domenica 29 maggio 2022

Parco di Monza per sempre: 2132

 e siamo a 2132 iscritti al nostro gruppo Facebook Parco di Monza per sempre

avanti così



Ibis sacro: prima segnalazione

Ibis sacro: prima segnalazione per il Parco.
L'immagine è tratta dal filmato di Giuseppina Fadigati, alla quale dobbiamo la segnalazione. Filmato pubblicato sul nostro gruppo Facebook Parco di Monza per sempre. 25 maggio 2022, sul Lambro, zona Ponte delle Catene. A monte del Ponte. La specie è dannosa ed invasiva. Nelle nostre zone è presente da tempo. nel Nord Italia è in forte espansione. Ha impatti negativi sulle nostre specie di aironi.
Nella nostra provincia è piuttosto attivo ultimamente nell'area di San Nazzaro (Bellusco), Oldaniga e Ruginello (Vimercate). E nel vicino Agratese.

Un grazie a Giuseppina Fadigati.











sabato 28 maggio 2022

Chitarre e pasticci propagandistici

 interessante......
ecco cosa scrive Shawn Guidi oggi sulla sua pagina Facebook

""""""É ormai notizia diffusa l’arrivo di Bruce Springsteen a Monza per un concerto nel parco nel 2023. Nonostante aver letteralmente chiuso la Villa Reale e allontanato ogni grande evento dalla città, il nostro magico sindaco Dario Allevi ha voluto comunque toccare l’argomento “The Boss”.
Se credevate che la retorica della destra monzese fosse arrivata finalmente ad un limite, preparatevi a ricredervi, sapete come ha deciso di parlare del concerto il sindaco uscente? SCEGLI ALLEVI PER BRUCE SPRINGSTEEN.
Se non fosse già surreale, sotto al post, “stranamente” eliminato, potete leggere il commento di Claudio Trotta, produttore e promotore italiano di Bruce, ovviamente totalmente ignaro di questa ennesima triste strumentalizzazione.
Primo grande evento dopo anni di nulla e rischiamo di perderlo a causa di giochetti elettorali del genere, vogliamo davvero dare in mano la città per altri 5 anni a questi personaggi?





Tutti pazzi per le averle (più o meno)



Eccola qui, la nostra averla piccola. Specie un tempo diffusa, e da anni in forte calo. Una specie simbolo delle aree rurali, aree sempre più martoriare da una agricoltura troppo intensiva.
L'averla piccola necessita di siepi e cespugli, e posatoi dai quali partire per cacciare le sue prede. Tutta roba che sta sparendo dagli ambienti agricoli. Non solo: l'uso massiccio di pesticidi è causa della diminuzione degli insetti, base della piramide alimentare, che vede l'averla posizionata nella parte alta.

Una rassegna di belle istantanee, con il nome dei relativi autori.

E un compito per tutti: teniamola d'occhio. Chissà che non nidifichi. Sarebbe un dato di grande significato per il nostro Parco. Sarà difficile: troppo il disturbo. Però, però: non si sa mai. 
Nidifica più tardi rispetto ad altri passeriformi ed è molto schiva. Ci accorgiamo della nidificazione quando vediamo i giovani in giro con gli adulti. Abbiamo il mese di giugno per controllare la situazione: occhio a cespugli e simili.

foto di Mario Maino: un maschio 14/05/22 - Mirabello


ancora Mario Maino
14/05/22 - Mirabello - Averla Piccola (F) con preda



sempre Mario Maino: un bel maschio in volo
14/05/22 - Mirabello


Qui sotto invece è la volta di Roberto Petarle, un altro dei nostri speciali fotografi, sempre pronto a cogliere qualche bella specie.
Averla piccola ♀️ tra i carpini del Mirabello
07/05/2022



Sempre Roberto Petarle in azione con la sua digitale: grazie e avanti così.
Le foto che seguono sono sempre datate 7 maggio 2022. "nei pressi di viale Mirabello", scrive Roberto.






Matteo Barattieri

mercoledì 25 maggio 2022

Tra vergogna e schifo

 Parco: tra vergogna e schifo

La notizia, credo, è di dominio pubblico. Nel luglio 2023, si svolgerà nel Parco un concerto da 100mila persone (Springsteen). Sul prato della Gerascia, un prato storico, uno dei più importanti del nostro Parco, già danneggiato (non ha ancora recuperato) dai concerti voluti da Scanagatti (precedente giunta monzese). Sarà il colpo di grazia.
Il tutto ha un solo scopo: assicurare un poco di euro all'autodromo che, come sapete, ha i bilanci in rosso da tempo. Il progetto complessivo è trasformare l'area del circuito in una zona divertimenti, magari chiusa alla pubblica fruizione per gran parte dell'anno.
Come sempre, noi del Comitato Parco siamo e saremo soli a dar battaglia contro questo scempio. Nessuna delle liste che partecipano alle amministrative monzesi è contro questa ennesima vergogna, possiamo esserne certi: una serie di soggetti cui del nostro Parco interessa niente.
Come referente per un gruppo di volontari per il Parco, sono doppiamente arrabbiato. Per le nostre attività, anche per pulire una porzione di bosco, dobbiamo firmare fior di carte. E - udite, udite - garantire che lasceremo le aree interessate dalle cose che organizziamo nelle stesse condizioni di partenza. Eh, sì: organizzate una passeggiata da 20 persone? Bene, dovete garantire quanto appena detto, presentare statuto della vostra associazione, allegare la polizza assicurativa. Vi dimenticate di allegare la mappa della zona interessata dal vostro evento? Ebbene sì, è appena successo ad una associazione: il vostro evento rischia seriamente di saltare.
Ci sono dei responsabili di questo scempio? Certo, si chiamano Consorzio Parco e Villa Reale (rilascia le autorizzazioni) e sindaco di Monza (in quanto presidente del citato Consorzio). Se volete protestare, eccovi i contatti:
Consorzio Parco e Villa Reale
tel 039 39464
posta elettronica segreteria@reggiadimonza.it ; direzione@reggiadimonza.it
Sindaco di Monza segrsindaco@comune.monza.it






venerdì 13 maggio 2022

Come è verde la mia valle ovvero qualche riflessione sulle aree prative

 Come è verde la mia valle ovvero qualche riflessione sulle aree prative

Scrive Michele Varin sul nostro gruppo Facebook Parco di Monza per sempre:

""""""

#NoMowMay è una sorta di movimento che mira a spostare lo sfalcio dei prati dopo il mese di maggio per assicurare alle api i fiori per bottinare e anche per favorire la propagazione delle piante da fiori. In Francia ho visto anche prati dove venivano lasciate delle "isole" non sfalciate per lo stesso motivo.

Potrebbe essere interessante fare un ragionamento simile anche al Parco di Monza?

""""

Ne ho parlato in un documento che ho caricato tempo fa su questa pagina e che contiene una serie di proposte per migliorare le condizioni della fauna nel nostro Parco. Ecco, di seguito, la parte che ho dedicato alle aree prative. L'idea di Michele è da sostenere e da promuovere. Proveremo a sottoporla al Consorzio Parco e Villa Reale. 

Di più: ritengo sia il momento di stendere un vero e proprio protocollo di gestione per le aree prative. Ricordo che un documento di questo tipo non esiste. Le zone a prato del Parco sono curate dalla azienda Colosio (Cascina Molini di San Giorgio). L'azienda provvede a sfalcio e concimazione (con letame) dei prati in base ad una convenzione col Consorzio. questa attività non ha costi per il citato Consorzio. 

Solo per due prati (Gerascia e Roccolo) l'azienda paga una quota.

I prati dei Giardini della Villa Reale sono in carico ad una azienda di servizi esterna.

Qui sotto, il testo riguardante le zone a prato, che avevo buttato giù tempo fa.

Aree prative, incolti, e colture a perdere

Coprono una estensione non indifferente ma godono, in qualche modo, di minore considerazione rispetto ai boschi. Vengono vissuti dai frequentatori del Parco soprattutto come scenari per attività di tipo ricreativo. Intendiamoci: la funzione del Parco come luogo per il tempo libero è centrale e non va messa in discussione. Per i settori prativi deriva, però, un impatto non da poco: un problema da affrontare. Anche se il calpestio, va detto, tende a concentrarsi in poche aree.

L’attività regolare di sfalcio ha permesso che col tempo si formasse una comunità vegetale e, soprattutto, che si consolidasse il manto erboso. Si arriva così alla formazione del cosiddetto prato stabile, ambiente prezioso e, alcune parti d’Italia, tutelato da specifiche categorie di aree protette.

Nella nostra Brianza, ci dicono gli esperti, possiamo trovare fino a 40-45 specie di piante erbacee nei prati stabili: non male. E nel Parco? Sempre gli esperti ci dicono che la comunità vegetale è un po’ più povera. Uno dei lavori da svolgere a breve sarà un aggiornamento dei dati relativi. Quali erbe abitano i prati del nostro Parco? Come sono distribuite? Esistono lavori svolti nel passato ma rimontano, ahinoi, agli anni ’90.

Anche se il calpestio tende a concentrarsi soprattutto in alcune porzioni, il disturbo per le specie animali e vegetali nelle aree prative è, comunque, complessivamente sostenuto. A titolo sperimentale potranno essere circoscritte piccole superfici di prato, vietandone l’accesso, e riducendo opportunamente o guidando gli sfalci. Il provvedimento avrebbe anche obiettivi scientifici: valutare l’evoluzione dell’ecosistema (variazioni nel numero e nel tipo di specie), e operare dei confronti con altri settori lasciati all’intervento e alla frequentazione dell’uomo. Allo stesso modo, dovrebbe essere steso un preciso protocollo che definisca una sorta di piano per la gestione dei prati, con attenzione, va da sé, per gli aspetti naturalistici.

Le zone di confine tra boschi e prati sono, nella stragrande maggioranza dei casi molto nette: mancano zone graduali di passaggio dall’uno all’altro ecosistema. Questi settori hanno importante ruolo ecologico: forniscono preziosi spazi per tante specie vegetali e animali (in particolare invertebrati, farfalle su tutti). Anche in questo caso, lasciare alla propria evoluzione naturale o guidare in maniera ragionata lo sviluppo di strisce di vegetazione a cavallo tra prati e boschi accrescerebbe la biodiversità. Per i frequentatori del Parco, la possibilità di osservare interessanti specie come le citate farfalle.

Alcuni settori potrebbero essere trasformati in superfici lasciate ad incolto, ovviamente guidato da opportuna gestione, per evitare il comparire di vegetazione infestante. In qualche zona, invece, potrebbero esser insediate colture a perdere – un esempio classico sono i girasoli –. Ricordiamo che lo stesso Parco Valle del Lambro ha realizzato interventi di questo tipo, per i quali, peraltro, esistono forme di finanziamento. Un settore del Parco candidabile per le operazioni appena menzionate si può individuare nelle zone a ridosso della Cascina Molini Asciutti: i prati di questa parte del complesso non sono particolarmente frequentati dai visitatori. Risulta quindi più agevole muoversi.







Le mani nel torbido ovvero cala il sipario sui nostri rospi

Chi mi conosce sa che, crapone come pochi, difficilmente mollo la presa. La lunga campagna pro rospi può essere efficace esempio. Ma esistono momenti e situazioni in cui siamo costretti a lasciare l'agone. Giovedì 12 maggio mi chiama il sempre bravo Mario Maino: la pozza è asciutta. E nessuna traccia di girini.

Ormai, conveniamo, siamo ai confini dell'accanimento terapeutico. Possiamo mica pretendere che il Consorzio porti acqua alla pozza ad ogni piè sospinto. Più di tutto poté la siccità. E, confessiamo, qualche imperizia nei lavori di sistemazione della nostra pozza. 

In una prima fase, 1 maggio, abbiamo avuto la nascita di qualche embrione: il tutto si era fermato a quello stadio. Questa settimana, il caldo ha bloccato qualsivoglia stadio successivo alla deposizione delle uova.

Una annata sfortunata, insomma. Nelle difficoltà, è fondamentale mettere in cantiere da subito adeguate reazioni. Il nostro piccolo gruppo di volontari sta già preparando la prossima campagna.

Le foto che seguono sono del citato Mario Maino. Un ringraziamento va a tutti quelli che han dato il loro contributo. Tra gli altri, la azienda Colosio, sempre pronta a portare acqua alla pozza. Ringraziamo anche il Consorzio Parco e Villa Reale che non ha mai fatto mancare il proprio appoggio, anche concreto.

L'appuntamento è per i prossimi mesi.


Quel che resta della pozza.


La zona scavata dal passaggio del trattore.

Ancora la nostra pozza.


E ci sono sempre i minus habens che lasciano in giro i cani. Non oso pensare a cosa sarebbe successo se nella pozza ci fossero stati i girini.


Matteo Barattieri