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domenica 17 aprile 2022

La garzaia: 7 nidi

 Dato del 9 aprile.

7 nidi attivi sul platano (sponda sinistra del Lambro). 1 nido sulla quercia europea (sponda destra del Lambro).






domenica 27 febbraio 2022

27 febbraio 2022 tra segnalazioni, mappaggi e aironi

 Una uscita per provare un mappaggio con l'applicazione Naturalist. E non solo.

Un breve percorso per provare il mappaggio utilizzando "la registrazione traccia" con la applicazione Naturalist.

L'immagine mostra alcuni punti (i cerchi): siamo nella prima parte del percorso. Ad ogni punto corrisponde la posizione di un volatile contattato. Ottimo risultato, in vista di una serie di lavori sul campo.
Questa la mappa, che può essere elaborata. In viola il percorso seguito.



Nei Giardini della Villa Reale, i cartelli che avvisano di non avvicinarsi alle querce monumentali sono da rifare: sono infatti spariti.




Alla garzaia, 4 nidi sono attivi.


Matteo Barattieri

giovedì 14 ottobre 2021

14 ottobre 2021 - Aironi guardabuoi: tanto rumore per (quasi) nulla?

 Aironi guardabuoi: tanto rumore per (quasi) nulla?
(foto di Linda Iungo)

Qualche giorno fa, 7 ottobre, segnalavo un possibile posatoio notturno di aironi guardabuoi, ovvero un punto in questi animali passano la notte in gruppo. Arrivavano successivamente altre segnalazioni. 
La cosa andava però verificata. Il comportamento dei nostri aironi lasciava qualche sospetto. Troppo fermi e tranquilli con l'alba trascorsa da qualche quarto d'ora. Fosse un dormitorio, ci aspetteremmo un muoversi dei pennuti in varie direzioni.

Oggi, un controllo. Arrivo in zona (il boschetto appena a ovest di Cascina Casalta) ben prima dell'alba. Nessun airone in vista. Ne arriverà uno alle 7.12 (ora solare), che riparte quasi subito.

Niente dormitorio, quindi. I raduni di guardabuoi dei giorni scorsi van visti per quello che erano: aggregazioni all'inizio della giornata, prima di incominciare la caccia di insetti e altro sui prati del Parco, e in particolare sul Prato del Mirabello, dove qualche ora dopo 81 esemplari saranno visibili.

Tanto rumore per nulla? Non direi: la situazione va seguita: chissà che i nostri non scelgano di nidificare qui. Vedaremm...


Matteo Barattieri


sabato 27 febbraio 2021

27 febbraio 2021 aggiornamento aironi

 Aggiornamento aironi.
In questo momento, 6 nidi attivi in tutto il Parco. 
Guano di airone cenerino nella foto, per gli appassionati di tracce.


Episodio carino anni fa. Sotto una garzaia nel Parco del Ticino Lombardo: una doccia estemporanea di feci di aironi. Roba che capita. Parentesi: eravamo autorizzati ad accedere alla garzaia. Ad accompagnarci il Serafino, ex-guardiacaccia, un autentico personaggio. Gente del Ticino, gente del Lambro.
Matteo Barattieri

mercoledì 10 febbraio 2021

Voci di aironi

Dalla garzaia del Parco.
Registrazione del periodo primavera-estate 2020.

Qui la registrazione
Gli aironi al nido

Qui il sonogramma, ottenuto col programma Kaleidoscope.


Due individui di airone cenerino: sono indicati sul sonogramma.

Anche un fringuello in canto si inserisce nella traccia.

Matteo Barattieri








lunedì 31 agosto 2020

Dopo la tromba d'aria: nella garzaia

 

31 agosto 2020. Il Checco - all'anagrafe Francesco Ornaghi - segnala che la garzaia (colonia di aironi, per chi non mastica) del Parco ha perso un albero. Proprio il Taxodium distichum (cipresso calvo) che ospitava più di un nido. La tromba d'aria del 28 agosto ha colpito la pianta.

Le immagini del Checco non lasciano dubbi: l'albero è steso a terra, per sempre. Fiuto - neanche da dire - il colpaccio. Stai a vedere che rimedio un nido di airone. Destino empio e baro: giunto sul posto, lo scenario rintuzza ogni conato collezionistico. L'intrico di rami a terra impedisce anche solo di cercare uno dei nidi. Sarà per un'altra volta. 



Il tronco attraversa il vecchio Lambro. Quelli del Consorzio Parco e Villa Reale hanno già fatto il sopralluogo del caso, spiegava il Checco.


Sarà carino vedere se gli aironi torneranno a nidificare qui, cosa molto probabile, ormai sono fedeli al sito da tempo.

In giro c'erano i resti di un airone. Morto da tempo. Ormai decomposto. Non so se predato o meno. Di sicuro, qualche carnivoro si è nutrito del volatile: le penne erano spezzate.


Matteo Barattieri - Comitato per il Parco di Monza

giovedì 12 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte 2: La voce degli aironi



Parco chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora: qualche testo e qualche immagine: antidoti alla nostalgia. E non solo immagini e testi....


La passione per la fotografia coinvolge tanti. Una moltitudine cerca quotidianamente l'istantanea se non della vita, almeno della giornata. Il sottoscritto, maledettamente inadatto a prendere in mano l'obiettivo, non è parte della tribù che va per la maggiore. Nossignori: la fotografia è per me mero strumento per documentare. Punto. Niente conati artistici. Niente - patetiche, nel caso - aspirazioni estetiche. 

Esiste, però, un altro mondo, più o meno parallelo a quello delle fotografie. Il mondo dei suoni, non propriamente contrapposto - va da sè - a quello delle immagini. Tonalità e sonorità del circostante, paesaggi acustici, fino alle emissioni vocali che contraddistinguono parlate, vernacoli ed idiomi: universi e magmi appassionanti, ebbene sì. E' in questi scenari che preferisco muovermi, quando il tempo lo concede. E per un naturalista, le emissioni vocali dei pennuti costituiscono campo di grande fascino ed interesse. Di più. in molti casi, la presenza di una specie di uccello può essere individuata solo grazie al suo canto o al suo richiamo.

Dove altri dan di digitale o smartphone, il sottoscritto maneggia microfoni e registratore. Ne esce una audioteca che può dare soddisfazioni. 

Una garzaia - ovvero una colonia di nidi di aironi - a poca distanza da casa, e nell'amato Parco costituisce occasione ghiotta. Purtroppo, va detto, la posizione non è delle migliori. La zona è tormentata dal passaggio di umani. La sensibilità del microfono, pur direzionale, capta anche tracce acustiche extra: chiacchiericcio, pedate di corridori, grida... 

7 marzo 2020. La mattina, sotto la garzaia, sotto i nidi. L'apparecchiatura immortala un po' di vocalizzazioni dei nostri aironi. Non aspettatevi, ovvio, gradevoli tracce acustiche. Vale il documento.

E analizziamo la documentazione. 
Le registrazioni sono caricate su una fantastica piattaforma: xeno canto. Potete ascoltare le tracce e potete scaricarle. 

Registrazione A
Un breve richiamo di un individuo.

Questo il relativo sonogramma: il grafico mostra: sull'asse verticale la frequenza (khz), sull'asse orizzontale il tempo (in secondi).


Registrazione B

Qui abbiamo due individui: A e B. 
Se ascoltate la traccia guardando il sonogramma, potete riconoscere i due aironi. I loro versi sono ben distinguibili. La registrazione ha anche immortalato il canto di un fringuello maschio (vedi sonogramma).



Registrazione C
Una serie di brevi richiami di un individuo.




Alla prossima
Matteo Barattieri


mercoledì 11 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte prima: La garzaia

FOTO DI MARIO CERCHIAI

Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora, dedichiamo al nostro amato luogo una serie di testi e di immagini.
Ringraziamo il bravo Mario Cerchiai per averci concesso le sue foto. Avanti così, Mario.

La garzaia




E’ il 2014. Giugno. Mi ferma, nel Parco, l’Edoardo Viganò da Villasanta. Per chi non lo conoscesse, l’Edoardo è un grande fotografo naturalistico. Autore di veri e propri gioiellini, con il suo obiettivo. Non è un professionista, il Viganò: svolge questa sua attività da puro amatore, anche se le sue istantanee trovano spazio nelle pubblicazioni del settore. Se dovesse fare un bilancio economico di questa sua passione, sarebbe “profondo rosso”, per usare le sue parole. “e ‘l niasc dal cenerino?”, gli domando. Il bravo Viganò aveva segnalato qualche tempo prima la nidificazione dell’airone cenerino in quel di Villasanta. Si tratta di un evento di assoluta rilevanza. La prima nidificazione della specie nella nostra provincia, dopo quella del 1998, segnalata da quel simpatico pazzoide del Mario Colantonio da Renate.



Non sono solo quel giorno: con me, la comitiva dei ragazzi di una settimana verde nel nostro Parco. Il Viganò ci porta nel giardino di una ditta, appena fuori dalla mura. Un albero isolato, sulla riva di un laghetto artificiale. È in cima a quella pianta che la coppia di aironi aveva fatto il nido. L’albero è un esotico. Il tronco è alto giusto qualche metro (vado a memoria), e la sua chioma è stata sagomata in modo da formare una sorta di coppa, fitta di rami. Curioso che i cenerini si siano insediati qui. Ma mica tanto strano: il luogo non è molto disturbato.




Passeranno un paio di anni. Quello che avevamo visitato – quasi inutilmente avevo cercato tracce della specie nel prato, ricordo giusto una penna o due – può essere considerato, a distanza di tempo, una sorta di embrione della successiva garzaia. Garzaia: il termine indica una colonia di nidi, formata da uccelli del gruppo degli aironi. In alcune zone della Pianura Padana, e per la precisione della Bassa, queste colonie possono raggruppare un numero alto di nidi, fino a qualche centinaio o, anche, qualche migliaio. Un gruppo di lavoro, coordinato dal Professor Mauro Fasola, è attivo da tempo, dal 1972, e tiene una banca dati del fenomeno. Si potrebbe parlare a lungo. Solo un paio di note. Le garzaie possono essere mono- o plurispecifiche (ovvero formate da una sola o più specie). Una raccolta di dati naturalistici, quella sulle garzaie, su un arco di tempo così ampio (circa 50 anni) non è fatto comune in Italia: solo per lo stambecco abbiamo un intervallo di tempo più ampio, dal 1965.
2016. Il Giuseppe Redaelli segnala un gruppo di nidi al Parco di Monza. Airone cenerino, appunto: 3 nidi. E garzaia – puro prodotto locale – fu: la prima per il nostro territorio. Parte una operazione di controllo e censimento, che terrà sotto controllo la situazione. E qui occorre utile divagazione. Le garzaie non sono, in genere, luoghi avvicinabili. Bisogna tenere una distanza di rispetto, almeno 100 metri: in caso contrario, si causerebbe grave disturbo, col rischio anche di perdere la covata. Esistono poi le curiose garzaie localizzate in luoghi molto frequentati dall’uomo: una strana schizofrenia, dettata dalla psicologia di questo gruppo di animali, non ancora profondamente compresa. Chissà, probabilmente colgono dove non c’è particolare disturbo.
Certo, la colonia del nostro Parco è proprio piazzata in un luogo molto frequentato: ciclisti e corridori anche sotto i nidi – peraltro sistemati molto in alto, i nidi non gli umani citati –, comitive e famigliole, mezzi motorizzati, mentre il prato a poca distanza è classica meta per gitanti con spuntini al sacco annessi.




La stampa locale pubblica la notizia con tanto di foto. Quasi ribalto una cronista al telefono: “sarebbe stato meglio non diffondere la cosa… arriveranno masse di fotografi…”. Pessimismo e negatività del sottoscritto, al solito. La realtà sarebbe stata ben diversa. Nessun problema per i nostri aironi. Che continuano imperterriti a nidificare nel nostro Parco.

3 nidi nel 2016 e nel 2017; 4 nidi nel 2018 e nel 2019. Questi i numeri per gli anni scorsi.
Quest’anno, la comitiva subisce un incremento: siamo a 6 nidi a tutto il 7 marzo. Giusto un dettaglio: 3 nidi su una quercia europea, 2 nidi su un Taxodium distichum (cipresso calvo), 1 nido su un platano.
Le belle immagini di Mario Cerchiai, sempre bravo, sono state scattate nel nostro Parco.
Una colonia ormai consolidata, dunque. “ah, lei è un appassionato?” – capita che mi chieda chi mi vede girare per il Parco col binocolo – “sa che ci sono tanti aironi?...”, con a seguire il classico “li vedo sempre…”.


Matteo Barattieri

martedì 25 febbraio 2020

Brevi dal Parco: tra picchi neri e aironi


24 febbraio 2020
Aggiornamenti

Garzaia del Parco di Monza. 
5 nidi attivi. Dettaglio: 3 su una quercia europea, 1 su un Taxodium disticum (cipresso calvo), 1 su platano.


Picchio nero
Indagine sulla specie nel territorio del Parco della Valle del Lambro, Parco di Monza compreso.
Territorio diviso in quadrati di 1 km di lato. In ogni quadrato, un punto di stazione in posizione centrale: stimolazione della specie con uso di richiami.
Finora, esaminati 35 quadrati. 2 hanno dato esito positivo; nel Parco di Monza e nella Valle del Pegorino. Lo studio proseguirà anche nel mese di marzo, fino a coprire l'intera area da Monza ai Laghi di Alserio e Pusiano.

Successivamente, sarà approfondita la ricerca con transetti nelle aree di potenziale presenza.


Matteo Barattieri

domenica 9 febbraio 2020

9 febbraio 2020 - tra picchi e dintorni


Uscita al Parco questa mattina.
Obiettivo: indagini sui picchi.
Percorso un transetto che ha tagliato buona parte dell'area.

Bottino non malvagio.
Picchio verde: 8 individui.
Picchio rosso maggiore: 4 individui.

Ma il protagonista è sempre lui: il picchio nero.
Specie un tempo confinata nelle aree montane, da qualche anno ha esteso il suo areale anche nei settori di pianura.
E lo scorso anno ha nidificato per la prima volta nel Parco di Monza.
Oggi osservata una coppia in attività, con comportamento marcatamente territoriale.

Visto anche un bello sparviere: una femmina, con buona probabilità. Specie sempre affascinante, e non facile da contattare.

Per finire: la garzaia, termine che indica una colonia ovvero un gruppo di nidi di aironi.
4 nidi attivi: non male. Sempre nello stesso posto.

Matteo Barattieri