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domenica 27 febbraio 2022

27 febbraio 2022 tra segnalazioni, mappaggi e aironi

 Una uscita per provare un mappaggio con l'applicazione Naturalist. E non solo.

Un breve percorso per provare il mappaggio utilizzando "la registrazione traccia" con la applicazione Naturalist.

L'immagine mostra alcuni punti (i cerchi): siamo nella prima parte del percorso. Ad ogni punto corrisponde la posizione di un volatile contattato. Ottimo risultato, in vista di una serie di lavori sul campo.
Questa la mappa, che può essere elaborata. In viola il percorso seguito.



Nei Giardini della Villa Reale, i cartelli che avvisano di non avvicinarsi alle querce monumentali sono da rifare: sono infatti spariti.




Alla garzaia, 4 nidi sono attivi.


Matteo Barattieri

martedì 29 dicembre 2020

Atlante Europeo degli Uccelli Nidificanti: ci siamo anche noi

Fresco di stampa. L'EBBA: European Breeding Bird Atlas è appena uscito.
Seconda edizione. Aggiornato con gli ultimi dati.



Ci siamo anche noi. Anche la nostra provincia di Monza e Brianza. Ebbene sì: le osservazioni che abbiamo raccolto negli anni scorsi, inserite poi sulla piattaforma Ornitho, sono finite nella banca dati europea.

Una piccola soddisfazione. E un grazie per gli altri che han collaborato col sottoscritto. 
Il Parco di Monza, va però detto, non venne considerato dai rilevamenti. La metodologia seguita prevedeva di suddividere il territorio in un reticolo formato da celle. Tra le celle, il sistema ne sceglieva alcune prefissandole in maniera casuale. Poco male: l'importante è aver contribuito all'operazione. 
Un grazie va anche a quel simpatico svizzero che all'anagrafe fa Roberto Lardelli, coordinatore di Ornitho, e tutti quelli che han lavorato a questo splendido volume.

Se vi interessa ordinarlo, potete andare qui

Matteo Barattieri

martedì 8 dicembre 2020

La pratica e la grammatica, e lo scoiattolo grigio, ovvero elaborazioni di autodidatta

Le mappe non hanno nessuna pretesa: premessa imprescindibile.

I dati di presenza dello scoiattolo grigio (specie infestante) sono stati raccolti durante giri di ricognizione in bici nel periodo novembre-dicembre 2020.

Non sono un mammologo (studioso di mammiferi) esperto. Le indagini su questo gruppo animale van condotte secondo precisi protocolli, va da sè. Ma i dati sono comunque corretti, e puntualmente registrati sulla piattaforma Ornitho - fantastico strumento per caricare e condividere dati a livello nazionale ed europeo -, attraverso, in questo caso l'applicazione Naturalist.




Le due mappe sono state ottenute con QGIS. Abbiamo, in un caso, tutte le osservazioni, per il periodo considerato; nell'altro caso, le osservazioni sono divise per data. Si nota una presenza pressoché ubiquitaria della specie, diffusa su tutto il Parco. Nota: l'area del circuito non è stata frequentata, se non molto parzialmente nel periodo in oggetto. L'altra mappa mostra i punti colorati diversamente a seconda della data di osservazione. Si nota una regolarità della specie nel frequentare alcune aree. Anche qui, una chiosa: i percorsi fatti in bici non son sempre stati gli stessi. L'ho detto, mica è una operazione scientifica coi crismi.

E la pratica? E la grammatica? Traversie da autodidatta. Sull'uso dei GIS (programmi per elaborare dati cartografici) mi sono istruito, appunto, col fai da te più classico. Già, ma il documento - coi dati della specie in oggetto - caricato su GIS, secondo modalità consolidata, mica girava. Possibile? Picchia di qui, picchia di là, viene fuori la soluzione. L'applicazione Naturalist usata per registrare i dati connota i dati medesimi con un carattere per niente gradito a zio QGIS: il simbolo di grado °, malnatt d'un simbolo. Insomma, una questione di grammatica. E di pratica.

Matteo Barattieri 

lunedì 10 giugno 2019

10 giugno 2019 - Al Parco col binocolo (parte prima): scarpette bagnate

Al Parco col binocolo (parte prima): scarpette bagnate

“Ta me dii ca faseum i strad e i sentee…”, sacramenta il Checco, che non indossa gli stivali come gli altri della comitiva. Sbagliare calzatura quando si è sul campo non è mai cosa buona. È come, nel pallone, fallire nella scelta dei biroeu (tacchetti per l’italiano).
È il 18 aprile 2019. Il progetto: da anni, dal 2004, non vengono effettuate indagini approfondite e complete sugli uccelli del nostro Parco. In questo caso, l’obiettivo è fotografare la situazione dei nidificanti. E partiamo, a ridosso dell’alba, col binocolo al collo. Una civetta fa capolino dal tetto di un manufatto: rimane sempre un mistero capire dove nidifichino le tante civette del Parco.
Il gruppo si compone di vari elementi: accanto al sottoscritto, Massimo Brigo da Muggiò, Italo Magatti da Monza, e il summenzionato Ornaghi (Francesco o “Checco”) da Macherio. L’erba bagnata del mattino suscita suggestioni, e non solo lamentele. Ma la concentrazione deve essere massima. Si usano il binocolo o, eventualmente, la specola – più familiarmente, il cannocchiale –, e le orecchie. Ogni specie osservata o sentita viene puntualmente annotata. Dice: “ma il Parco è grande… lo girate tutto?”. Domanda appropriata. Facciamo riferimento ad una griglia cartografica, utilizzata su una piattaforma internet europea, Ornitho, nata per riportare e condividere osservazioni di uccelli. Nel tempo, Ornitho si è allargata ad altri gruppi animali, dai rettili agli insetti, dai mammiferi alle specie esotiche dannose. La griglia citata è formata da quadrati di un km di lato. Nei vari quadrati ci muoviamo su un percorso lungo 1 km, registrando le nostre osservazioni.




Un bel lodolaio – un falco dal volo rapido – attraversa il nostro cammino. Prevalgono, va da sé, le specie forestali. Passiamo anche dalla ben nota garzaia, termine tecnico che indica un condominio di nidi di aironi. Quest’anno, i nidi sono 4. Ma la stella è lui, il picchio nero. Ne parleremo più avanti. E qualche specie è ancora in migrazione. Le condizioni meteo rimangono stabili, elemento a nostro favore. Il Parco comincia a contare i suoi frequentatori, che accorrono col passare delle ore: uno dei motivi per i quali è meglio muoversi nelle prime fasi del mattino.
Tecnicamente, sono anche i momenti durante i quali i pennuti sono più attivi, soprattutto dal punto di vista canoro. A fine giornata, il totale dei quadrati coperti assomma a 5 su un totale di 13: non male. Alla prossima, e tutti con l’equipaggiamento adeguato alla bisogna.

Matteo Barattieri

domenica 13 gennaio 2019

13 gennaio 2019 PENNUTI COLORATI ED ESOTICI AL PARCO DI MONZA - parte quarta PARROCCHETTI DAL COLLARE

Foto di Mario Cerchiai

Il quotidiano Il Giorno di questa settimana pubblica un articolo sui pappagalli presenti nel Parco.
Vale la pena di aggiungere qualche chiosa.
24 novembre 2015. Il bravo Francesco “Checco” Ornaghi segnala per la prima volta la presenza della specie nel nostro Parco. il dato arriva su piattaforme e gruppi di posta elettronica dedicati. Roba da addetti ai lavori, tant per intendass. Ai non addetti ai lavori serve tuttavia qualche coordinata in più.
Parrocchetto dal collare: questo il nome della specie. L’aspetto è quello tipico dei pappagalli. Il collare è in realtà un semicollare, come spiegano i manuali: una striscia a semicerchio, di colore rosa, che corre per buona parte del collo. È caratteristica del maschio, ed è invece assente nella femmina.
La specie è di origine esotica, e si è diffusa in varie parti d’Europa tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Viene considerata naturalizzata, anche in Italia: ormai acclimatata da tempo, nidifica anche nel nostro paese. Naturalizzata, però, non significa in equilibrio. Si tratta, in primo luogo, di un processo non naturale. A diffondere la specie nel nostro continente sono state introduzioni legate all’attività dell’uomo: esemplari scappati da allevamenti e situazioni affini. La specie è quindi possibile causa di impatti ecologici.
La specie utilizza cavità per nidificare: si possono quindi avere situazioni di competizione con uccelli indigeni. In aree agricole, l’impatto negativo può riguardare le colture. Tutte situazioni da tenere presenti. A Roma, vivono e prosperano due specie di parrocchetti: il parrocchetto dal collare e il parrocchetto monaco. Le loro concentrazioni (migliaia di individui) creano ormai un forte disturbo acustico.
In varie zone d’Italia si riproduce: Liguria, Campania, Roma, Sicilia, Puglia… Nella provincia di Monza e Brianza è nidificante, nell’area di Cesano Maderno. Mancano dati di nidificazione certa per il Parco di Monza. Non lontano dalla nostra città, ha nidificato a Bresso (2017).
Specie da tenere d’occhio, quindi. E da qui l’invito a tutti: documentare la avvenuta nidificazione sarebbe dato di interesse.
Accanto alle belle istantanee – scattate il 28 dicembre 2018 – di Mario Cerchiai, che va ringraziato, un paio di mappe. Mostrano le segnalazioni della specie negli ultimi 15 giorni.

Questa carta mostra i confini delle province.

Notare la concentrazione dei dati per Monza e Brianza . Le carte sono generate dalla piattaforma ornitho (https://www.ornitho.it/)

Matteo Barattieri

giovedì 8 dicembre 2011

Dicembre 2011 - Riparte Ornitho Operazione Svernanti e non ho niente da mettermi (forse)


Esistono anche i blog di servizio. Riparte l’avventura lanciata dalla piattaforma Ornitho (http://ornitho.it/): la realizzazione di un Atlante Ornitologico Italiano. E ci siamo anche noi dalle lande monzesi e brianzole. I blog “La Voce della Volano” e “Tracce di Natura nel Parco di Monza” seguiranno i lavori, e saranno a disposizione per comunicazioni varie.

Cominciamo dalla riunione di lunedì 5 dicembre 2011. Presenti, oltre al sottoscritto: Checco Ornaghi, Massimo Brigo e Andrea Galimberti. Quest’ultimo ha il ruolo di referente locale, leggi per la nostra Provincia, per la piattaforma Ornitho.

I coordinatori di Ornitho hanno suddiviso il territorio in particelle quadrate aventi lato pari a 10 km, all’interno delle quali è stata ricavata una griglia di celle quadrate (lato 1 km). Per ogni particella sono state individuate 4 celle prioritarie da coprire con censimenti della durata di circa 1 ora su un tratto da percorrere a piedi lungo 1 km. Per il resto delle particelle si potranno raccogliere dati in modo più libero.

Roberto Lardelli (uno svizzero, pensa te), responsabile del progetto Ornitho ci ha segnalato, per quest’anno, le seguenti particelle da considerarsi fondamentali per la nostra Provincia:

32T NR05

32T NR15

32T NR24

32T NR25

32T NR35


Contestualmente, Lardelli ci ha spedito l’elenco, per ogni particella 10x10 km, delle specie censite lo scorso inverno. Lo scopo è individuare quelle specie che mancano pur essendo note come presenti (o potenzialmente tali). Il nostro lavoro per quest’inverno assume contorni più definiti. Da un lato dovremo coprire le celle 1x1 km prioritarie fin qui non toccate. Dall’altro lato, individueremo per ogni particella 10x10 km gli ambienti più interessanti per sottoporli a operazioni alle operazioni di censimento. Dove sarà il caso, percorreremo degli itinerari. Non è finita: uno degli obbiettivi centrali sarà andare a cercare le specie mancanti (vedi sopra), basandoci sulle nostre conoscenze relative al territorio e agli uccelli.

Analizziamo la situazione al momento. Il sottoscritto lo scorso inverno (2010-2011) ha coperto i seguenti settori:

Celle 1 x 1 km fatte lo scorso inverno

32T NR15 tutte le 4 celle 1x1 km prioritarie

32T NR24 tutte le 4 celle 1x1 km prioritarie

32T NR25 tutte le 4 celle 1x1 km prioritarie

32T NR35 le celle 2 e 49

inoltre

32T NR26 Lecco

la cella 2 è in Prov MB (fatta)

32T NR36

la cella 2 è in Prov MB (fatta)

Siamo quindi a buon punto.

Durante la riunione ci siamo divisi le aree di competenza, su questo tornerò poi.

Ricordo che su richiesta posso far avere le carte in scala 1:6000 delle varie celle, ricavate dalla Carta Tecnica Regionale.

E il Parco di Monza? E la Volano? Ci sono, ci sono: e saranno debitamente coinvolti dai nostri censimenti.

Alla prossima, alla cronaca del lavoro sugli svernanti, alla cronaca delle attività di campo.

Matteo Barattieri

sabato 15 ottobre 2011

15 ottobre 2011 Il Parco nella rete Ornitho, un frosone nella rete


La piattaforma ORNITHO nasce nella Svizzera Francese, nel 2003; rimonta al 2007 il suo allargamento alla Confederazione e alla vicina Francia. Si tratta di una banca dati in cui inserire, debitamente collocati nello spazio e nel tempo, le osservazioni riguardanti gli uccelli del nostro territorio. Sì, perché dal 2009 ORNITHO ha anche una versione per l’Italia, che trovate qui

http://www.ornitho.it/index.php?m_id=1

Nel 2010 la piattaforma ha fatto partire un progetto per l’Atlante degli Uccelli Nidificanti in Italia; trovate sulla pagina di cui sopra maggiori dettagli. Il nostro paese è stato diviso in quadrati: la griglia ricavata serve ad individuare i punti in cui effettuare i rilievi; i quadrati di base hanno lato di 1 km (celle), a un livello gerarchico superiore ci sono quadrati di lato 10 km (particelle), che comprendono le celle. Ovviamente, non è pensabile coprire tutte le celle: per ogni particella ne sono state scelte alcune come prioritarie per l’atlante. Anche il Parco di Monza è finito in questa rete: un paio di celle compaiono al suo interno. Una è collocata nel settore tra Molini Asciutti e le Grazie Vecchie, l’altra nella zona della Porta di Vedano e del Mirabellino. E proprio da quest’ultima che durante la scorsa stagione riproduttiva è venuta una segnalazione molto molto interessante. 12 giugno 2011Andrea Galimberti e Cesare Rovelli registravano la presenza di un frosone, nel settore del Mirabellino. Dato molto significativo: forse nidifica nel Parco? La cosa andrà approfondita il prossimo anno.

L'immagine qui sotto ci mostra tutta la bellezza di questo spettacolare animale.

Foto: Gaetano Nava


Matteo Barattieri