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mercoledì 5 gennaio 2022

16 gennaio: tutti a contare gli acquatici svernanti

 16 gennaio: tutti a contare gli acquatici svernanti

Ogni anno, nella seconda metà di gennaio si svolge il conteggio uccelli acquatici svernanti (IWC, International Waterbird Census). L'iniziativa, coordinata da Wetlands International, serve a ricavare una fotografia sullo stato complessivo delle popolazioni mondiali degli uccelli acquatici. Come è facile intuire, il progetto, attivo dal 1967, ha respiro mondiale ed interessa tutto il globo.

Per l'Italia, è coordinato da ISPRA e, a livello locale, fanno da riferimenti enti quali le Università. Per la Lombardia, la responsabile è la bravissima Violetta Longoni (Uni Pavia).

Il sottoscritto ha da sempre l'incarico di coprire le zone d'acqua del Parco, oltre a partecipare ad altri conteggi.


Anche quest'anno, mi attiverò. Mi piacerebbe però coinvolgere anche il gruppo volontari. Per motivi intuibili, svolgerò il censimento ufficiale da solo, in modo da dare un continuità ed una coerenza interno all'operazione. Va aggiunto che in questo caso meglio muoversi in solitaria: procedere lungo il Lambro in più persone può far muovere gli uccelli, cosa che danneggerebbe il conteggio.

Ho pensato di dar vita comunque ad un nostro conteggio di gruppo, esattamente come abbiamo fatto con gli aironi guardabuoi. Ci dividiamo le zone: vari punti dell'asta del Lambro, il Laghetto della Villa Reale, il Laghetto della Valle dei Sospiri. E vai di gabbiani, germani reali, anatre mandarine e compagnia galleggiante.

Ne ho già parlato con la summenzionata Violetta Longoni, che appoggia la proposta. Ne potrebbe nascere un triangolo interessante tra Consorzio, noi del Comitato e l'Università.

Ho contattato il Consorzio Parco: il Direttore vede con favore l'iniziativa.

Ho già individuato una data possibile: 16 gennaio (domenica), la mattina. Se siete interessati, contattatemi: matteo.barattieri1@libero.it
Organizzerei prima dell'uscita una serata via zoom per spiegare come si fa e mostrare come si riconoscono le specie.
fatevi vivi
Matteo Barattieri

mercoledì 3 febbraio 2021

Istantanee invernali - 12 gennaio 2021 Paperi in inverno: il conteggio IWC

FOTO: MASSIMO RIZZOLI

Il punto di partenza è sempre quello, per un appuntamento consolidato: la sponda del Laghetto della Villa Reale. IWC: International Waterbird Census. I pennuti contano o contare i pennuti? Il gioco di parole suona come mica tanto originale prologo. Conteggi e censimenti: le scienze naturali ne fanno base fondante per tanti lavori. Dati, elaborazioni, modelli: il cammino può essere lungo, e comincia spesso e volentieri dal campo, tra le difficoltà del caso. IWC: censimento internazionale degli uccelli acquatici. L'acronimo è in inglese, ma mica per qualche forma di snobismo o in ossequio ad una ammorbante tendenza. Nossignori: l'operazione si svolge a livello mondiale. 
Obbiettivo: contare gli uccelli acquatici svernanti. Si ricava in questo modo una fotografia sulla entità delle popolazioni delle varie specie. Gennaio è mese ideale per queste operazioni.



Se escludiamo alcuni pendolarismi giornalieri – che interessano specie come i cormorani e i gabbiani; questi ultimi ritratti in una bellissima danza dal nostro Massimo Rizzoli –, questi uccelli rimangono nelle zone di svernamento. Una rete che comprende professionisti del settore, mondo universitario compreso, appassionati dilettanti e affini si attiva per effettuare i conteggi nelle varie zone umide: litorali e laghi, fiumi e stagni...
Non ci muove però a caso. Esiste una lista ben precisa: ogni sito ha un proprio numero anzi un codice. Mica tutte le zone d'acqua sono inserite nell'elenco. Prendiamo la Valle del Lambro, ad esempio, ovvero la zona che parte dai Laghi di Alserio e Pusiano e arriva fino a Monza. In questa fascia di territorio, non tutta l'asta del nostro Fiume viene compresa. Ma solo il tratto nel Parco di Monza. Ad esso si aggiungono alcuni specchi d'acqua, i citati Laghi compresi. Tra i bacini inseriti, anche il Laghetto della Villa Reale e il Laghetto della Valle dei Sospiri. 
Tutto cominciò nel 2002 per il sottoscritto, contattato dall'allora referente lombardo, Diego Rubolini. Curiosamente, all'inizio i Laghetti non erano considerati da Rubilini, che li avrebbe aggiunti dopo. l'attività è svolta titolo puramente volontario, gratis et amore dei, insomma. Un tempo, giravano addirittura dei buoni benzina, munificamente messi a disposizione dalle province. Arrivarono anche al sottoscritto: puntualmente li ho girati ad amici. 

L'edizione di quest'anno è condizionata. Protocolli covid, malnato destino. Dobbiamo rinunciare, noi del CROS Varenna, ai conteggi su aree ampie: il Lario tanto per intenderci. Niente galoppata in bici per chi scrive: il tratto Mandello - Lecco, negli ultimi anni. Prima ancora fu il percorso Varenna - Lecco. Magia del Lago più bello del mondo. Pezzo di strada in bici, sosta in un punto prefissato, binocolo (con cannocchiale in aiuto alla bisogna), conteggio, pezzo di strada in bici. Bici che si è sempre rivelata più rapida dell'automobile: ho fatto, in qualche caso, lo stesso percorso in macchina, con altre persone, impiegando più tempo. Nel passato, e qui si inserisce la nota storica, il censimento lariano veniva compiuto da pochissimi ardimentosi dallo scafo di una barca, da Colico fino a Lecco. Ore e ore insomma, con la Breva e il Tivano a tormentare i malcapitati globi oculari. Racconti da serata davanti al camino, oggi, con qualche dettaglio oltre i limiti del romanzesco: una barca - fornita in prestito da conoscenti - clamorosamente danneggiata.

Nel nostro Parco, la situazione va via liscia. Unico problema: eventuali disturbi da parte di passanti, lungo la sponda del Lambro. E il timore di movimenti stravaganti da parte dei pennuti. Ma domina, sempre, il generale Inverno: i nostri volatili se ne rimangono in genere abbastanza tranquilli.

Numeri sempre bassi, tendenza ormai consolidata negli ultimi anni.
I germani reali sono 95; 7 le anatre germanate, il termine indica i germani dai colori pasticciati, risultato di incroci e ibridazioni in cattività. 
Le anatre mandarine sono assenti al Laghetto della Villa Reale. Si faranno vive lungo le sponde del vecchio Lambro: 7 esemplari. I numeri alti di anni fa - siamo anche arrivati a 45 - sono roba d'altri tempi. Un cormorano, 2 aironi cenerini. Le simpatiche gallinelle sono 7. I gabbiani comuni fanno in totale 52.

Rimane la roba da pollaio, al Laghetto della Villa Reale. 5 oche domestiche; 1 oca cigno (l'altro esemplare è nelle mani di veterinari). 
Per cormorani e gabbiani i conteggi presi in considerazione sono quelli svolti al tramonto nei dormitori, ovvero nei luoghi dove si concentrano per trascorrere la note. Per i posatoi notturni dei gabbiani più vicini bisogna portarsi in quel del Lecchese. Per il cormorano, avremmo anche una località dalle nostre parti. Ma è fuori Monza: sarà per il prossimo anno.

Matteo Barattieri

venerdì 24 gennaio 2020

Cormorani monzesi: diamo i numeri




Quanti cormorani frequentano il nostro territorio monzese?
Possiamo contarne qualche unità, che agiscono soprattutto tra Parco e Giardini della Villa Reale; nel dettaglio, li troviamo lungo il Lambro e al Laghetto della Villa Reale.

Ma non tutti sanno che esiste un contingente che si raduna, nel periodo invernale, in un sito della nostra zona. Convergono lì, da più punti, al tramonto. Trascorreranno la notte, sugli alberi, per poi disperdersi all'arrivo dell'alba. Si tratta di una strategia usuale per molte specie di uccelli. Stare assieme è buona cosa: ci si difende meglio dai predatori e, magari, dal freddo. E, è dimostrato, per alcune specie - corvidi - ci si scambiano informazioni sui luoghi dove trovare cibo.

Da qualche anno, effettuo un conteggio al dormitorio collocato dalle nostre parti. I numeri ottenuti finiranno in una banca dati ufficiale e mondiale: l'IWC (Internationale Waterbirds Census). Anzi, per i cormorani si tratta proprio del dato più attendibile. Durante le giornate, questi animali si muovono molto, a differenza di altri acquatici come le anatre. C'è quindi sempre il rischio di raccogliere dati doppi.

Oggi 24 gennaio 2020, conteggio effettuato. Ore 17.15: 39 cormorani presenti. Lo scorso anno, erano 35.

Non aspettatevi che divulghi l'ubicazione del dormitorio dei cormorani. La località rimane nota solo agli addetti ai lavori. Purtroppo, questi pennuti sono perseguitati.

Il dato, come detto, sarà raccolto dalla referente per la Lombardia. Che lo inserirà nella pubblicazione stesa annualmente, riguardante i censimenti degli uccelli acquatici svernanti.

alla prossima
Matteo Barattieri

sabato 18 gennaio 2020

IWC 2020: conteggio uccelli acquatici svernanti al Parco

Ed eccomi puntuale per il tradizionale conteggio acquatici svernanti nel nostro Parco.

Tradizionale ed ufficiale, soprattutto. La sigla citata, IWC, è un classico acronimo: International Waterbirds Census. Il censimento viene svolto a livello mondiale. Il periodo: gennaio, quest'anno dall'11 al 24.
Contare gli acquatici? A cosa serve? Fornisce una fotografia delle popolazioni a livello planetario. Purtroppo, serve anche a stabilire le quote degli abbattimenti per i cacciatori. Ovviamente, solo per le specie cacciabili.

Ogni rilevatore si specializza su una o più zone, in genere - va da sé - vicine a casa.
Dopo una bella pedalata con annesse sbinocolate il giorno 11 gennaio tra Mandello e Lecco, eccomi a battere le zone d'acqua del nostro Parco. Il 16 gennaio.



Si parte, copione consolidato, dal Laghetto della Villa Reale. I gabbiani comuni non si vedono, a parte una piccola avanguardia di 6 individui in volo sopra il summenzionato specchio d'acqua: appariranno tra le 8.30 e le 8.36. In tutto 52 soggetti, visibili in foto.

Il Laghetto della Valle dei Sospiri non mostra anatre e affini.
Dice: ma come fai ad essere sicuro di non fare conteggi doppi, gli uccelli volano? Vero. Ma, e in particolare in questa fase dell'anno, anatre e compagnia cantante rimangono abbastanza fermi. Fanno eccezione due categorie: cormorani e gabbiani. Vengono contati ugualmente. Ma il censimento ufficiale che li riguarda viene svolto nei dormitori ovvero nei luoghi che utilizzano di notte per riposare. li si conta al tramonto, quando - magie e misteri della natura - vanno a raccogliersi, provenendo da varie zone.

Il Lambro: lo percorro, come sempre, camminando lungo la sponda idrografica destra.

Poca roba. Le temperature alte non provocano grandi movimenti dalle zone più fredde.

Diamo una occhiata ai totali:
Germano reale: 125
Anatra germanata (sono i germani col piumaggio pasticciato, frutto di incroci negli allevamenti): 9
Gallinella d'acqua: 11
Airone cenerino: 6
Anatra mandarina: 11 (7 maschi, 4 femmine)
Oca cigno: 2
Cormorano: 4
Gabbiano comune: 55
Oca domestica: 4

Il tutto finirà poi in una banca dati mondiale. Della quale esiste una sezione lombarda. A coordinare il tutto la sempre brava - e paziente: noi rilevatori a volte tardiamo nell'invio dei nostri risultati - Violetta Longoni (Università di Pavia).

Alla prossima
Matteo Barattieri

martedì 15 gennaio 2019

14 gennaio 2019 - IWC conteggio acquatici svernanti


14 gennaio 2019 IWC conteggio acquatici svernanti al Parco






“Ne avrai da fare…”, commenta qualcuno via facebook. Segnalare in rete la mia presenza qui ha due, malcelati, scopi: garantire un poco di visibilità ad una attività altrimenti limitata alla cerchia dei sempiterni addetti ai lavori, e tenere vivo il proprio spazio nel mare della rete. In realtà, il compito non si rivela dei più improbi e faticosi: non siamo mica in una grande area umida. Dopo tutto, è solo il Parco di Monza, con un paio di ambienti d’acqua da censire.
IWC: l’acronimo sta per International Waterbird Census. Molti percorrono centinaia o migliaia di chilometri ogni anno, altri rimangono più o meno stanziali: sono i pennuti acquatici. A gennaio, la situazione si fa più stabile. Tolti alcuni pendolarismi giornalieri – toccano specie come i cormorani e i gabbiani, vedi sotto –, questi uccelli rimangono nelle zone di svernamento. Una rete di censitori – a professionisti del settore, mondo universitario compreso, si mobilita per coprire le aree umide. Obiettivo: avere una fotografia della situazione delle popolazioni di queste specie.

Ogni area umida degna ha una sigla di riferimento. Tra i settori meritevoli di inserimento nella lista mondiale figura, ebbene sì, anche il nostro Parco. Gli ambiti presi in considerazione sono 3: Laghetto della Villa Reale, Laghetto della Valle dei Sospiri, tratto di Lambro nel Parco.

“E i gabbiani? Tutti alla Vettabbia?”. Sono le 7.55, nessun gabbiano in vista al Laghetto. Il pensiero va alla Vettabbia. Il sito è localizzato nella zona di Chiaravalle, che rimanda di suo a memorie di acque lombarde del passato; in questi giorni, solerti frequentatori parlano di 10mila gabbiani ivi presenti. Minga maa. Qui dobbiamo aspettare le 8.15 per vedere materializzarsi qualche esemplare: gabbiani comuni, recita la sistematica, e in numero di 38.
E i numeri, in generale, non sono alti, più o meno il linea con gli ultimi anni.

Le anatre mandarine – ever green, passatemi il forestierismo, per obiettivi e fotografi – latitano in questo angolo dei Giardini. Si faranno vive lungo le sponde del vecchio Lambro, come vuole usanza degli ultimi mesi. E il totale finale sarà pari a 29: i maschi sono 17, le femmine 12.

Il germano reale la fa, va da sé, da padrone: 165, tra Villa Reale e Lambro. Le anatre germanate sono 7: il termine indica i germani dai colori pasticciati, risultato di incroci e ibridazioni in cattività. Oltre agli appena citati, il Laghetto della Villa ospita altro materiale di origine domestica: oca cigno (2 individui), oca domestica (5), anatra domestica (2).

L’airone cenerino limita il suo contingente a 2. Come è noto, nel Parco sarebbero di più. Ma va annotato che il censimento si limita a prendere in considerazione gli ambienti citati, e non copre tutto il sito.

Ai 38 gabbiani comuni contati al Laghetto della Villa vanno aggiunti altri esemplari: il totale fa 56.

Alla passione per le mandarine, altri aggiungono interesse per l’anatra sposa. Sparita, sembrerebbe, dopo i recenti onori sulle cronache monsciasche. Nossignori, la nostra farà la sua apparizione nel finale – come vorrebbe facile spunto romanzesco – e lo fa con stile: maschio e femmina.

Detto delle gallinelle – sono 7 –, rimane il cormorano: 1 individuo, localizzato nel Laghetto della Villa. Ma per cormorani e gabbiani i conteggi presi in considerazione sono quelli svolti al tramonto nei dormitori, ovvero nei luoghi dove si concentrano per trascorrere la note. Per i posatoi notturni dei gabbiani più vicini bisogna portarsi in quel del Lecchese. Per il cormorano, abbiamo anche una località dalle nostre parti. E per questo rimandiamo ad altre puntate. Col ricordo di una piacevole sbinocolata, accompagnata da usuali brividi: bruschi movimenti dei nostri acquatici possono rendere i conteggi duro e complicato cimento.


Matteo Barattieri






lunedì 13 gennaio 2014

10 gennaio 2014 - Uno sciame di gabbiani e altre storie ovvero conteggio acquatici svernanti (IWC) 2014


Gennaio anzi, più o meno, metà gennaio: appuntamento fisso per tanti binocoli, in Italia e nel mondo. La sigla di riferimento è sempre quella: IWC (International Waterbird Census). L’acronimo fa riferimento ad un conteggio che coinvolge a livello generale migliaia di rilevatori (più di 15mila), appassionati e universitari, dilettanti e professionisti. Il censimento si svolge dal 1967 – ormai siamo a oltre 25mila località in più di 100 paesi –, con lo scopo di ottenere una fotografia della situazione degli uccelli acquatici. Oltre che per le intuibili ricadute a livello scientifico e conservazionistico, i dati sono importanti, ahinoi, per determinare le quote di individui abbattili per le specie cacciabili.




E il nostro Parco? C’è, c’è. Dal 2002, le zone acquatiche del gioiello monzese sono inserite nella rete mondiale: Laghetto della Villa Reale, Laghetto della Valle dei Sospiri, tratto di Lambro. Anatre, gallinelle, gabbiani, aironi: negli anni si sono snocciolati dati e cifre. Il periodo prescelto è sempre il cuore di gennaio (per il 2014, esempio, tra il 10 e il 26): è la fase dell’anno in cui gli uccelli tendono a limitare i propri movimenti.

Il 10 gennaio, la mattina, parto, come consuetudine, dal Laghetto. Avere qualche ora libera in settimana è, in questo caso, ottima risorsa. Di solito, è la domenica e il sabato che i visitatori affezionati alle nostre papere si dirigono verso il Laghetto; dare da mangiare ai pennuti potrebbe essere anche una cosa carina, ma rende il compito di noi censitori più complesso. Le anatre si ammassano e si agitano: il conteggio diviene più difficile.

Dice: ma quanti acquatici vuoi ci siano al Parco di Monza? Non siamo mica al Delta del Po, o sui nostri laghi. Corretto. Ma la mania di perfezione diventa in questi ambiti fattore decisivo. E poi è il Parco, eterna passione del sottoscritto: un dato naturalistico in casa propria deve essere raccolto al meglio. È sfida di nervi, prima di tutto: non sbagliare un numero, evitare di far involare le anatre (lungo il Lambro, questo timore accompagna l’attività fino alla fine), non trascurare fino al più nascosto angolo.


Al Laghetto, dunque. Uno sciame di gabbiani comuni si muove a pendolo sopra lo specchio d’acqua. Saranno almeno 200, penso. Lascia stare le stime: armati di sana pazienza e conta. Mica semplice: si muovono di continuo, malnati. Alla fine, l’ipotesi di partenza non era campata per aria: il totale fa 204. Numero da primato per il nostro Parco. Come molti sanno, dalla metà degli anni 2000, la specie ha fatto la sua comparsa nella nostra città; si tratta di normali movimenti stagionali e periodici che caratterizzano questo gruppo di uccelli, ma ne riparleremo. Sui taccuini dei conteggi svernanti, il gabbiano comune viene invece registrato solo dal 2012.

gabbiano comune

Da tenere d’occhio sono le coloratissime mandarine. La popolazione monzese, ebbene sì, è per numeri una delle maggiori d’Italia. Tanto per dare un’idea, le acque del Parco ospitano ogni anno il 90% e oltre delle mandarine svernanti in Lombardia. Il numero finale si ferma a 21 (tra laghetti e fiume). I fasti del 2007 (48 individui) sono lontani.


anatra mandarina

Ed ora, il fiume Lambro. Passo felpato, andatura calma. Se si involano le papere, è un dramma: significa rischiare conteggi doppi. Ogni anno, mi scopro a lanciare messaggi ai nostri pennuti: brave, state ferme…non muovetevi… e compagnia cantante. Un’incognita è anche rappresentata da corridori e ciclisti che si muovono lungo le sponde. Ma le anatre, e gli uccelli in genere, temono di più il cambio repentino di ritmo, a dire il vero.



Poca roba in giro, come confermeranno i conteggi dell’11 gennaio tra Lario e Laghi Briantei. Il totale dei germani reali (l’anatra più nota e comune) si ferma a 83, battendo i primati negativi del 2011 e 2013 (rispettivamente 119 e 120). Ci sono poi le anatre germanate: si tratta dei germani coi colori pasticciati, risultato di incroci voluti dagli umani: sono 7 in tutto.
Un solo airone cenerino, 2 cormorani, 8 gallinelle d’acqua. E poi il cigno, le oche domestiche (4), le anatre domestiche (4), le curiose oche cignoidi (2) del Laghetto della Villa Reale.
A breve, entro la data di consegna dei dati, il tutto si trasformerà in numeri, aridi e freddi ma minga tropp. Per la gioia di Violetta Longoni (Università di Pavia, coordinatrice lombarda per l’IWC). Per il vostro censitore, il ricordo di belle ore trascorse al Parco, con il sottile ingrediente del brivido e della (in questi casi sacrosanta) tensione.



Matteo Barattieri