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venerdì 12 febbraio 2021

12 febbraio 2021: primo canto di fringuello

FOTO: MARIO MAINO
  Standing on the border
Looking out into the great unknown
I can feel my heart beating faster as I step out on my own ♫

Esiste il mondo delle immagini, qui rappresentato molto bene dalla foto del solito Mario Maino. Ed esiste l'universo dei suoni: un universo non così pervasivo come quello delle immagini. Un universo riservato ad una nicchia ma non meno affascinante. Un universo che segue ritmi e cadenze, e che ha i suoi appuntamenti fissi. A noi, adepti della bioacustica, il compito di seguire e, magari, registrare emissioni sonore sul campo. Alcune di queste hanno un significato speciale.

I'm heading out tonight, traveling light
I'm gonna start all over again

Primo canto di fringuello: da anni, per il sottoscritto, marca l'inizio della primavera o, se volete, la fine dell'inverno. La sequenza di sillabe riecheggia, alla buona e per gran parte della sua estensione, il picchiettare di una cascata. A chiudere, due brevi note. Brevi ma decisive a completare e a mettere la firma sulla traccia. Nel mese di febbraio, in particolare nelle prime due settimane, il fringuello - il maschio per la precisione: alla femmina spettano solo semplici cinguettii - mette in esercizio il proprio apparato vocale. L'orecchio controlla l'etere. 

 ♫  And buy a one way ticket on a west bound train
See how far I can go (Because I can)   ♫

I nostri fringuelli cominciano da vocalizzazioni non perfettamente coordinate, a volte addirittura disordinate. Gradualmente, e in tempi comunque brevi (nel giro di pochissimi giorni), il canto viene modulato come vogliono le regole. L'ultima ad arrivare è proprio la coppia di note finali. Senza le quali, il taccuino del sottoscritto mica può riportare il dato.  
E il dato arriva. 12 febbraio 2021. Il luogo: viale Sant'Anna, a Brugherio (MB).



E' una sequenza completa ed ortodossa. Bello pensare che, contemporaneamente, i maschi della specie stanno dando vita allo stesso fenomeno.
Qualcuno commentava oggi con un aggettivo che è un classico: romantico. Altri vedevano nell'evento che ho segnalato su un gruppo di colleghi una sorta di (finalmente) segno positivo. Nossignori. Direi: puro dato di campo. Freddezza da naturalista? Forse. Ma per noi, l'emozione può nascere dal dato in sé. Che trae il suo fascino proprio dal suo essere asettico.

I'm gonna buy a one way ticket on a west bound train
See how far I can go (Because I can)
I'm gonna go out dancing in the pouring rain
And talk to someone I don't know

Colonna sonora: "One Way Ticket", con la voce di LeAnn Rimes.

Matteo Barattieri



sabato 22 febbraio 2020

20 febbraio 2020 - Primo canto di fringuello: la primavera comincia


20 febbraio 2020 IL PRIMO CANTO DEL FRINGUELLO: COMINCIA LA PRIMAVERA.
foto: Mario Maino
Con ritardo rispetto al solito, il primo canto del fringuello (maschio) è arrivato per me questa settimana.
Luogo: Mezzago (MB), vicino al confine con Cornate d'Adda (MB). Orario: 10.30 circa. Il 20 febbraio.


Il primo canto del fringuello marca per il sottoscritto, da anni, l'inizio della primavera. Una sorta di primavera biologica, potremmo dire.
Il fringuello non canta nel periodo invernale: si limita a richiami e cinguettii. Le variazioni della lunghezza del dì stimolano la produzione del canto, elemento che caratterizza la stagione riproduttiva.
Un grazie a Mario Maino, autore della bella immagine di fringuello maschio.

Matteo Barattieri

giovedì 1 novembre 2018

1 novembre 2018 PENNUTI COLORATI ED ESOTICI AL PARCO DI MONZA - parte seconda


1 novembre 2018 PENNUTI COLORATI ED ESOTICI AL PARCO DI MONZA - parte seconda
ANATRA MANDARINA: i suoni

Una registrazione di anatre mandarine. Effettuata dal sottoscritto al Parco di Monza, in riva al Lambro. Data: 17 ottobre 2018.
Il primo richiamo è di una femmina: sembra un breve latrato.
Ad esso seguono 4 richiami di maschi: sono dei brevi scoppiettii.

La registrazione è qui:

La potete scaricare.
La figura mostra il sonogramma. Si vede la prima traccia (striscia più lunga), e si distinguono le 4 tracce (più corte) dei maschi.




Matteo Barattieri

sabato 15 febbraio 2014

15 febbraio 2014 - In diretta da San Biagio: il primo canto di fringuello


Per il sottoscritto è da tempo il confine, acustico ma non solo, tra inverno e primavera. Alcune note classiche, - tra boschi, prati e giardini - che si fanno linea di demarcazione ciclica tra un prima e un dopo. E' il primo canto del fringuello. Passata la stagione primaverile, ovvero il periodo della riproduzione, la specie limitala sua attività canora ai richiami. L'emissione del canto - molto più elaborato rispetto alle brevi note del richiamo - avviene a ridosso e durante la fase riproduttiva.

Ogni anno, l'attesa: in quale giorno il nostro partirà con il primo canto? Che, per tradizione, considero, come detto sopra, il segno della fine dell'inverno.
Solitamente, il tutto avviene nella prima decade di febbraio. Al momento però avevo annotato mentalmente solo dei tentativi: in settimana, il 12 febbraio, dapprima al confine tra Carate e Albiate, sulla Monza-Carate, successivamente in zona via del Ciocchino a Mariano Comense. Ma si trattava, appunto, di tentativi di canto. 
In diretta, o quasi, eccolo, qui in San Biagio, a Monza, fuori dalla finestra di casa. Le prime emissioni canore degne di questo nome. Le sto registrando con il mio apparecchio da qualche minuto, tra le 9.00 e le 9.15. Dapprima, qualche tentativo ancora non completo: a mancare, in genere, le due note classiche di chiusura. Poi, eccolo: il canto completo. La fine dell'inverno. Con tutto il rispetto per una stagione, quella iemale, sempre bellissima e affascinante. Ma queste, ma sa diss, sono altre storie....

A breve qualche registrazione, dal davanzale di casa.

Matteo Barattieri

venerdì 31 agosto 2012

Agosto 2012 - Nell'etere balie nere e scoiattoli



Sottofondo classicamente agostano, il suono dei richiami delle balie nere – qui sotto trovate una foto di Gaetano “Gaenava” Nava, scattata alla Vasca Volano (Agrate Brianza) – riempie l’aria. Ma quante sono? Un eventuale contatore, solo per il nostro Parco, potrebbe arrivare a fine scala. La seconda metà dell’estate è per questa specie periodo di migrazione: i loro trasferimenti verso i luoghi di svernamento interessano anche le nostre lande.





Nei giorni 24 e 25 agosto 2012 sono al Parco; mi muovo presto, già alle 6.15 varco i cancelli, aperti ben prima dell’orario canonico (nessun problema: gli addetti al servizio tendono spesso ad anticipare i tempi).

Una tappa è per me un classico: l’area a nord della Cascina Frutteto, settore che riecheggia, invero alla lontana, ambienti agricoli. Nel passato, qui, non sono mancate osservazioni e sbinocolate molto gradite. C’è mica solo il binocolo: ho con me il registratore. Ebbene sì: ci sono quelli che la macchina digitale sempre a portata, e quelli che alla ricerca di immagini e istantanee preferiscono le immersioni tra tracce sonore e mp3. Il sottoscritto appartiene alla seconda schiera.
Capitolo ricchissimo di spunti, il mondo dei suoni: per gli appassionati di fauna, comunicazioni acustiche ovvero canti e richiami.

Il registratore ha tante proprietà. Non è solo un mezzo per catturare vibrazioni dell’etere. Nossignori: obbliga anche ad aumentare la concentrazione. Non si tratta solo di individuare l’oggetto da trasformare in bit di memoria: mentre l’apparecchio è in funzione, ci accorgiamo di captare, con le nostre orecchie, dettagli e sonorità che forse avremmo altrimenti trascurato. Ci torneremo, forse, sulle pagine del blog.

Ma torniamo alle protagoniste di oggi, le nostre balie nere. In migrazione non è che abbiano un repertorio di grande respiro; insomma, sempre il classico breve richiamo, monosillabico e insistente. Basta trascorrere un poco di tempo col registratore in azione: si apre un universo. Quella che segue è una piccola antologia.
Si consiglia di ascoltare a volume alto.

Ecco il classico tik (come viene descritto dalle guide). In alcune parti della registrazione si odono due esemplari. Lo chiameremo suono 339 (dal numero della traccia).

339 copia primi 15 secondi versmp3 by MatteoB



Il relativo sonogramma è riportato qui sotto: si tratta di un grafico che ha sull’asse orizzontale il tempo (in secondi) e su quello verticale le frequenze ovvero le vibrazioni dell’aria causate dal suono (l’unità di misura è in questo caso il kHz (kiloHertz). Si consiglia di ingrandire l’immagine e di guardarla mentre si ascolta la traccia sonora.

Si consiglia di ingrandire i sonogrammi, e di guardarli ascoltando la traccia audio.





Le strisce verticali più spesse rappresentano i vari richiami; in alcune parti del grafico ne troviamo due vicine: corrispondono ai richiami di due individui. I più attenti avranno notato la presenza di tre regioni scure. Sono localizzate rispettivamente tra 11,0 e 11,5 secondi, tra 12,0 e 12,5 secondi e tra 12,5 e 13,0 secondi. Di cosa si tratta? Lo vedremo più avanti: si tratta di un suono simile ad un ronzio.


In questa traccia, un altro esemplare: il richiamo è differente dal tipico tik visto sopra; è un suono quasi bisillabico. Lo chiameremo suono 340.

340 copia primi 10 secondi versmp3 by MatteoB



Il sonogramma ci mostra i richiami: sono le quattro strisce verticali più marcate. Al secondo numero 9 appare una banda verticale più ampia: corrisponde ad un richiamo simile a un ronzio. Interessante questo suono: confesso che se il registratore non avesse obbligato ad un poco di attenzione in più non lo avrei colto.

Ulteriore inciso. Il lavoro al pc (sotto trovate riferimenti) permette a sua volta di individuare sonorità, sia attraverso il banale riascolto, sia attraverso la visione dei sonogrammi.





Questo suono invece (lo chiameremo 344) è più secco, ricorda il richiamo del picchio rosso maggiore.


344 copia primi 8 secondi by MatteoB



L’impronta sul sonogramma (riportato qui sotto) è marcatamente diversa da quanto visto finora.
Le linee verticali raggiungono frequenze più alte. 






Richiami diversi o richiami di individui diversi? Si tratta di richiami differenti emessi da individui differenti.
Eccoli assieme: 339 e 344. E controlliamo il sonogramma: il 344 è ben riconoscibile: le strisce verticali che toccano frequenze più alte. La prima parte della traccia sonora mostra il 339: ad accompagnare il richiamo il ronzio individuato sopra.


343 copia primi 19 secondi by MatteoB





Il mondo è fatto di massimi e minimi sistemi. Concediamoci qualche istante di minimalismo, le nugae di catulliana memoria. Questa registrazione contiene, al secondo 4,00, un suono che ricorda il verso di contatto di un silvide: ad emetterlo è sempre la nostra balia nera; purtroppo la registrazione non rende giustizia all’emissione sonore. Proseguendo nell’ascolto della traccia, l’orecchio individua facilmente più ronzii, visibili sul sonogramma.



351 copia primi 18 secondi by MatteoB





L’universo delle balie nere ci mostra dunque una bella varietà di richiami. Il mio quaderno di campo per questa uscita recita così:

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Vari tipi di richiami di balie:
- Classico tek
- Suono più prolungato, quasi bisillabico
- Suono secco (simile al richiamo di un picchio)
- Ronzio
- Suono simile al verso di contatto di un silvide
- Suono parente dei tuit dei fringillidi (non rilevato nelle registrazioni)
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Correva il luglio del 2007 (credo): come sempre, ero impegnato con i campi estivi su in Valle Aurina/Ahrntal (Sudtirolo). Con un gruppo (più o meno accuratamente selezionato) avevo trascorso una nottata poco sotto la cima del Monte Lupo/Wolfeskofel, in una baracca un tempo usata da cacciatori. La mattina, un suono lugubre, proprio sotto la mia testa: roba da film dell’orrore. Uno scoiattolo piazzato tra i rami di un albero. Da allora, uno degli obbiettivi, appena avessi posseduto un buon registratore, sarebbe divenuta la cattura di una traccia sonora di questo aniumale.

L’occasione si presenta proprio il 24 agosto. Mentre ero intento a seguire le balie, strani rumori provenivano dagli aceri. Uno scoiattolo rosso, pensa te. A perfetta distanza dai microfoni.

Anche in questo caso in campionario non è dei più poveri.
A fare da sfondo, va da sé, le nostre balie (e qualche altro volatile).

Qui distinguiamo un lamento iniziale, una serie di gemiti soffocati e una latrato simile ad uno sbuffo, accompagnati dal picchiettare delle unghie sul tronco di un acero.



Red squirrel sciurus vulgaris Scoiattolo rosso Parco di Monza Park of Monza August 24th 2012 24 agosto 2012 (era file316 copia minuti 2 00 3 00 non trattati) by MatteoB




Qui distinguiamo due latrati simili a sbuffi e un gemito soffocato, oltre al picchiettare delle unghie.
Il sonogramma relativo a questa ultima traccia è più sotto.


316 copia minuti 1 35 1 50 non trattativersmp3 by MatteoB





Alla prossima.

Matteo Barattieri