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domenica 17 aprile 2022

La garzaia: 7 nidi

 Dato del 9 aprile.

7 nidi attivi sul platano (sponda sinistra del Lambro). 1 nido sulla quercia europea (sponda destra del Lambro).






domenica 27 febbraio 2022

27 febbraio 2022 tra segnalazioni, mappaggi e aironi

 Una uscita per provare un mappaggio con l'applicazione Naturalist. E non solo.

Un breve percorso per provare il mappaggio utilizzando "la registrazione traccia" con la applicazione Naturalist.

L'immagine mostra alcuni punti (i cerchi): siamo nella prima parte del percorso. Ad ogni punto corrisponde la posizione di un volatile contattato. Ottimo risultato, in vista di una serie di lavori sul campo.
Questa la mappa, che può essere elaborata. In viola il percorso seguito.



Nei Giardini della Villa Reale, i cartelli che avvisano di non avvicinarsi alle querce monumentali sono da rifare: sono infatti spariti.




Alla garzaia, 4 nidi sono attivi.


Matteo Barattieri

sabato 18 dicembre 2021

Storia di un airone (seconda parte) testo e foto di Mario Maino

 Mario Maino ci fornisce altri dettagli sull'airone soccorso questa settimana.
Ecco il suo testo e le sue foto.

16/12/21 - Villa Reale - Laghetto piccolo.
Un ricordo dell' Airone che ci ha lasciato, nelle sue ultime ore di vita.
Ore 11,30 mi dirigo verso il laghetto sotto la cascatella e noto l' Airone. Mi aspetto che da un momento all' altro spicca il volo perché infastidito dalla mia presenza, ma non è così, fa solo qualche lento passo verso l' alto. Scatto qualche foto a debita distanza e me ne vado.
Ore 11,45 mi telefona Matteo Barattieri per dirmi che c'è un Airone ferito al laghetto, sono già stati avvisati alcuni enti di soccorso preposti, ma è meglio recarsi sul posto, potrebbe esserci qualche cane non al guinzaglio che lo può attaccare.
Ore 11,53 ritorno al laghetto, dove trovo altre persone insospettite dallo strano comportamento. L' Airone, osservato da più parti, probabilmente in forma di difesa si ripiega su se stesso, poi arriveranno i soccorritori. Si saprà poi che non era ferito, come spiegato in altro post da Matteo.









Storia di un airone

 Giovedì 16 dicembre 2021, arriva la comunicazione, da Grazia Maria Clerici, sul gruppo Facebook Parco di Monza per sempre:
""""""
Ore 9 16/12/2021 - Segnalo airone con ala spezzata nella roggia sotto il laghetto dove iniziano le roccette. Qualcuno competente può intervenire?
""""
La foto è della stessa Clerici.



Si mobilitano in più persone, tra i Park Angels in particolare. 
L'esemplare viene portato rapidamente a Vanzago, al Centro Recupero Animali Selvatici. Non appare in buone condizioni. In realtà, non ha una ala spezzata, e non sembra affetto da patologie o aver subito infortuni. Qualcuno dichiara che era già in zona dal giorno prima.
Ci lascerà il giorno dopo, il 17 dicembre. Probabilmente, era giunto alla fine del suo cammino.

Matteo Barattieri
 

sabato 27 febbraio 2021

27 febbraio 2021 aggiornamento aironi

 Aggiornamento aironi.
In questo momento, 6 nidi attivi in tutto il Parco. 
Guano di airone cenerino nella foto, per gli appassionati di tracce.


Episodio carino anni fa. Sotto una garzaia nel Parco del Ticino Lombardo: una doccia estemporanea di feci di aironi. Roba che capita. Parentesi: eravamo autorizzati ad accedere alla garzaia. Ad accompagnarci il Serafino, ex-guardiacaccia, un autentico personaggio. Gente del Ticino, gente del Lambro.
Matteo Barattieri

mercoledì 10 febbraio 2021

Voci di aironi

Dalla garzaia del Parco.
Registrazione del periodo primavera-estate 2020.

Qui la registrazione
Gli aironi al nido

Qui il sonogramma, ottenuto col programma Kaleidoscope.


Due individui di airone cenerino: sono indicati sul sonogramma.

Anche un fringuello in canto si inserisce nella traccia.

Matteo Barattieri








mercoledì 3 febbraio 2021

Istantanee invernali - 12 gennaio 2021 Paperi in inverno: il conteggio IWC

FOTO: MASSIMO RIZZOLI

Il punto di partenza è sempre quello, per un appuntamento consolidato: la sponda del Laghetto della Villa Reale. IWC: International Waterbird Census. I pennuti contano o contare i pennuti? Il gioco di parole suona come mica tanto originale prologo. Conteggi e censimenti: le scienze naturali ne fanno base fondante per tanti lavori. Dati, elaborazioni, modelli: il cammino può essere lungo, e comincia spesso e volentieri dal campo, tra le difficoltà del caso. IWC: censimento internazionale degli uccelli acquatici. L'acronimo è in inglese, ma mica per qualche forma di snobismo o in ossequio ad una ammorbante tendenza. Nossignori: l'operazione si svolge a livello mondiale. 
Obbiettivo: contare gli uccelli acquatici svernanti. Si ricava in questo modo una fotografia sulla entità delle popolazioni delle varie specie. Gennaio è mese ideale per queste operazioni.



Se escludiamo alcuni pendolarismi giornalieri – che interessano specie come i cormorani e i gabbiani; questi ultimi ritratti in una bellissima danza dal nostro Massimo Rizzoli –, questi uccelli rimangono nelle zone di svernamento. Una rete che comprende professionisti del settore, mondo universitario compreso, appassionati dilettanti e affini si attiva per effettuare i conteggi nelle varie zone umide: litorali e laghi, fiumi e stagni...
Non ci muove però a caso. Esiste una lista ben precisa: ogni sito ha un proprio numero anzi un codice. Mica tutte le zone d'acqua sono inserite nell'elenco. Prendiamo la Valle del Lambro, ad esempio, ovvero la zona che parte dai Laghi di Alserio e Pusiano e arriva fino a Monza. In questa fascia di territorio, non tutta l'asta del nostro Fiume viene compresa. Ma solo il tratto nel Parco di Monza. Ad esso si aggiungono alcuni specchi d'acqua, i citati Laghi compresi. Tra i bacini inseriti, anche il Laghetto della Villa Reale e il Laghetto della Valle dei Sospiri. 
Tutto cominciò nel 2002 per il sottoscritto, contattato dall'allora referente lombardo, Diego Rubolini. Curiosamente, all'inizio i Laghetti non erano considerati da Rubilini, che li avrebbe aggiunti dopo. l'attività è svolta titolo puramente volontario, gratis et amore dei, insomma. Un tempo, giravano addirittura dei buoni benzina, munificamente messi a disposizione dalle province. Arrivarono anche al sottoscritto: puntualmente li ho girati ad amici. 

L'edizione di quest'anno è condizionata. Protocolli covid, malnato destino. Dobbiamo rinunciare, noi del CROS Varenna, ai conteggi su aree ampie: il Lario tanto per intenderci. Niente galoppata in bici per chi scrive: il tratto Mandello - Lecco, negli ultimi anni. Prima ancora fu il percorso Varenna - Lecco. Magia del Lago più bello del mondo. Pezzo di strada in bici, sosta in un punto prefissato, binocolo (con cannocchiale in aiuto alla bisogna), conteggio, pezzo di strada in bici. Bici che si è sempre rivelata più rapida dell'automobile: ho fatto, in qualche caso, lo stesso percorso in macchina, con altre persone, impiegando più tempo. Nel passato, e qui si inserisce la nota storica, il censimento lariano veniva compiuto da pochissimi ardimentosi dallo scafo di una barca, da Colico fino a Lecco. Ore e ore insomma, con la Breva e il Tivano a tormentare i malcapitati globi oculari. Racconti da serata davanti al camino, oggi, con qualche dettaglio oltre i limiti del romanzesco: una barca - fornita in prestito da conoscenti - clamorosamente danneggiata.

Nel nostro Parco, la situazione va via liscia. Unico problema: eventuali disturbi da parte di passanti, lungo la sponda del Lambro. E il timore di movimenti stravaganti da parte dei pennuti. Ma domina, sempre, il generale Inverno: i nostri volatili se ne rimangono in genere abbastanza tranquilli.

Numeri sempre bassi, tendenza ormai consolidata negli ultimi anni.
I germani reali sono 95; 7 le anatre germanate, il termine indica i germani dai colori pasticciati, risultato di incroci e ibridazioni in cattività. 
Le anatre mandarine sono assenti al Laghetto della Villa Reale. Si faranno vive lungo le sponde del vecchio Lambro: 7 esemplari. I numeri alti di anni fa - siamo anche arrivati a 45 - sono roba d'altri tempi. Un cormorano, 2 aironi cenerini. Le simpatiche gallinelle sono 7. I gabbiani comuni fanno in totale 52.

Rimane la roba da pollaio, al Laghetto della Villa Reale. 5 oche domestiche; 1 oca cigno (l'altro esemplare è nelle mani di veterinari). 
Per cormorani e gabbiani i conteggi presi in considerazione sono quelli svolti al tramonto nei dormitori, ovvero nei luoghi dove si concentrano per trascorrere la note. Per i posatoi notturni dei gabbiani più vicini bisogna portarsi in quel del Lecchese. Per il cormorano, avremmo anche una località dalle nostre parti. Ma è fuori Monza: sarà per il prossimo anno.

Matteo Barattieri

lunedì 31 agosto 2020

Dopo la tromba d'aria: nella garzaia

 

31 agosto 2020. Il Checco - all'anagrafe Francesco Ornaghi - segnala che la garzaia (colonia di aironi, per chi non mastica) del Parco ha perso un albero. Proprio il Taxodium distichum (cipresso calvo) che ospitava più di un nido. La tromba d'aria del 28 agosto ha colpito la pianta.

Le immagini del Checco non lasciano dubbi: l'albero è steso a terra, per sempre. Fiuto - neanche da dire - il colpaccio. Stai a vedere che rimedio un nido di airone. Destino empio e baro: giunto sul posto, lo scenario rintuzza ogni conato collezionistico. L'intrico di rami a terra impedisce anche solo di cercare uno dei nidi. Sarà per un'altra volta. 



Il tronco attraversa il vecchio Lambro. Quelli del Consorzio Parco e Villa Reale hanno già fatto il sopralluogo del caso, spiegava il Checco.


Sarà carino vedere se gli aironi torneranno a nidificare qui, cosa molto probabile, ormai sono fedeli al sito da tempo.

In giro c'erano i resti di un airone. Morto da tempo. Ormai decomposto. Non so se predato o meno. Di sicuro, qualche carnivoro si è nutrito del volatile: le penne erano spezzate.


Matteo Barattieri - Comitato per il Parco di Monza

venerdì 17 aprile 2020

Te la do io la riconquista


Appaiono servizi giornalistici che dipingono il nostro territorio, e in primis il nostro Parco come oggetto di una sorta di riconquista da parte degli animali, conseguenza del blocco legato alla epidemia.
Le cronache  - con tanto di testimonianze fotografiche - parlano di volpi, aironi, lepri... E di un Lambro tornato trasparente, come per magia.

Tanta enfasi è davvero eccessiva, oltre che fuori luogo.
Le specie citate sopra son da sempre presenti nel Parco di Monza. La volpe conta qualche effettivo, con una popolazione tutto sommato stabile: l'assenza di questa specie sarebbe, quella sì, sorprendente. 
Idem per la lepre: non sono tanti gli esemplari che frequentano il luogo ma lo fanno da sempre.

Aironi cenerini? Quest'anno i nidi attivi sono 6. il numero fa riferimento a momenti che precedevano il blocco, ovvero all'inizio di marzo. Il numero costituisce un primato per il Parco, ed era consolidato molto prima dell'emergenza sanitaria.
Sugli scoiattoli è meglio non dilungarsi troppo: credo di essere uno dei pochi a non avere dedicato tempo a fotografarli.

Da ultimo, il Lambro: in questo periodo, raccontano sempre alcune cronache, sarebbe "tornato trasparente". Niente di più falso: le condizioni meteorologiche aiutano il fiume a scorrere placido e tranquillo. Conseguenza: le acque non sono torbide. Ma basterebbe andare con la memoria a tempi non certo remoti. E' normale che il nostro fiume attraversi questi periodi di calma. Durante i quali, senza andare troppo lontano, la Chiusa del Molino del Cantone presenta sempre le usuali schiume. 

Certo: l'inquinamento atmosferico è in calo. Ma l'uomo non è sparito dalla Terra. Continua ad essere presente, a produrre scorie e a consumare risorse. 
L'invito, per tutti, è ad evitare sensazionalismi. E a ragionare con un poco di spirito critico. 

Come popolo del binocolo, altrimenti detti birdwatcher, stiamo raccogliendo dati dal balcone (o dalla finestra) di casa. Si tratta di un progetto lanciato su scala nazionale. Le specie di uccelli osservate sono le solite. Dice: a Milano hanno censito un'aquila reale. Be', ho seguito in diretta l'evento via Whatsapp: grazie a Mauro Viganò, autore dell'osservazione. L'esemplare è passato in volo sui cieli della Madonnina. Gli uccelli hanno le ali: possono spostarsi su lunghe distanze e passare in luoghi apparentemente inusitati. Il dato è curioso ed interessante, certo. E può darci qualche indicazione sui movimenti di questa specie. Prendiamolo quindi con questo spirito, senza lanciarci in eretismi zoologici.

Sarebbe invece interessante valutare le conseguenze su altri gruppi animali, quali gli insetti, ovvero vedere se i parabrezza delle macchine dei pochi automobilisti in giro in questi giorni si riempiono, dopo tanti anni, di insetti volanti schiacciati da funesti impatti. Dubito questo avvenga. La natura potrebbe anche riprendere qualche spazio, vista la diminuita attività umana, ma anche la natura ha bisogno di tempi, e ragiona su intervalli, appunto temporali, medio-lunghi.

Matteo Barattieri - Comitato per il Parco di Monza

giovedì 12 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte 2: La voce degli aironi



Parco chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora: qualche testo e qualche immagine: antidoti alla nostalgia. E non solo immagini e testi....


La passione per la fotografia coinvolge tanti. Una moltitudine cerca quotidianamente l'istantanea se non della vita, almeno della giornata. Il sottoscritto, maledettamente inadatto a prendere in mano l'obiettivo, non è parte della tribù che va per la maggiore. Nossignori: la fotografia è per me mero strumento per documentare. Punto. Niente conati artistici. Niente - patetiche, nel caso - aspirazioni estetiche. 

Esiste, però, un altro mondo, più o meno parallelo a quello delle fotografie. Il mondo dei suoni, non propriamente contrapposto - va da sè - a quello delle immagini. Tonalità e sonorità del circostante, paesaggi acustici, fino alle emissioni vocali che contraddistinguono parlate, vernacoli ed idiomi: universi e magmi appassionanti, ebbene sì. E' in questi scenari che preferisco muovermi, quando il tempo lo concede. E per un naturalista, le emissioni vocali dei pennuti costituiscono campo di grande fascino ed interesse. Di più. in molti casi, la presenza di una specie di uccello può essere individuata solo grazie al suo canto o al suo richiamo.

Dove altri dan di digitale o smartphone, il sottoscritto maneggia microfoni e registratore. Ne esce una audioteca che può dare soddisfazioni. 

Una garzaia - ovvero una colonia di nidi di aironi - a poca distanza da casa, e nell'amato Parco costituisce occasione ghiotta. Purtroppo, va detto, la posizione non è delle migliori. La zona è tormentata dal passaggio di umani. La sensibilità del microfono, pur direzionale, capta anche tracce acustiche extra: chiacchiericcio, pedate di corridori, grida... 

7 marzo 2020. La mattina, sotto la garzaia, sotto i nidi. L'apparecchiatura immortala un po' di vocalizzazioni dei nostri aironi. Non aspettatevi, ovvio, gradevoli tracce acustiche. Vale il documento.

E analizziamo la documentazione. 
Le registrazioni sono caricate su una fantastica piattaforma: xeno canto. Potete ascoltare le tracce e potete scaricarle. 

Registrazione A
Un breve richiamo di un individuo.

Questo il relativo sonogramma: il grafico mostra: sull'asse verticale la frequenza (khz), sull'asse orizzontale il tempo (in secondi).


Registrazione B

Qui abbiamo due individui: A e B. 
Se ascoltate la traccia guardando il sonogramma, potete riconoscere i due aironi. I loro versi sono ben distinguibili. La registrazione ha anche immortalato il canto di un fringuello maschio (vedi sonogramma).



Registrazione C
Una serie di brevi richiami di un individuo.




Alla prossima
Matteo Barattieri


mercoledì 11 marzo 2020

Se vi manca il Parco di Monza - parte prima: La garzaia

FOTO DI MARIO CERCHIAI

Il nostro Parco è chiuso per l'emergenza sanitaria. Ci manca. E allora, dedichiamo al nostro amato luogo una serie di testi e di immagini.
Ringraziamo il bravo Mario Cerchiai per averci concesso le sue foto. Avanti così, Mario.

La garzaia




E’ il 2014. Giugno. Mi ferma, nel Parco, l’Edoardo Viganò da Villasanta. Per chi non lo conoscesse, l’Edoardo è un grande fotografo naturalistico. Autore di veri e propri gioiellini, con il suo obiettivo. Non è un professionista, il Viganò: svolge questa sua attività da puro amatore, anche se le sue istantanee trovano spazio nelle pubblicazioni del settore. Se dovesse fare un bilancio economico di questa sua passione, sarebbe “profondo rosso”, per usare le sue parole. “e ‘l niasc dal cenerino?”, gli domando. Il bravo Viganò aveva segnalato qualche tempo prima la nidificazione dell’airone cenerino in quel di Villasanta. Si tratta di un evento di assoluta rilevanza. La prima nidificazione della specie nella nostra provincia, dopo quella del 1998, segnalata da quel simpatico pazzoide del Mario Colantonio da Renate.



Non sono solo quel giorno: con me, la comitiva dei ragazzi di una settimana verde nel nostro Parco. Il Viganò ci porta nel giardino di una ditta, appena fuori dalla mura. Un albero isolato, sulla riva di un laghetto artificiale. È in cima a quella pianta che la coppia di aironi aveva fatto il nido. L’albero è un esotico. Il tronco è alto giusto qualche metro (vado a memoria), e la sua chioma è stata sagomata in modo da formare una sorta di coppa, fitta di rami. Curioso che i cenerini si siano insediati qui. Ma mica tanto strano: il luogo non è molto disturbato.




Passeranno un paio di anni. Quello che avevamo visitato – quasi inutilmente avevo cercato tracce della specie nel prato, ricordo giusto una penna o due – può essere considerato, a distanza di tempo, una sorta di embrione della successiva garzaia. Garzaia: il termine indica una colonia di nidi, formata da uccelli del gruppo degli aironi. In alcune zone della Pianura Padana, e per la precisione della Bassa, queste colonie possono raggruppare un numero alto di nidi, fino a qualche centinaio o, anche, qualche migliaio. Un gruppo di lavoro, coordinato dal Professor Mauro Fasola, è attivo da tempo, dal 1972, e tiene una banca dati del fenomeno. Si potrebbe parlare a lungo. Solo un paio di note. Le garzaie possono essere mono- o plurispecifiche (ovvero formate da una sola o più specie). Una raccolta di dati naturalistici, quella sulle garzaie, su un arco di tempo così ampio (circa 50 anni) non è fatto comune in Italia: solo per lo stambecco abbiamo un intervallo di tempo più ampio, dal 1965.
2016. Il Giuseppe Redaelli segnala un gruppo di nidi al Parco di Monza. Airone cenerino, appunto: 3 nidi. E garzaia – puro prodotto locale – fu: la prima per il nostro territorio. Parte una operazione di controllo e censimento, che terrà sotto controllo la situazione. E qui occorre utile divagazione. Le garzaie non sono, in genere, luoghi avvicinabili. Bisogna tenere una distanza di rispetto, almeno 100 metri: in caso contrario, si causerebbe grave disturbo, col rischio anche di perdere la covata. Esistono poi le curiose garzaie localizzate in luoghi molto frequentati dall’uomo: una strana schizofrenia, dettata dalla psicologia di questo gruppo di animali, non ancora profondamente compresa. Chissà, probabilmente colgono dove non c’è particolare disturbo.
Certo, la colonia del nostro Parco è proprio piazzata in un luogo molto frequentato: ciclisti e corridori anche sotto i nidi – peraltro sistemati molto in alto, i nidi non gli umani citati –, comitive e famigliole, mezzi motorizzati, mentre il prato a poca distanza è classica meta per gitanti con spuntini al sacco annessi.




La stampa locale pubblica la notizia con tanto di foto. Quasi ribalto una cronista al telefono: “sarebbe stato meglio non diffondere la cosa… arriveranno masse di fotografi…”. Pessimismo e negatività del sottoscritto, al solito. La realtà sarebbe stata ben diversa. Nessun problema per i nostri aironi. Che continuano imperterriti a nidificare nel nostro Parco.

3 nidi nel 2016 e nel 2017; 4 nidi nel 2018 e nel 2019. Questi i numeri per gli anni scorsi.
Quest’anno, la comitiva subisce un incremento: siamo a 6 nidi a tutto il 7 marzo. Giusto un dettaglio: 3 nidi su una quercia europea, 2 nidi su un Taxodium distichum (cipresso calvo), 1 nido su un platano.
Le belle immagini di Mario Cerchiai, sempre bravo, sono state scattate nel nostro Parco.
Una colonia ormai consolidata, dunque. “ah, lei è un appassionato?” – capita che mi chieda chi mi vede girare per il Parco col binocolo – “sa che ci sono tanti aironi?...”, con a seguire il classico “li vedo sempre…”.


Matteo Barattieri

martedì 25 febbraio 2020

Brevi dal Parco: tra picchi neri e aironi


24 febbraio 2020
Aggiornamenti

Garzaia del Parco di Monza. 
5 nidi attivi. Dettaglio: 3 su una quercia europea, 1 su un Taxodium disticum (cipresso calvo), 1 su platano.


Picchio nero
Indagine sulla specie nel territorio del Parco della Valle del Lambro, Parco di Monza compreso.
Territorio diviso in quadrati di 1 km di lato. In ogni quadrato, un punto di stazione in posizione centrale: stimolazione della specie con uso di richiami.
Finora, esaminati 35 quadrati. 2 hanno dato esito positivo; nel Parco di Monza e nella Valle del Pegorino. Lo studio proseguirà anche nel mese di marzo, fino a coprire l'intera area da Monza ai Laghi di Alserio e Pusiano.

Successivamente, sarà approfondita la ricerca con transetti nelle aree di potenziale presenza.


Matteo Barattieri

domenica 9 febbraio 2020

9 febbraio 2020 - tra picchi e dintorni


Uscita al Parco questa mattina.
Obiettivo: indagini sui picchi.
Percorso un transetto che ha tagliato buona parte dell'area.

Bottino non malvagio.
Picchio verde: 8 individui.
Picchio rosso maggiore: 4 individui.

Ma il protagonista è sempre lui: il picchio nero.
Specie un tempo confinata nelle aree montane, da qualche anno ha esteso il suo areale anche nei settori di pianura.
E lo scorso anno ha nidificato per la prima volta nel Parco di Monza.
Oggi osservata una coppia in attività, con comportamento marcatamente territoriale.

Visto anche un bello sparviere: una femmina, con buona probabilità. Specie sempre affascinante, e non facile da contattare.

Per finire: la garzaia, termine che indica una colonia ovvero un gruppo di nidi di aironi.
4 nidi attivi: non male. Sempre nello stesso posto.

Matteo Barattieri




sabato 18 gennaio 2020

IWC 2020: conteggio uccelli acquatici svernanti al Parco

Ed eccomi puntuale per il tradizionale conteggio acquatici svernanti nel nostro Parco.

Tradizionale ed ufficiale, soprattutto. La sigla citata, IWC, è un classico acronimo: International Waterbirds Census. Il censimento viene svolto a livello mondiale. Il periodo: gennaio, quest'anno dall'11 al 24.
Contare gli acquatici? A cosa serve? Fornisce una fotografia delle popolazioni a livello planetario. Purtroppo, serve anche a stabilire le quote degli abbattimenti per i cacciatori. Ovviamente, solo per le specie cacciabili.

Ogni rilevatore si specializza su una o più zone, in genere - va da sé - vicine a casa.
Dopo una bella pedalata con annesse sbinocolate il giorno 11 gennaio tra Mandello e Lecco, eccomi a battere le zone d'acqua del nostro Parco. Il 16 gennaio.



Si parte, copione consolidato, dal Laghetto della Villa Reale. I gabbiani comuni non si vedono, a parte una piccola avanguardia di 6 individui in volo sopra il summenzionato specchio d'acqua: appariranno tra le 8.30 e le 8.36. In tutto 52 soggetti, visibili in foto.

Il Laghetto della Valle dei Sospiri non mostra anatre e affini.
Dice: ma come fai ad essere sicuro di non fare conteggi doppi, gli uccelli volano? Vero. Ma, e in particolare in questa fase dell'anno, anatre e compagnia cantante rimangono abbastanza fermi. Fanno eccezione due categorie: cormorani e gabbiani. Vengono contati ugualmente. Ma il censimento ufficiale che li riguarda viene svolto nei dormitori ovvero nei luoghi che utilizzano di notte per riposare. li si conta al tramonto, quando - magie e misteri della natura - vanno a raccogliersi, provenendo da varie zone.

Il Lambro: lo percorro, come sempre, camminando lungo la sponda idrografica destra.

Poca roba. Le temperature alte non provocano grandi movimenti dalle zone più fredde.

Diamo una occhiata ai totali:
Germano reale: 125
Anatra germanata (sono i germani col piumaggio pasticciato, frutto di incroci negli allevamenti): 9
Gallinella d'acqua: 11
Airone cenerino: 6
Anatra mandarina: 11 (7 maschi, 4 femmine)
Oca cigno: 2
Cormorano: 4
Gabbiano comune: 55
Oca domestica: 4

Il tutto finirà poi in una banca dati mondiale. Della quale esiste una sezione lombarda. A coordinare il tutto la sempre brava - e paziente: noi rilevatori a volte tardiamo nell'invio dei nostri risultati - Violetta Longoni (Università di Pavia).

Alla prossima
Matteo Barattieri