura dell'architettura vegetale. L'impianto era collocato a NW della Fasanera (Fagianaia, attuale ristorante Saint Georges Premier). 
La struttura è presente nella mappa del Canonica (1815)



In una delle famosissime carte del Brenna (1850), si vede molto bene la torretta del roccolo. Da tifoso del grande tenente, mi compiaccio. 



Dell'impianto, oggi, non esiste alcuna traccia. 
Per divertirsi un poco, ecco dove si troverebbe oggi la torretta del vecchio roccolo.



La mappa del Brenna (1850) è stata sovrapposta usando il programma QGIS, adeguatamente georeferenziata, alla attuale carta OpenStreetMap. Il cerchio rosso indica la localizzazione del vecchio roccolo.
Queste le coordinate del punto in cui si trovava la torretta, ricavate sempre con QGIS:

9.28908,45.60901,

522541.137,5050648.061    


Matteo Barattieri











martedì 8 dicembre 2020

La pratica e la grammatica, e lo scoiattolo grigio, ovvero elaborazioni di autodidatta

Le mappe non hanno nessuna pretesa: premessa imprescindibile.

I dati di presenza dello scoiattolo grigio (specie infestante) sono stati raccolti durante giri di ricognizione in bici nel periodo novembre-dicembre 2020.

Non sono un mammologo (studioso di mammiferi) esperto. Le indagini su questo gruppo animale van condotte secondo precisi protocolli, va da sè. Ma i dati sono comunque corretti, e puntualmente registrati sulla piattaforma Ornitho - fantastico strumento per caricare e condividere dati a livello nazionale ed europeo -, attraverso, in questo caso l'applicazione Naturalist.




Le due mappe sono state ottenute con QGIS. Abbiamo, in un caso, tutte le osservazioni, per il periodo considerato; nell'altro caso, le osservazioni sono divise per data. Si nota una presenza pressoché ubiquitaria della specie, diffusa su tutto il Parco. Nota: l'area del circuito non è stata frequentata, se non molto parzialmente nel periodo in oggetto. L'altra mappa mostra i punti colorati diversamente a seconda della data di osservazione. Si nota una regolarità della specie nel frequentare alcune aree. Anche qui, una chiosa: i percorsi fatti in bici non son sempre stati gli stessi. L'ho detto, mica è una operazione scientifica coi crismi.

E la pratica? E la grammatica? Traversie da autodidatta. Sull'uso dei GIS (programmi per elaborare dati cartografici) mi sono istruito, appunto, col fai da te più classico. Già, ma il documento - coi dati della specie in oggetto - caricato su GIS, secondo modalità consolidata, mica girava. Possibile? Picchia di qui, picchia di là, viene fuori la soluzione. L'applicazione Naturalist usata per registrare i dati connota i dati medesimi con un carattere per niente gradito a zio QGIS: il simbolo di grado °, malnatt d'un simbolo. Insomma, una questione di grammatica. E di pratica.

Matteo Barattieri