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domenica 17 aprile 2022

La garzaia: 7 nidi

 Dato del 9 aprile.

7 nidi attivi sul platano (sponda sinistra del Lambro). 1 nido sulla quercia europea (sponda destra del Lambro).






domenica 27 febbraio 2022

27 febbraio 2022 tra segnalazioni, mappaggi e aironi

 Una uscita per provare un mappaggio con l'applicazione Naturalist. E non solo.

Un breve percorso per provare il mappaggio utilizzando "la registrazione traccia" con la applicazione Naturalist.

L'immagine mostra alcuni punti (i cerchi): siamo nella prima parte del percorso. Ad ogni punto corrisponde la posizione di un volatile contattato. Ottimo risultato, in vista di una serie di lavori sul campo.
Questa la mappa, che può essere elaborata. In viola il percorso seguito.



Nei Giardini della Villa Reale, i cartelli che avvisano di non avvicinarsi alle querce monumentali sono da rifare: sono infatti spariti.




Alla garzaia, 4 nidi sono attivi.


Matteo Barattieri

sabato 18 dicembre 2021

Storia di un airone (seconda parte) testo e foto di Mario Maino

 Mario Maino ci fornisce altri dettagli sull'airone soccorso questa settimana.
Ecco il suo testo e le sue foto.

16/12/21 - Villa Reale - Laghetto piccolo.
Un ricordo dell' Airone che ci ha lasciato, nelle sue ultime ore di vita.
Ore 11,30 mi dirigo verso il laghetto sotto la cascatella e noto l' Airone. Mi aspetto che da un momento all' altro spicca il volo perché infastidito dalla mia presenza, ma non è così, fa solo qualche lento passo verso l' alto. Scatto qualche foto a debita distanza e me ne vado.
Ore 11,45 mi telefona Matteo Barattieri per dirmi che c'è un Airone ferito al laghetto, sono già stati avvisati alcuni enti di soccorso preposti, ma è meglio recarsi sul posto, potrebbe esserci qualche cane non al guinzaglio che lo può attaccare.
Ore 11,53 ritorno al laghetto, dove trovo altre persone insospettite dallo strano comportamento. L' Airone, osservato da più parti, probabilmente in forma di difesa si ripiega su se stesso, poi arriveranno i soccorritori. Si saprà poi che non era ferito, come spiegato in altro post da Matteo.









Storia di un airone

 Giovedì 16 dicembre 2021, arriva la comunicazione, da Grazia Maria Clerici, sul gruppo Facebook Parco di Monza per sempre:
""""""
Ore 9 16/12/2021 - Segnalo airone con ala spezzata nella roggia sotto il laghetto dove iniziano le roccette. Qualcuno competente può intervenire?
""""
La foto è della stessa Clerici.



Si mobilitano in più persone, tra i Park Angels in particolare. 
L'esemplare viene portato rapidamente a Vanzago, al Centro Recupero Animali Selvatici. Non appare in buone condizioni. In realtà, non ha una ala spezzata, e non sembra affetto da patologie o aver subito infortuni. Qualcuno dichiara che era già in zona dal giorno prima.
Ci lascerà il giorno dopo, il 17 dicembre. Probabilmente, era giunto alla fine del suo cammino.

Matteo Barattieri
 

domenica 14 novembre 2021

Aironi guardabuoi: non solo Parco

 Alcune segnalazioni per questa frazione dell'autunno: tutte osservazioni registrate fuori dal nostro Parco, e relative alla provincia di Monza e Brianza.

Dal gruppo Facebook "Parco di Monza per sempre"

Alberto Albis 11-11-2021

"Visti 20 aironi guardabuoi, contati e ricontati, venerdì 11 novembre anche a Seregno, zona Meredo che fa parte del Parco GruBria. La settimana precedente erano stai fotografati nello stesso prato da Paul. Era presente un gregge, già da qualche giorno, che poi se ne è andato, mentre gli aironi sono rimasti."






Marco Vergani 8-11-2021
Buongiorno matteo..
Io ne ho visti molti nei campi di Ruginello a Vimercate saranno stati una trentina...era la giornata di ieri

Umberto Casiraghi settimana 2/7-11-2021

La settimana scorsa (non ricordo bene il giorno e l´ora, però era di giorno) ne ho visti alcuni su questo campo a Biassono. Erano un po lontani, pero sono abbastanza sicuro che fossero aironi. No ho potuto fare foto come avrei voluto, perché ero in macchina.

L'immagine Google Street View è stata inviata dallo stesso Umberto.

Alberto Beretta 13-11-2021

I guardabuoi fuori delle mura del Parco, prato via Grandi/Sp6 a Vedano L.





DALLA PIATTAFORMA ORNITHO
Dati relativi al periodo 1 ottobre/14 novembre 2021

Checco Ornaghi 18 ottobre 2021: Macherio centro abitato

10+ esemplari

Checco Ornaghi 25-10-2021 Triuggio  14 esemplari
Nota: passano in volo



  Triuggio [32N 521 / 5055]

Autore sconosciuto Villasanta 29-10-2021
19 esemplari




Molto probabilmente Parco.


Matteo Bonvicini Lissone 29-10-2021


Lissone [32N 520 / 5051]

circa 15


Checco Ornaghi 5-11-2021 Usmate Velate centro abitato 
circa 20   Nota: in volo verso Nord


Checco Ornaghi    Triuggio



Triuggio [32N 522 / 5058]

5 esemplari


Checco Ornaghi 7-11-2021


2 esemplari


Usmate Velate [32N 528 / 5055]



Gio Colombo 9-11-2021  Aicurzio
68 esemplari


Aicurzio [32N 533 / 5055]




Walter Sassi Lentate 10-11-2021





2 esemplari

Lentate sul Seveso [32N 508 / 5057]


Autore sconosciuto Burago 11-11-2021
5 esemplari




Burago di Molgora [32N 530 / 5049]


Walter Sassi Lentate 12-11-2021


1 esemplare

Lentate sul Seveso [32N 507 / 5058]
































































martedì 9 novembre 2021

Aironi guardabuoi: l'avventura continua ovvero nuove iniziative

 Aironi guardabuoi: l'avventura continua ovvero nuove iniziative

Per prima cosa, un grazie a tutti quelli che erano presenti domenica per il conteggio aironi guardabuoi. Direi che non finisce qui.
Dovremmo andare ad individuare il sito in cui vanno a dormire. Luogo papabile: il posatoio di Pessano. Il luogo è anche una garzaia ovvero luogo di nidificazione per aironi, nel senso generale del termine.
Ogni giorno, si vedono passare i guardabuoi sopra la Vasca Volano ad Agrate, oasi che seguo dal 2006 e che potrebbe anche essere scenario per nostre attività. La mattina, vanno verso il Parco di Monza. Nel pomeriggio, dopo le 14-14.30 fanno il percorso inverso. Perchè non organizziamo una battuta di censimento per un sabato pomeriggio? La domenica, mi sarebbe impossibile per motivi di lavoro. Faremmo due cose: conteggio e individuazione del posatoio notturno. Dai, fatevi avanti se vi interessa.
Matteo Barattieri

domenica 7 novembre 2021

Aironi guardabuoi: la carica dei 516 ovvero i pennuti nel pallottoliere

Dice: "per vedere gli uccelli bisogna muoversi presto, anche prima dell'alba". Come tutte o quasi le regole, anche questa ha le sue porche eccezioni.
L'appuntamento sarebbe per le ore 10.00. Ma già intorno alle 9.30 siamo in zona, almeno alcuni di noi. 

Il luogo è la Villa Mirabello, destinata a diventare, chissà, scenario di ritrovo per il gruppo di volontari. Obbiettivo della giornata, un conteggio in contemporanea degli aironi guardabuoi. I nostri stanno da qualche tempo attirando l'interesse, non solo strettissimamente locale, degli appassionati del settore. Da osservazioni del sottoscritto, e di altri, i simpatici pennuti giungono sul Parco a mattina già inoltrata, diciamo tra le 9.00 e le 10.00. 
Arrivati in loco, i piccoli aironi si piazzano, per un breve intervallo di tempo, in cima a gruppi di alberi.
"Eccoli", indica il Mario Maino. Una rapida conta parla di circa 60-70 esemplari su alcune piante a ovest del Prato del Mirabello: solo un prologo di quanto avverrà poi.
I rilevatori raggiungono l'appuntamento con buona puntualità.

Zone già suddivise il giorno prima, e protocollo prefissato: si contano solo gli esemplari placidamente (si fa per dire) posati sul terreno. L'orario per la conta viene leggermente anticipato: 10.45 in luogo delle 11.00.

Werner e il summenzionato Mario son provvisti anche di immancabili ottiche da fotografi di razza. E c'è invece chi - si dice il peccato ma non il peccatore - farà il censimento senza binocolo: onta e sacrilegio per il popolo del birdwatching. Popolo ben rappresentato dal Marco Casati, che vanta lungo e luminoso corso nell'ambito. A lui tocca la rogna più dura da grattare, come vedremo.
Mentre l'Edo Melzi da San Donato (nel senso del quartiere di Monza e non del comune del Milanese) va in zona Fasanera, ben lontana dalla da lui amata Valle dei Sospiri, la Carola "Lalla" Besana - imbucata gradita dell'ultima ora - si trova invece riservata la zona del Dosso, dove agisce da tempo quale vera e propria sentinella.

Si muovono, i nostri aironi, ma il protocollo dovrebbe rintuzzare qualsivoglia doppio conteggio. Il mio totale non comprende almeno un paio di decine di individui che han lasciato il sito a me riservato durante il censimento.
A qualcuno va decisamente male: un settore regala solo due aironi. La Rosi Bessi mi dice che alle 10.51 han fatto capolino 17 aironi dalle sue parti, al prato Mapello per la precisione. Fuori tempo, malnato orologio: questi rimarranno giusto nel suo binocolo.

Al Prato Mirabello, il Marco Casati (vedi sopra) affronta duro cimento: non poca roba e sempre in movimento. Alla fine, saranno 206 individui. 

Al ritrovo finale (stessa spiaggia, stesso mare) non siamo tutti presenti. Ma ognuno ha provveduto a rilanciare le proprie cifre. Tutti non proprio. Manca all'appello - pensa te - il buon Mario. Lo interpello via cellulare. Il telefono la sua croce, vien da dire: il nostro ha appena avvistato - merce rara per il Parco - un beccaccino e sta cercando di individuarlo di nuovo. 
Tiriamo le somme, mentre tutti - anche il provato Marco - manifestano apprezzamento per l'iniziativa.
Il totale fa 516. Per gli amanti di statistiche ed elenchi, ecco i parziali, zona per zona:
Prato del Roccolo: 24
Prato della Gerascia: 52 
Prati della Fasanera: 65
Cascina Cernuschi: 41
Prati del Mirabello: 207
Zona Molini Asciutti - Pineta: 2
Prati a nord della Frutteto e zona torre RAI
Prati del Dosso: 15
Zona Molini di San Giorgio: 41
Zona a nord di Cascina Frutteto e a nord di Cascina San Fedele: 69
Zona Facoltà di Agraria: 0

Il numero è davvero interessante e la questione merita ulteriori approfondimenti. Dato utile anche per il Consorzio Parco e Villa Reale, che ringraziamo per il sostegno dato alla iniziativa.
Da Lecco, il Piero Bonvicini fa - della serie: essere prof non a caso - le pulci al conteggio. Gli spiego che i protocolli erano ben precisi. Soddisfatto, il nostro fa i complimenti e garantisce solido imprimatur alla iniziativa. "Sarebbe da capire dove vanno a dormire...", è la sua chiosa finale. Già, ma queste sono altre storie.

Un grazie a tutti i rilevatori (in ordine sparso): Mario Maino, Werner Klopf, Matilde Zinzi, Raffella Pieragnoli, Carola "Lalla" Besana, Marco Casati, Rosa Angela Bassi, Edoardo Melzi, Anna Giudici.

Matteo Barattieri


mercoledì 3 novembre 2021

Guardabuoi....

 Be', è lo scenario giusto: Cascina Molini di San Giorgio.

Le foto sono di Mario Maino, scattate ieri 2 novembre 2021.































lunedì 25 ottobre 2021

Gli aironi guardabuoi nel pallottoliere: un censimento il 7 novembre 2021

Gli aironi guardabuoi nel pallottoliere: un censimento il 7 novembre

Tutti pazzi per gli aironi guardabuoi: i piccoli aironi bianchi stanno attirando l’interesse di tanti frequentatori del Parco, che non mancano di dedicare istantanee alla specie.
Già, ma quanti sono a frequentare il nostro Parco in questo periodo? Probabilmente, ci avviciniamo a quota 200 circa.

Proviamo allora ad effettuare un conteggio ben organizzato: un censimento in simultanea.
Data: 7 novembre 2021 alle 11.00. Gli operatori si disporranno in punti prefissati e, all’orario citato, effettueranno il conteggio.
Ad organizzare, il nostro Comitato per il Parco. Qualche appassionato e qualche volontario hanno dato già la loro disponibilità.
Dai, fatevi avanti. Il Consorzio Parco e Villa Reale appoggia l'iniziativa.
Indispensabile anzi necessario il binocolo.
Per aderire alla giornata del 7 novembre e per avere ulteriori informazioni, scrivere a: Matteo Barattieri (attivista del Comitato Parco) matteo.barattieri1@libero.it

Matteo Barattieri


lunedì 18 ottobre 2021

Guardabuoi anche sui prati storici a nord

 17 ottobre 2021

Le foto sono di Antonella Tremolada, pubblicate sul gruppo Facebook "Parco di Monza per sempre".






Antonella pubblica anche una mappa dei luoghi visitati dai nostri simpatici guardabuoi. "erano circa le 11.30...gli aironi erano un centinaio...". I luoghi sono i due prati storici della Gerascia e del Roccolo.




Un grazie alla nostra bravissima fotografa.
Matteo Barattieri


giovedì 14 ottobre 2021

14 ottobre 2021 - Aironi guardabuoi: tanto rumore per (quasi) nulla?

 Aironi guardabuoi: tanto rumore per (quasi) nulla?
(foto di Linda Iungo)

Qualche giorno fa, 7 ottobre, segnalavo un possibile posatoio notturno di aironi guardabuoi, ovvero un punto in questi animali passano la notte in gruppo. Arrivavano successivamente altre segnalazioni. 
La cosa andava però verificata. Il comportamento dei nostri aironi lasciava qualche sospetto. Troppo fermi e tranquilli con l'alba trascorsa da qualche quarto d'ora. Fosse un dormitorio, ci aspetteremmo un muoversi dei pennuti in varie direzioni.

Oggi, un controllo. Arrivo in zona (il boschetto appena a ovest di Cascina Casalta) ben prima dell'alba. Nessun airone in vista. Ne arriverà uno alle 7.12 (ora solare), che riparte quasi subito.

Niente dormitorio, quindi. I raduni di guardabuoi dei giorni scorsi van visti per quello che erano: aggregazioni all'inizio della giornata, prima di incominciare la caccia di insetti e altro sui prati del Parco, e in particolare sul Prato del Mirabello, dove qualche ora dopo 81 esemplari saranno visibili.

Tanto rumore per nulla? Non direi: la situazione va seguita: chissà che i nostri non scelgano di nidificare qui. Vedaremm...


Matteo Barattieri


venerdì 8 ottobre 2021

7 ottobre 2021: dormitorio di aironi guardabuoi?

7 ottobre 2021
Rapido giro di prima mattina.
 
Da lontano: una serie di macchie bianche su un paio di alberi.
La zona? A ridosso del lato nord di Villa Mirabello, il boschetto situato in corrispondenza della fontanella e di quello strano manufatto che ricorda una croce legata alle pestilenze.



Il binocolo - puntato in origine a mirare le montagne in lontananza - rivela che si tratta dei nostri aironi guardabuoi. Dato l'orario - circa le 7.15, ora solare -, questo raduno ha tutta l'aria di essere un dormitorio notturno. Molte specie trascorrono le notti assieme (tipico per gabbiani o cornacchie) nel periodo invernale in particolare. E' una strategia che ha varie ed intuibili finalità.

Ingrandendo l'immagine, si possono contare 40 esemplari.



Da seguire: per i conteggi invernali delle specie acquatiche, potrà essere un dato importante.
Non solo: una costante presenza invernale potrebbe essere (è successo in diverse zone dell'area padana, ad esempio) una premessa per una nidificazione. E gli aironi, nel Parco, ci hanno abituati a diverse sorprese.

A breve, come si dice, nuovi aggiornamenti.

Matteo Barattieri

sabato 27 febbraio 2021

27 febbraio 2021 aggiornamento aironi

 Aggiornamento aironi.
In questo momento, 6 nidi attivi in tutto il Parco. 
Guano di airone cenerino nella foto, per gli appassionati di tracce.


Episodio carino anni fa. Sotto una garzaia nel Parco del Ticino Lombardo: una doccia estemporanea di feci di aironi. Roba che capita. Parentesi: eravamo autorizzati ad accedere alla garzaia. Ad accompagnarci il Serafino, ex-guardiacaccia, un autentico personaggio. Gente del Ticino, gente del Lambro.
Matteo Barattieri

mercoledì 4 novembre 2020

Tutti pazzi per gli aironi guardabuoi

Il marasma più totale contraddistingue la mia abitazione, tra scatole che contengono di tutto - da reagenti chimici a reperti naturalistici, da apparecchi per fare il vuoto a pezzi da ferramenta, da supercalamite a filtri per raggi solari -, cumuli di libri e documenti, contenitori di tutte le fogge. Un ammasso di ciarpame, raccolto in forma compulsiva. Roba che fornirebbe materiale per tesi in psichiatria o che, in alternativa, manderebbe in analisi fior di studiosi del cervello umano. 

La premessa parrebbe totalmente fuori tema. Minga tropp. In giro, avrei una bella collezione di penne di airone guardabuoi. Cercarla sarebbe arduo cimento. Ci proverò. Anche se, date le scadenti (eufemismo) capacità grafiche del sottoscritto, si presentano da schifo: attaccate su fogli, alla buona. La classificazione - le penne principali hanno una numerazione definita e codificata; per le altre penne e piume inserisco sui fogli indicazioni sulla localizzazione precisa - sarebbe anche accurata, ma la resa per il potenziale interlocutore invero pietosa. Insomma: l'alunno si applica ma è davvero scarso. 


Sul campo, intanto, i nostri guardabuoi si fanno valere. Oggi, 4 novembre, Egidio Papini segnala almeno una cinquantina di esemplari. Ma il nostro Egidio ha fatto giusto una stima alla buona. Più preciso è il Marco Casati, uno degli invero pochi membri della tribù del binocolo monsciasca. Il 2 novembre, Marco segnala ben 147 guardabuoi, sul prato dell'ex-ippodromo (o Prato del Mirabello). 

All'appello non poteva mancare una delle nostre sentinelle sul Parco. La sempre bravissima Carola Besana. Farebbe Lalla per gli amici, ma Carola è nome troppo bello per declinarlo in diminutivo. Carola (o Lalla) è sul campo il 2 novembre, a sua volta. Obbiettivo, anche per lei, cercare i guardabuoi: quando si dice stare sulla notizia o al passo coi tempi. E li trova, la nostra. Posati sul citato prato dell'ex-ippodromo e, anche, sul prato a nord della Casalta, dove c'è un curioso abbeveratoio, memoria di un passato agricolo mica poi tanto lontano. La foto qui sotto è sua.


Rimangono le penne. Dai, un giorno le tiro fuori. Col pensiero che l'attuale entropia della mia abitazione potrebbe essere su livelli peggiori. Un incendio nel 1987 si era portato via tutto, facendo tabula rasa di qualche lustro di vita. Ma queste sono altre storie.

Matteo Barattieri

Comitato Parco di Monza

sabato 31 ottobre 2020

Tra vecchie dimore e graditi ritorni: picchi neri e piccoli aironi


25 ottobre 2020. Legno morto, alberi a terra, alberi spezzati: visioni magari non propriamente gradite ai più, soprattutto se poco addentro alla materia, ma da sempre affascinanti per il naturalista. Il giro di oggi non offre molto al binocolo del sottoscritto. In altri lidi, nella nostra Lombardia, girano invece interessanti specie migratrici. Chi si contenta... Ovvero, declinata in altra maniera, se decidi di far da vedetta in un luogo, devi beccarti anche le giornate di magra. Del resto, siam mica su al Pian di Spagna, dove le osservazioni di rilievo sono connotato settimanale se non quotidiano. 

In un bosco, in cerca di una vecchia conoscenza: l'albero secco e morto, dove l'amato picchio nero ha nidificato nel 2019. L'albero ci sarebbe ancora. Ma il destino carogna si è fatto beffe della nobiltà dell'inquilino. E del valore, tra il cronachistico e lo statistico, della nidificazione: la seconda di sempre in provincia di Monza e Brianza e la prima per il nostro Parco. La pianta è a terra, crollata. Talmente secca da non riuscire nemmeno a travolgere il sottobosco: il tronco - acero di monte, per completare il quadro - è letteralmente appoggiato su cespugli e alberi bassi che un tempo lo bordavano. E talmente secca da essersi anche rotta per l'impatto col suolo, come neanche un bicchiere che precipita su un pavimento. Pregusto già la possibilità di mettere le mani nel vecchio nido: una cavità. Idea sciagurata. Dimenticavo che da tempo il sito aveva cambiato inquilini: un bel nido di calabroni. 



Faccio tempo ad allontanarmi. Qualche calabrone è ancora in piena attività. E il picchio nero? Nessun problema: la natura sa il fatto suo, per dirla col grande Barry Commoner. Mica gandulott il nostro picchio. La specie cambia ogni anno il sito di nidificazione: mossa saggia per prevenire le azioni di malintenzionati soggetti. In ogni caso, la presenza dei calabroni avrebbe pensato a rintuzzare desideri riproduttivi del piciforme. Che se la canta, intanto, poco lontano.

La stagione fredda (si fa per dire) è accompagnata dall'arrivo regolare di qualche ospite. Il 17 ottobre ecco il primo gabbiano comune, almeno per il sottoscritto. Il 28 ottobre, la specie sarà ben rappresentata sulle acque del Laghetto della Villa Reale. Nessun conteggio ufficiale per il momento. Per quello, dobbiamo aspettare il mese di gennaio, per il censimento delle specie di uccelli acquatici in ogni dove sul Pianeta. 

Un conteggio invece viene dedicato agli aironi guardabuoi. 


Siamo ad oggi, 31 ottobre. In settimana, il 29 ottobre, un po' di individui (circa 50) han becchettato sul prato dell'ex-ippodromo (Mirabello, che dir si voglia). A segnalarli, l'Italo Magatti da Monza. La specie - chi ha qualche primavera in più se lo ricorderà - era un tempo tipicamente africana. Il nome deriva dall'abitudine di farsi scarrozzare sulla groppa di qualche bovino o altri animali simili. Lo scopo è intuibile: avere un punto panoramico da dove scrutare i prati ed individuare le prede, insetti e altri piccoli animali. Dagli anni '80, la specie ha raggiunto la nostra penisola. In Lombardia, nidificano nella Bassa e nella zona del Ticino. Con l'autunno e l'inverno raggiungono anche le nostre lande: tra le altre, l'area di Agrate Brianza, Caponago, Pessano con Bornago. Lo scorso anno, prime segnalazioni anche per il nostro Parco. Oggi, tutto esaurito al comunale ma sa diseva 'na voeulta. Il conteggio arriva a 111 individui. Misti a cornacchie grigie ed aironi cenerini, questi ultimi parenti stretti del più piccolo guardabuoi. I prati concimati in questi giorni sono molto attraenti: il letame della Cascina Molini di San Giorgio porta qui insetti e affini. Scene da Bassa Padana, insomma: memoria di un passato e - perchè no? - di un presente agricolo per il nostro Parco. E la vaca la maja, appunto. 


Matteo Barattieri

Comitato per il Parco di Monza

 





venerdì 17 aprile 2020

Te la do io la riconquista


Appaiono servizi giornalistici che dipingono il nostro territorio, e in primis il nostro Parco come oggetto di una sorta di riconquista da parte degli animali, conseguenza del blocco legato alla epidemia.
Le cronache  - con tanto di testimonianze fotografiche - parlano di volpi, aironi, lepri... E di un Lambro tornato trasparente, come per magia.

Tanta enfasi è davvero eccessiva, oltre che fuori luogo.
Le specie citate sopra son da sempre presenti nel Parco di Monza. La volpe conta qualche effettivo, con una popolazione tutto sommato stabile: l'assenza di questa specie sarebbe, quella sì, sorprendente. 
Idem per la lepre: non sono tanti gli esemplari che frequentano il luogo ma lo fanno da sempre.

Aironi cenerini? Quest'anno i nidi attivi sono 6. il numero fa riferimento a momenti che precedevano il blocco, ovvero all'inizio di marzo. Il numero costituisce un primato per il Parco, ed era consolidato molto prima dell'emergenza sanitaria.
Sugli scoiattoli è meglio non dilungarsi troppo: credo di essere uno dei pochi a non avere dedicato tempo a fotografarli.

Da ultimo, il Lambro: in questo periodo, raccontano sempre alcune cronache, sarebbe "tornato trasparente". Niente di più falso: le condizioni meteorologiche aiutano il fiume a scorrere placido e tranquillo. Conseguenza: le acque non sono torbide. Ma basterebbe andare con la memoria a tempi non certo remoti. E' normale che il nostro fiume attraversi questi periodi di calma. Durante i quali, senza andare troppo lontano, la Chiusa del Molino del Cantone presenta sempre le usuali schiume. 

Certo: l'inquinamento atmosferico è in calo. Ma l'uomo non è sparito dalla Terra. Continua ad essere presente, a produrre scorie e a consumare risorse. 
L'invito, per tutti, è ad evitare sensazionalismi. E a ragionare con un poco di spirito critico. 

Come popolo del binocolo, altrimenti detti birdwatcher, stiamo raccogliendo dati dal balcone (o dalla finestra) di casa. Si tratta di un progetto lanciato su scala nazionale. Le specie di uccelli osservate sono le solite. Dice: a Milano hanno censito un'aquila reale. Be', ho seguito in diretta l'evento via Whatsapp: grazie a Mauro Viganò, autore dell'osservazione. L'esemplare è passato in volo sui cieli della Madonnina. Gli uccelli hanno le ali: possono spostarsi su lunghe distanze e passare in luoghi apparentemente inusitati. Il dato è curioso ed interessante, certo. E può darci qualche indicazione sui movimenti di questa specie. Prendiamolo quindi con questo spirito, senza lanciarci in eretismi zoologici.

Sarebbe invece interessante valutare le conseguenze su altri gruppi animali, quali gli insetti, ovvero vedere se i parabrezza delle macchine dei pochi automobilisti in giro in questi giorni si riempiono, dopo tanti anni, di insetti volanti schiacciati da funesti impatti. Dubito questo avvenga. La natura potrebbe anche riprendere qualche spazio, vista la diminuita attività umana, ma anche la natura ha bisogno di tempi, e ragiona su intervalli, appunto temporali, medio-lunghi.

Matteo Barattieri - Comitato per il Parco di Monza

giovedì 12 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte 2: La voce degli aironi



Parco chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora: qualche testo e qualche immagine: antidoti alla nostalgia. E non solo immagini e testi....


La passione per la fotografia coinvolge tanti. Una moltitudine cerca quotidianamente l'istantanea se non della vita, almeno della giornata. Il sottoscritto, maledettamente inadatto a prendere in mano l'obiettivo, non è parte della tribù che va per la maggiore. Nossignori: la fotografia è per me mero strumento per documentare. Punto. Niente conati artistici. Niente - patetiche, nel caso - aspirazioni estetiche. 

Esiste, però, un altro mondo, più o meno parallelo a quello delle fotografie. Il mondo dei suoni, non propriamente contrapposto - va da sè - a quello delle immagini. Tonalità e sonorità del circostante, paesaggi acustici, fino alle emissioni vocali che contraddistinguono parlate, vernacoli ed idiomi: universi e magmi appassionanti, ebbene sì. E' in questi scenari che preferisco muovermi, quando il tempo lo concede. E per un naturalista, le emissioni vocali dei pennuti costituiscono campo di grande fascino ed interesse. Di più. in molti casi, la presenza di una specie di uccello può essere individuata solo grazie al suo canto o al suo richiamo.

Dove altri dan di digitale o smartphone, il sottoscritto maneggia microfoni e registratore. Ne esce una audioteca che può dare soddisfazioni. 

Una garzaia - ovvero una colonia di nidi di aironi - a poca distanza da casa, e nell'amato Parco costituisce occasione ghiotta. Purtroppo, va detto, la posizione non è delle migliori. La zona è tormentata dal passaggio di umani. La sensibilità del microfono, pur direzionale, capta anche tracce acustiche extra: chiacchiericcio, pedate di corridori, grida... 

7 marzo 2020. La mattina, sotto la garzaia, sotto i nidi. L'apparecchiatura immortala un po' di vocalizzazioni dei nostri aironi. Non aspettatevi, ovvio, gradevoli tracce acustiche. Vale il documento.

E analizziamo la documentazione. 
Le registrazioni sono caricate su una fantastica piattaforma: xeno canto. Potete ascoltare le tracce e potete scaricarle. 

Registrazione A
Un breve richiamo di un individuo.

Questo il relativo sonogramma: il grafico mostra: sull'asse verticale la frequenza (khz), sull'asse orizzontale il tempo (in secondi).


Registrazione B

Qui abbiamo due individui: A e B. 
Se ascoltate la traccia guardando il sonogramma, potete riconoscere i due aironi. I loro versi sono ben distinguibili. La registrazione ha anche immortalato il canto di un fringuello maschio (vedi sonogramma).



Registrazione C
Una serie di brevi richiami di un individuo.




Alla prossima
Matteo Barattieri