lunedì 11 ottobre 2021

Caccia alle infestanti: prime uscite

Infestanti: volontari al lavoro.
Eccoci all'opera, da oltre una settimana.
Reynoutria, Ailanto e Fitolacca i nostri obbiettivi.
Nelle immagini, il lavoro svolto finora da Mario Maino, Rosangela Bassi e dal sottoscritto. 
Non male, dai.








Questa una prima elaborazione col QGIS dei miei dati. 
I punti hanno colori vari: nessun significato specifico; semplicemente, si tratta di una prima elaborazione, alla quale seguirà un lavoro più raffinato sul GIS (QGIS).


Se volete aggiungervi alle operazioni di mappatura, siamo qui.
Contattatemi pure al matteo.barattieri1@libero.it 

Matteo Barattieri

venerdì 8 ottobre 2021

7 ottobre 2021: dormitorio di aironi guardabuoi?

7 ottobre 2021
Rapido giro di prima mattina.
 
Da lontano: una serie di macchie bianche su un paio di alberi.
La zona? A ridosso del lato nord di Villa Mirabello, il boschetto situato in corrispondenza della fontanella e di quello strano manufatto che ricorda una croce legata alle pestilenze.



Il binocolo - puntato in origine a mirare le montagne in lontananza - rivela che si tratta dei nostri aironi guardabuoi. Dato l'orario - circa le 7.15, ora solare -, questo raduno ha tutta l'aria di essere un dormitorio notturno. Molte specie trascorrono le notti assieme (tipico per gabbiani o cornacchie) nel periodo invernale in particolare. E' una strategia che ha varie ed intuibili finalità.

Ingrandendo l'immagine, si possono contare 40 esemplari.



Da seguire: per i conteggi invernali delle specie acquatiche, potrà essere un dato importante.
Non solo: una costante presenza invernale potrebbe essere (è successo in diverse zone dell'area padana, ad esempio) una premessa per una nidificazione. E gli aironi, nel Parco, ci hanno abituati a diverse sorprese.

A breve, come si dice, nuovi aggiornamenti.

Matteo Barattieri

lunedì 4 ottobre 2021

Nuova specie di fungo per il Parco (testo e foto di Fabio Mauri, dal gruppo Facebook "Parco di Monza per sempre")

2 ottobre 2021

Un nuovo fungo per il Parco, primo ritrovamento di Rubroboletus satanas (=Boletus satanas).
Oggi (2 ottobre 2021 n.d.r.) alla consueta rassegna micologica si è presentato un visitatore, sig. Fabrizio M. che ringraziamo, portandoci alcuni esemplari di un boleto che lui stesso aveva riconosciuto come Boletus satanas. Incredulo ho chiesto a Fabrizio di accompagnarci nel luogo in cui lo aveva trovato per poter fare qualche foto.



Rubroboletus satanas è specie diffusa al centro-sud e in appennino, viceversa abbastanza rara al Nord. Dalle nostre parti è possibile reperirlo nelle coline moreniche vicino ai laghi brianzoli. La sua presenza nel Parco di Monza non è mai stata documentata in quarant'anni di attività, per cui questo ritrovamento rappresenta una novità molto interessante.
Rubroboletus satanas è un fungo di grosse dimensioni, con il cappello bianco grigiastro con sfumature olivastre, pori gialli poi presto arancio-rossi, gambo obeso, spesso a forma di pera nell'adulto e carne che vira al blu al taglio. L'odore è debole nei giovani esemplari ma diviene presto sgradevole, cadaverico. 
Rubroboletus satanas è tossico, provoca sindrome gastroenterica, ciononostante in Italia meridionale alcune persone lo consumano dopo prolungati trattamenti finalizzati a ridurne la tossicità, ma si tratta di una pratica vivamente sconsigliata.

Fabio Mauri


domenica 3 ottobre 2021

2 ottobre 2021 - rialzo nel golf: aggiornamenti

2 ottobre 2021
Rapida ispezione durante l'uscita dei volontari.

Il terreno, ben spietrato nei giorni scorsi, è adesso pronto per i lavori di semina.
Ieri, stavano provvedendo a rullare come si deve il terreno.




Il burlun - in italiano rullo - passa nei due sensi: longitudinale e trasversale rispetto all'asse maggiore dell'appezzamento di terreno. 

La semina è prevista per i prossimi mesi.

Foto di Mario Maino

Matteo Barattieri

2 ottobre 2021: rari nantes ovvero prima giornata dei volontari

 2 ottobre 2021

Eravamo pochi. Ma ben motivati.

6 persone + il sottoscritto e Mario Maino.

Prima giornata dei volontari del Parco.
Abbiamo coperto una parte del Parco. Abbiamo visto alcune zone tormentate dalla presenza delle infestanti. E abbiamo parlato di progetti futuri.




Le persone hanno apprezzato. Già oggi, una di loro sarà sul campo a censire le infestanti.

Foto di Mario Maino.

alla prossima
Matteo Barattieri


giovedì 30 settembre 2021

30 settembre 2021 - E la pozza dei rospi riprese vita...

30 settembre 2021

E la pozza dei rospi riprese vita...

Tornata l'acqua nella pozza dei rospi.
Un poco di pioggia nei giorni scorsi e ci siamo. Tipico di questi ambienti semistabili.




Parte della pozza coperta dalla lenticchia d'acqua.

Matteo Barattieri

Quello strano rialzo da golfisti ovvero una vittoria del Comitato per il Parco

Correva il 2017. Internazionali di golf nel Parco. Sul Prato del Roccolo, sorge un terrapieno rialzato, circa 100x30 metri, cioè quasi un terzo di ettaro. E' collocato collocato nell'angolo  sud-est del Prato storico citato. Al posto del prato originario sono state posizionate fasce di prato da giardino. L'operazione serve a creare un campetto di prova per chi vuole cimentarsi con mazza e pallina. "... è una significativa modifica della destinazione di uso di una parti di un Prato storico.... dovrà essere rimossa...", lo dicevamo in non pochi, all'epoca, chiedendoci anche se sussistevano le autorizzazioni del caso. 

Come Comitato per il Parco teniamo particolarmente alla zona del Roccolo, visto che questa architettura vegetale (per i non addetti ai lavori, è quella sorta di boschetto che sorge al centro di questa area verde) è stata riqualificata, nel 2007, anche grazie ai fondi di uno sponsor (una ditta di abbigliamento sportivo) che abbiamo contattato noi. Il progetto di sistemazione fu una collaborazione tra la nostra associazione e la allora Amministrazione Parco.

Il rialzo in terra fu tutt'altro che temporaneo. Negli anni successivi, è rimasto lì, sfregio ad uno dei prati più belli del Parco e in balia di vegetazione infestante. 

Le due immagini che seguono mostrano la situazione nell'estate 2019.



In queste due immagini, a confronto lo stato penoso del manto in erba del rialzo con le condizioni del resto del Prato del Roccolo: la differenza è evidente.


Nel (si fa per dire) prato sviluppatosi sul rialzo erano presenti anche tubi in plastica (per l'irrigazione, molto probabilmente).

A niente, nel tempo, sono servite le nostre ripetute segnalazioni ed uscite stampa. Ma gutta cavit lapidem, per dirla con Cicerone. 2021, finalmente, su richiesta della nostra associazione e con l'appoggio del dottor Alberto Guzzi, che ringraziamo, il Consorzio prende in mano la situazione, nella persona del Direttore di recente nomina Giuseppe Distefano. 

Rialzo spianato e sistemato, nei mesi scorsi. Manca solo la risemina, per provvedere alla quale occorre rimuovere pietrame voluminoso presente in modo sparso e, ahinoi, pervasivo.

24 settembre 2021. Una ricognizione nel Parco: alcuni operai stanno rimuovendo le pietre. E sembrano anche divertirsi. 


Una piccola ma significativa vittoria.

Lunga vita al nostro Comitato per il Parco, intitolato ad Antonio Cederna, della nascita  del quale ricorre, quest'anno, il centenario. Be', un modo per celebrare un grande personaggio.

Matteo Barattieri