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martedì 29 dicembre 2020

Atlante Europeo degli Uccelli Nidificanti: ci siamo anche noi

Fresco di stampa. L'EBBA: European Breeding Bird Atlas è appena uscito.
Seconda edizione. Aggiornato con gli ultimi dati.



Ci siamo anche noi. Anche la nostra provincia di Monza e Brianza. Ebbene sì: le osservazioni che abbiamo raccolto negli anni scorsi, inserite poi sulla piattaforma Ornitho, sono finite nella banca dati europea.

Una piccola soddisfazione. E un grazie per gli altri che han collaborato col sottoscritto. 
Il Parco di Monza, va però detto, non venne considerato dai rilevamenti. La metodologia seguita prevedeva di suddividere il territorio in un reticolo formato da celle. Tra le celle, il sistema ne sceglieva alcune prefissandole in maniera casuale. Poco male: l'importante è aver contribuito all'operazione. 
Un grazie va anche a quel simpatico svizzero che all'anagrafe fa Roberto Lardelli, coordinatore di Ornitho, e tutti quelli che han lavorato a questo splendido volume.

Se vi interessa ordinarlo, potete andare qui

Matteo Barattieri

giovedì 12 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte 2: La voce degli aironi



Parco chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora: qualche testo e qualche immagine: antidoti alla nostalgia. E non solo immagini e testi....


La passione per la fotografia coinvolge tanti. Una moltitudine cerca quotidianamente l'istantanea se non della vita, almeno della giornata. Il sottoscritto, maledettamente inadatto a prendere in mano l'obiettivo, non è parte della tribù che va per la maggiore. Nossignori: la fotografia è per me mero strumento per documentare. Punto. Niente conati artistici. Niente - patetiche, nel caso - aspirazioni estetiche. 

Esiste, però, un altro mondo, più o meno parallelo a quello delle fotografie. Il mondo dei suoni, non propriamente contrapposto - va da sè - a quello delle immagini. Tonalità e sonorità del circostante, paesaggi acustici, fino alle emissioni vocali che contraddistinguono parlate, vernacoli ed idiomi: universi e magmi appassionanti, ebbene sì. E' in questi scenari che preferisco muovermi, quando il tempo lo concede. E per un naturalista, le emissioni vocali dei pennuti costituiscono campo di grande fascino ed interesse. Di più. in molti casi, la presenza di una specie di uccello può essere individuata solo grazie al suo canto o al suo richiamo.

Dove altri dan di digitale o smartphone, il sottoscritto maneggia microfoni e registratore. Ne esce una audioteca che può dare soddisfazioni. 

Una garzaia - ovvero una colonia di nidi di aironi - a poca distanza da casa, e nell'amato Parco costituisce occasione ghiotta. Purtroppo, va detto, la posizione non è delle migliori. La zona è tormentata dal passaggio di umani. La sensibilità del microfono, pur direzionale, capta anche tracce acustiche extra: chiacchiericcio, pedate di corridori, grida... 

7 marzo 2020. La mattina, sotto la garzaia, sotto i nidi. L'apparecchiatura immortala un po' di vocalizzazioni dei nostri aironi. Non aspettatevi, ovvio, gradevoli tracce acustiche. Vale il documento.

E analizziamo la documentazione. 
Le registrazioni sono caricate su una fantastica piattaforma: xeno canto. Potete ascoltare le tracce e potete scaricarle. 

Registrazione A
Un breve richiamo di un individuo.

Questo il relativo sonogramma: il grafico mostra: sull'asse verticale la frequenza (khz), sull'asse orizzontale il tempo (in secondi).


Registrazione B

Qui abbiamo due individui: A e B. 
Se ascoltate la traccia guardando il sonogramma, potete riconoscere i due aironi. I loro versi sono ben distinguibili. La registrazione ha anche immortalato il canto di un fringuello maschio (vedi sonogramma).



Registrazione C
Una serie di brevi richiami di un individuo.




Alla prossima
Matteo Barattieri


mercoledì 11 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte prima: La garzaia

FOTO DI MARIO CERCHIAI

Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora, dedichiamo al nostro amato luogo una serie di testi e di immagini.
Ringraziamo il bravo Mario Cerchiai per averci concesso le sue foto. Avanti così, Mario.

La garzaia




E’ il 2014. Giugno. Mi ferma, nel Parco, l’Edoardo Viganò da Villasanta. Per chi non lo conoscesse, l’Edoardo è un grande fotografo naturalistico. Autore di veri e propri gioiellini, con il suo obiettivo. Non è un professionista, il Viganò: svolge questa sua attività da puro amatore, anche se le sue istantanee trovano spazio nelle pubblicazioni del settore. Se dovesse fare un bilancio economico di questa sua passione, sarebbe “profondo rosso”, per usare le sue parole. “e ‘l niasc dal cenerino?”, gli domando. Il bravo Viganò aveva segnalato qualche tempo prima la nidificazione dell’airone cenerino in quel di Villasanta. Si tratta di un evento di assoluta rilevanza. La prima nidificazione della specie nella nostra provincia, dopo quella del 1998, segnalata da quel simpatico pazzoide del Mario Colantonio da Renate.



Non sono solo quel giorno: con me, la comitiva dei ragazzi di una settimana verde nel nostro Parco. Il Viganò ci porta nel giardino di una ditta, appena fuori dalla mura. Un albero isolato, sulla riva di un laghetto artificiale. È in cima a quella pianta che la coppia di aironi aveva fatto il nido. L’albero è un esotico. Il tronco è alto giusto qualche metro (vado a memoria), e la sua chioma è stata sagomata in modo da formare una sorta di coppa, fitta di rami. Curioso che i cenerini si siano insediati qui. Ma mica tanto strano: il luogo non è molto disturbato.




Passeranno un paio di anni. Quello che avevamo visitato – quasi inutilmente avevo cercato tracce della specie nel prato, ricordo giusto una penna o due – può essere considerato, a distanza di tempo, una sorta di embrione della successiva garzaia. Garzaia: il termine indica una colonia di nidi, formata da uccelli del gruppo degli aironi. In alcune zone della Pianura Padana, e per la precisione della Bassa, queste colonie possono raggruppare un numero alto di nidi, fino a qualche centinaio o, anche, qualche migliaio. Un gruppo di lavoro, coordinato dal Professor Mauro Fasola, è attivo da tempo, dal 1972, e tiene una banca dati del fenomeno. Si potrebbe parlare a lungo. Solo un paio di note. Le garzaie possono essere mono- o plurispecifiche (ovvero formate da una sola o più specie). Una raccolta di dati naturalistici, quella sulle garzaie, su un arco di tempo così ampio (circa 50 anni) non è fatto comune in Italia: solo per lo stambecco abbiamo un intervallo di tempo più ampio, dal 1965.
2016. Il Giuseppe Redaelli segnala un gruppo di nidi al Parco di Monza. Airone cenerino, appunto: 3 nidi. E garzaia – puro prodotto locale – fu: la prima per il nostro territorio. Parte una operazione di controllo e censimento, che terrà sotto controllo la situazione. E qui occorre utile divagazione. Le garzaie non sono, in genere, luoghi avvicinabili. Bisogna tenere una distanza di rispetto, almeno 100 metri: in caso contrario, si causerebbe grave disturbo, col rischio anche di perdere la covata. Esistono poi le curiose garzaie localizzate in luoghi molto frequentati dall’uomo: una strana schizofrenia, dettata dalla psicologia di questo gruppo di animali, non ancora profondamente compresa. Chissà, probabilmente colgono dove non c’è particolare disturbo.
Certo, la colonia del nostro Parco è proprio piazzata in un luogo molto frequentato: ciclisti e corridori anche sotto i nidi – peraltro sistemati molto in alto, i nidi non gli umani citati –, comitive e famigliole, mezzi motorizzati, mentre il prato a poca distanza è classica meta per gitanti con spuntini al sacco annessi.




La stampa locale pubblica la notizia con tanto di foto. Quasi ribalto una cronista al telefono: “sarebbe stato meglio non diffondere la cosa… arriveranno masse di fotografi…”. Pessimismo e negatività del sottoscritto, al solito. La realtà sarebbe stata ben diversa. Nessun problema per i nostri aironi. Che continuano imperterriti a nidificare nel nostro Parco.

3 nidi nel 2016 e nel 2017; 4 nidi nel 2018 e nel 2019. Questi i numeri per gli anni scorsi.
Quest’anno, la comitiva subisce un incremento: siamo a 6 nidi a tutto il 7 marzo. Giusto un dettaglio: 3 nidi su una quercia europea, 2 nidi su un Taxodium distichum (cipresso calvo), 1 nido su un platano.
Le belle immagini di Mario Cerchiai, sempre bravo, sono state scattate nel nostro Parco.
Una colonia ormai consolidata, dunque. “ah, lei è un appassionato?” – capita che mi chieda chi mi vede girare per il Parco col binocolo – “sa che ci sono tanti aironi?...”, con a seguire il classico “li vedo sempre…”.


Matteo Barattieri

martedì 17 settembre 2019

Anche il Parco di Monza al Convegno Italiano di Ornitologia 2019

Ci sarà anche il Parco al prossimo Convegno Italiano di Ornitologia (CIO XX).

Settimana prossima a Napoli: 25-29 settembre 2019.

Presentiamo un poster sui nidificanti. Frutto delle attività svolte negli anni, e dei censimenti effettuati quest'anno.

Potete scaricare il pdf del poster da questo blog.
Oppure direttamente da qui

Poster Convegno Ornitologia 2019

La grafica è pessima, e me ne assumo le responsabilità.

Un grazie a tutti i miei collaboratori.

Matteo Barattieri