domenica 12 dicembre 2021

11 dicembre 2021: calma piatta

 11 dicembre 2021

Breve uscita al Parco.
Area battuta: Giardini della Villa Reale, Valle dei Sospiri, Cascina del Sole, Cascina Cernuschi, area Facoltà di Agraria. Ben poco anzi niente di significativo da segnalare. Giusto il Laghetto della Valle dei Sospiri: totalmente coperto da un sottile strato di ghiaccio, fatta eccezione per il tratto a emissario che precede la chiusa.

Alla prossima
Matteo Barattieri



La Carta Tecnica Regionale (CTR): alcune istruzioni (parte prima)

 Questo è anche un blog di servizio. Pubblichiamo quindi una serie di testi ad illustrare e spiegare applicazioni, programmi e altre risorse in ambiti quali la cartografia, l'elaborazione di dati, la bioacustica. Sperando siano graditi e, soprattutto, utili.
NB. Si fa riferimento spesso a Fino Mornasco: in questo periodo sto lavorando su questa zona.
Carta Tecnica Regionale (CTR)
Il termine designa una carta topografica prodotta dalle singole regioni. La CTR è una rappresentazione oggettiva del territorio, ricavata da foto da satellite. Gli elementi del territorio vengono rappresentati con il loro perimetro. Le scale utilizzate sono, di solito, 1:10 000 e 1:5 000. 
Sono utile base per creare carte tematiche. 
Le CTR sono disponibili per chiunque in rete. Questo il portale cartografico della nostra regione:

Una volta aperta, la pagina appare con questo aspetto:



Si notano dei pallini su sfondo scuro, nella zona centrale della schermata: sono le varie sezioni del portale. A noi, nella fattispecie, interessa il terzo pallino da sinistra che ci permette di selezionare la CTR. Una volta selezionato, possiamo aprire la CTR, utilizzando il comando “Apri”.
Verremo a questo punto dirottati su una nuova finestra, qui sotto riportata:
 

Potremo muoverci su tutto il territorio lombardo ed ingrandire la mappa. La piattaforma permette di fare una serie di operazioni, ad esempio disegnare sulla carta. 

Una occhiata ai comandi.
 
Classico: aumentare o diminuire l’ingrandimento.   

Torni alla configurazione di partenza.

Ti porta al tuo luogo di residenza, per quello che conosce il tuo pc o il motore di ricerca medesimo.

 

Gestisci il contenuto. Se selezioni il comando “inquadramento”, ti appaiono: i territori delle province (indicate con colori differenti) e i nomi dei comuni (vedi qui sotto).

 


Sfondi.

Possiamo fare apparire nella finestra vari supporti cartografici, indicati nel menu.


Nel riquadro bianco in alto a sinistra, possiamo scrivere il nome della località (Comune, di solito) su cui vogliamo andare. 

Possiamo anche scaricare sezioni della CTR, servizio molto utile. Per farlo, il procedimento è un poco lungo.
Per prima cosa, selezionare il comando “Scarica dati” sulla pagina iniziale del portale.

Verremo trasferiti a questa pagina: https://www.geoportale.regione.lombardia.it/download-dati  
In fondo alla pagina, il testo che ci interessa:
“”””
Per la sola Carta Tecnica Regionale sono disponibili i tagli per "sezioni CTR raster". Ogni sezione è in un file preconfezionato (.zip) che comprende un'area di 50 km in altezza per 80 km in larghezza, ed è caratterizzata da un codice e dal nome della località rappresentata. Si può scegliere il file dall'elenco delle sezioni o scrivendo il nome del Comune o della Sezione. Se si preferisce selezionare graficamente le sezioni è possibile utilizzare questa mappa.
“”””””
Il testo ci spiega molto bene quale materiale abbiamo a disposizione. Possiamo utilizzare il link attivabile con la parola mappa (in azzurro). Ma non conviene. Conviene invece selezionare il comando posto in fondo alla pagina “Accedi al servizio”.
Si apre la pagina Download dei dati https://www.geoportale.regione.lombardia.it/download-ricerca  
 

Sul riquadro bianco, scrivere CTR e dare il comando “cerca”.
Si apre questa pagina
 

Selezionare la freccia puntata verso il basso.

Finalmente, siamo sulla pagina che ci serve



La CTR è divisa in sezioni. Se conosciamo la sigla della sezione che ci serve, possiamo scriverla. Il sistema ci manderà sulla sezione prescelta e ci permetterà di scaricarla. Se invece vogliamo scaricare le sezioni che comprendono il territorio di un comune che ci interessa, usiamo il comando “filtra per comune”: nel riquadro bianco, scriviamo il nome del comune. Poniamo di voler ottenere le mappe che rappresentano Fino Mornasco.
 
 

Ecco cosa succede: la piattaforma ci fornisce due sezioni, come si vede nella figura sopra riportata. Con la freccia verso il basso, scaricheremo sul nostro PC le sezioni che ci servono.
Le sezioni sono in formato TIF.

Ecco come appare una parte del territorio di Fino Mornasco:

 

Troveremo sicuramente degli errori. La CTR è ferma alla prima metà degli anni ’90, purtroppo. Le parti più aggiornate risalgono al 1994.

La sezione rappresentata qui sopra illustra bene come funziona una CTR: è una rappresentazione oggettiva e sintetica del territorio. E su questi aspetti - e sulle modalità di rappresentazione degli elementi geografici - torneremo.

Alla prossima.

Matteo Barattieri

mercoledì 8 dicembre 2021

Fresco di (più o meno) stampa: il nuovo numero del BOL (Bollettino Ornitologico Lombardo) è in rete

Caricato sul nostro blog l'ultimo numero (2 del 2021) del Bollettino Ornitologico Lombardo (BOL). Lo potete leggere e scaricare, seguendo il link posto qui a fianco.

"Cominciamo con un paio di numeri l'anno", così i più chiosavano durante le prime riunioni del comitato di redazione - disemm - allargato della nostra rivista. Il ritmo è quello: un paio di uscite annue. Non già nelle (migliori) edicole o librerie - anche se la qualità meriterebbe cotanto destino -, bensì in rete. E con la fine dell'anno, puntuale, ecco il 2° numero per il 2021.

Al solito, un giro per vari angoli della nostra regione.
Davide Aldi ed Alessandro Pavesi ci portano nel Mantovano, segnalandoci l'accertata nidificazione delle rondine montana, proprio nel centro storico della città virgiliana, ennesimo capitolo di un ormai consolidato inurbamento della specie, ad accompagnare una sua espansione nei settori padani. 

Sempre Aldi e Pavesi - insieme a Lorenzo Maffezoli e Davide Meggiorini - ci raccontano delle prime nidificazioni accertate di una specie che suscita sempre brividi ornitologici: l'occhione. Gli scenari - va quasi da sé - son sempre mantovani.

"con i gabbiani non smetti mai di imparare, come un libro con pagine infinite, dove alcuni dubbi rimangono come le pagine", dice L'Enrico Viganò. E se lo dice lui, grande esperto di un gruppo odiamato da qualsivoglia o quasi sbinocolatore... Protagonista del suo articolo è una visitatrice ormai consolidata per l'area lariana: la gavina siberiana, riapparsa proprio in questi giorni presso quel Ramo (maiuscola d'obbligo) del Lago di Como. Enrico ci racconta - pagine da manuale - come riconoscere la siberiana. Roba da leggere e portarsi poi sul campo.

Paola Bressan, per l'occasione, abbandona l'amato - da lei - gufo di palude per parlarci del gufo reale e della sua situazione in provincia di Varese, tra dati storici e indagini del presente. Con lei, una serie di coautori, tutti targati Gruppo Insubrico di Ornitologia: Lorenzo Colombo, Milo Manica, Roberto Aletti, Walter Guenzani, Luca Giussani.

Da un estremo all'altro della nostra Lombardia: con Carlo Chiari ci portiamo nell'area bresciana. Per la precisione al Parco delle Cave di Buffalora e San Polo. Il tema è di quelli particolarmente amati da chi scrive, che ama perdersi tra e scorrere elenchi e affini: un elenco di specie, appunto relativo al sito summenzionato.

E c'è spazio, per finire, per presentare una sontuosa pubblicazione: "Gli Uccelli delle Province di Como e di Lecco – Elenco commentato delle specie", una produzione CROS. Con la firma di autori di tutto rispetto: Gaia Bazzi, Piero Bonvicini, Roberto Brembilla, Enrico Viganò. A presentare il volume, non poteva essere che il nostro direttore Fabio Saporetti.

Buona lettura.
Di seguito, l'indice del volume.

DAVIDE ALDI, ALESSANDRO PAVESI – Accertata nidificazione di rondine montana Ptynoprogne rupestris
nel centro storico di Mantova 59

ALESSANDRO PAVESI, LORENZO MAFFEZOLI, DAVIDE MEGGIORINI, DAVIDE ALDI – Prime nidificazioni accertate di occhione Burhinus oedicnemus in provincia di Mantova 62

ENRICO VIGANÒ – La gavina siberiana (Larus canus heinei) sul lago di Como: suo riconoscimento
rispetto alla specie nominale (Larus canus canus) 68

LORENZO COLOMBO, PAOLA BRESSAN, MILO MANICA, ROBERTO ALETTI, WALTER GUENZANI, LUCA GIUSSANI –
Il gufo reale Bubo bubo in Provincia di Varese: dati storici e ricerche recenti 86

CARLO CHIARI – Checklist degli Uccelli del PLIS “Parco delle Cave di Buffalora e San Polo”, Brescia 101

GAIA BAZZI, PIERO BONVICINI, ROBERTO BREMBILLA, ENRICO VIGANÒ - Gli Uccelli delle Province
di Como e di Lecco – Elenco commentato delle specie. Recensione 

Matteo Barattieri

sabato 4 dicembre 2021

Pozze per rospi: una sorta di censimento

 Di seguito una sorta di censimento delle pozze sparse per il Parco e da considerarsi stabili nel tempo, al netto di qualche fase di asciutta.

Pozza Colosio

La freccia indica la porticina del Dosso a Villasanta. È l’accesso più comodo e vicino.
L’area cerchiata indica l’ubicazione della pozza dove il rospo smeraldino si è riprodotto quest’anno e anche gli anni scorsi. Si tratta di una buca formatasi negli anni per il passaggio del trattore del Colosio (azienda agricola che ha sede nella vicina Cascina Molini di San Giorgio).
La pozza è cintata. L’abbiamo cintata noi con paletti, nastro da cantiere e cartelli. La recinzione ha funzionato bene.

Qui vorremmo fare quanto segue:
- lasciare al Colosio metà pozza così può passare con il trattore;
- recuperare la metà persa sul lato esterno.

Il Colosio ha recentemente (3 settimane fa) spostato la recinzione per permettere il passaggio dei suoi mezzi agricoli. Questo ci facilita il lavoro: sapremo esattamente come muoverci. Recupereremo, appunto, la parte mancante sul lato più esterno. Profondità di scavo prevista: 6-7 cm al massimo.
Questa buca è ormai da anni stabile e già storicamente usata dal rospo.
 

 Pozza Molini Asciutti
 

Siamo sempre in zona Villasanta. Trovarla è facile: è localizzata nel punto in cui il sentiero attraverso il lembo di bosco.
Questa pozza da sopralluogo del 15 maggio 2021 non mostrava uova o girini. Però è davvero stabile: è da sempre presente negli anni. Ovviamente, può asciugarsi per qualche periodo. L’idea è: metterla a regime, magari scavando in modo da ottenere una profondità omogenea, pari a circa 6-7 cm. Metteremmo anche qui una recinzione con paletti, nastro da cantiere e cartelli. 

Zona galoppatoio

È l’area cerchiata. Qui, c’è un recinto per cavalli (galoppatoio).

 




Pozza cerchiata in rosso. All’interno del recinto usato per attività ippiche dal maneggio del Campini (Villa Mirabello). Proprio all’interno del recinto si era creata una pozza. Ed era pieno di girini. Abbiamo avuto problemi, in parte legati al gestore del maneggio. Non sto ad andare nei dettagli. Però, la pozza si stava asciugando e a maggio abbiamo salvato i girini trasportandoli nella pozza Colosio.

Qui vorremmo scavare una pozza nella zona cerchiata in blu. Profondità la solita: 6-7 cm.
In questo modo, eviteremmo qualsiasi problema con il maneggio. In questa zona, sappiamo, il rospo smeraldino è piuttosto attivo.

Vi sono poi altri siti potenziali. Quelli sopra indicati saranno, nei nostri progetti, oggetto di interventi.


Matteo Barattieri









sabato 27 novembre 2021

Non solo Parco: "Che mosaici quelle aree agricole: un progetto targato BOL (Bollettino Ornitologico Lombardo)"

 

Che mosaici quelle aree agricole: un progetto targato BOL

4 province interessate, 34 operatori coinvolti - binocolo e taccuino anzi scheda dedicata alla mano -, 134 punti di rilevamento, 112 specie censite: snocciolate in un amen, cifre di tutto rispetto. A lanciare il progetto il buon Fabio Saporetti, motore primo del nostro BOL. A rispondere siamo in tanti, 3 di noi a fare da coordinatori a livello provinciale.

Lavoro sul terreno sia, lanciamo la scorsa primavera. A sbinocolare, come detto, in tanti. Niente rapaci o altre specie in grado di solleticare l'immaginario collettivo. Niente, o quasi, scenari con qualche patente di nobiltà o, allargando lo sguardo, con qualche nota di esotismo. Nossignori: ci si muove su aree agricole, magari vicino a casa. "In tempi di covid, ci si accontenta", dirà il solito sputasentenze. Totalmente fuori strada: il progetto nasce dall'esigenza di analizzare la situazione delle specie - di volatili, va da sé - che frequentano le aree agricole. Specie - ormai quasi un mantra, ripetuto ad ogni convegno di settore - che soffrono in maniera più che sensibile, in taluni casi addirittura drammatica, i pesanti effetti legati ad un'agricoltura sempre più intensiva. 

Il lavoro ha un taglio ben preciso. L'attenzione viene rivolta a settori che presentano una configurazione a mosaico, ovvero: "habitat eterogenei, caratterizzati da alternanza di prati, coltivi e filari boscati e/o parcelle forestali, urbanizzazione rada, che si alternano a colture foraggere, orticole e frutticole", parole e musica di Capitan Saporetti.

La figura riportata qui sotto illustra molto bene la tipologia ambientale oggetto del lavoro.



Siamo, nella fattispecie, a Cislago (VA). L'ortofoto è presa dal portale cartografico della Lombardia www.geoportale.regione.lombardia.it

Oltre a quella di Varese, il lavoro tocca altre tre province: Como, Lecco, e Monza e Brianza.


La mappa - elaborata dal summenzionato Fabio Saporetti - mostra i 134 punti di censimento. Come si nota, l'area a sud della fascia prealpina - quella più interessante per gli scopi della ricerca - è stata avvolta da una rete piuttosto pervasiva.

Il lavoro di preparazione - come vuole prassi consolidata - prende i suoi adeguati tempi. E si fissa il mese di partenza: marzo 2021. La scelta dei punti è operazione, pro parte, a più mani: al primo corposo elenco fissato da Capitan Saporetti, si aggiunge qualche ulteriore voce su suggerimento dei coordinatori provinciali. Ogni punto andrà coperto per 4 volte, con cadenza mensile, fino al giugno compreso. Il protocollo è un classico: 10 minuti di ascolto e, va da sé, osservazione in ogni punto. Ci si mettono anche altri protocolli, quelli covid. Ma l'ubicazione - per lo più vicina a casa - dei siti di osservazione aiuta. E c'è chi - una volta tanto - è favorito dalla abitudine a valersi delle due ruote a pedali; con quelle si può coprire qualsivoglia area.

Allodola, averla piccola, saltimpalo, tortora selvatica, quaglia: queste alcune delle specie obbiettivo. Il loro inserimento nella scheda di rilevamento provoca immaginabile soddisfazione. In non pochi casi, saltan fuori, i taxa di interesse, in siti sulla carta poco vocati. E si scoprono luoghi di indubbio valore, magari mai particolarmente toccati - pur, quasi, sotto casa - dalle nostre specole. Su tutte, per lo scrivente, San Nazzaro, in quel di Bellusco, area che ha anche non trascurabili connotazioni storiche.

Le indicazioni per i rilievi prevedono anche di raccogliere dati ambientali, per la precisione sulle colture presenti, come recita la scheda di campo riportata qui sotto.



Per l'ultima uscita, quella di giugno 2021, il rilevatore deve allargare il raggio di azione: van segnalate le colture su un raggio più ampio, pari a 400 metri.

Fabio Saporetti dà vita alle prime elaborazioni statistiche e cartografiche. Roba di lusso: ne esce un testo ricchissimo di materiale. E siamo, come si dice, solo agli inizi. Questo blog seguirà le evoluzioni del progetto, con ovvio rispetto e tutela dei dati raccolti e del lavoro a tavolino. Sarà, la nostra, una cronaca spicciola, una sorta di diario di bordo.
E, intanto, ci si prepara alla futura stagione di rilevamento, targata primavera 2022.

Matteo Barattieri

UN PICCHIO CHE PICCHIO NON È

 Proprio così: questo graziosissimo uccellino si chiama picchio muratore ma appartiene alla famiglia dei passeriformi e quindi con i picchi sembrerebbe proprio non aver nulla da spartire. In realtà se si osserva con attenzione il suo comportamento si comprende il motivo del nome che gli è stato attribuito.

Intanto il muratore è strettissimamente legato agli alberi e condivide questa sua abitudine proprio con i picchi e con il rampichino di cui si è già parlato in questo blog. Inoltre ha la singolare abitudine di percorrere i tronchi a testa in giù: unico passeriforme capace di tanto!

Altro aspetto interessante è il fatto che per nidificare il nostro uccellino utilizzi proprio i buchi scavati dai picchi di cui riduce il foro d’ingresso con fango: da qui il nome di muratore che gli si addice perfettamente. 

Anche per questo motivo il becco appare robusto e a forma di punteruolo, altra caratteristica che lo avvicinerebbe ai picchi. L’alimentazione è a base di insetti, semi e nocciole.

Le dimensioni sono ridotte e non superano quelle di un passero.

Un’ultima curiosità riguarda la sua distribuzione. Nel nostro Parco è estremamente comune e diffuso ovunque mentre, nelle zone limitrofe, risulta assai irregolare o addirittura assente. Va detto che in Lombardia la sua diffusione è disomogenea ed in pianura si rileva sporadicamente.  

Il Parco di Monza quindi per il muratore è habitat decisamente prezioso e attraente.

Edo Melzi

domenica 14 novembre 2021

Aironi guardabuoi: non solo Parco

 Alcune segnalazioni per questa frazione dell'autunno: tutte osservazioni registrate fuori dal nostro Parco, e relative alla provincia di Monza e Brianza.

Dal gruppo Facebook "Parco di Monza per sempre"

Alberto Albis 11-11-2021

"Visti 20 aironi guardabuoi, contati e ricontati, venerdì 11 novembre anche a Seregno, zona Meredo che fa parte del Parco GruBria. La settimana precedente erano stai fotografati nello stesso prato da Paul. Era presente un gregge, già da qualche giorno, che poi se ne è andato, mentre gli aironi sono rimasti."






Marco Vergani 8-11-2021
Buongiorno matteo..
Io ne ho visti molti nei campi di Ruginello a Vimercate saranno stati una trentina...era la giornata di ieri

Umberto Casiraghi settimana 2/7-11-2021

La settimana scorsa (non ricordo bene il giorno e l´ora, però era di giorno) ne ho visti alcuni su questo campo a Biassono. Erano un po lontani, pero sono abbastanza sicuro che fossero aironi. No ho potuto fare foto come avrei voluto, perché ero in macchina.

L'immagine Google Street View è stata inviata dallo stesso Umberto.

Alberto Beretta 13-11-2021

I guardabuoi fuori delle mura del Parco, prato via Grandi/Sp6 a Vedano L.





DALLA PIATTAFORMA ORNITHO
Dati relativi al periodo 1 ottobre/14 novembre 2021

Checco Ornaghi 18 ottobre 2021: Macherio centro abitato

10+ esemplari

Checco Ornaghi 25-10-2021 Triuggio  14 esemplari
Nota: passano in volo



  Triuggio [32N 521 / 5055]

Autore sconosciuto Villasanta 29-10-2021
19 esemplari




Molto probabilmente Parco.


Matteo Bonvicini Lissone 29-10-2021


Lissone [32N 520 / 5051]

circa 15


Checco Ornaghi 5-11-2021 Usmate Velate centro abitato 
circa 20   Nota: in volo verso Nord


Checco Ornaghi    Triuggio



Triuggio [32N 522 / 5058]

5 esemplari


Checco Ornaghi 7-11-2021


2 esemplari


Usmate Velate [32N 528 / 5055]



Gio Colombo 9-11-2021  Aicurzio
68 esemplari


Aicurzio [32N 533 / 5055]




Walter Sassi Lentate 10-11-2021





2 esemplari

Lentate sul Seveso [32N 508 / 5057]


Autore sconosciuto Burago 11-11-2021
5 esemplari




Burago di Molgora [32N 530 / 5049]


Walter Sassi Lentate 12-11-2021


1 esemplare

Lentate sul Seveso [32N 507 / 5058]